Agenzia delle Entrate, chiarimenti sulle partecipazioni acquisite per il recupero di crediti bancari

Gli istituti di credito che acquisiscono partecipazioni per il recupero crediti possono disapplicare il regime di participation exemption, e cioè l’esenzione fiscale delle plusvalenze, disciplinato dall’articolo 87 del Tuir. Il legislatore ha infatti previsto questa possibilità ai sensi della peculiare disciplina di cui all’articolo 113 del Tuir, previo parere favorevole dell’Agenzia delle Entrate.

Per chiarire le modalità di applicazione della normativa l’Agenzia ha diramato lo scorso 3 agosto la circolare 42/E, fornendo spiegazioni ed esempi pratici.

Sempre più spesso le banche realizzano operazioni di conversione di crediti in partecipazioni nella società debitrice o procedono all’acquisizione di interessenze detenute dalla stessa al fine di tutelare maggiormente le proprie ragioni creditorie. Si tratta di operazioni che permettono alle imprese in crisi economica e finanziaria di avviare un processo di risanamento aziendale e alle banche di tutelare al meglio i propri interessi poiché i crediti, nella sostanza, sono “rimborsati” attraverso l’assegnazione di partecipazioni.

In particolare, le operazioni di conversione di crediti in partecipazioni possono risultare vantaggiose a condizione che le cause che determinano la crisi economica e finanziaria dell’impresa debitrice abbiano carattere temporaneo e presentino delle ragionevoli prospettive di riequilibrio finanziario di breve o medio periodo in capo all’impresa debitrice. È per questo motivo che si ricorre a questo strumento con frequenza sempre maggiore attraverso piani di ristrutturazione dei debiti, come quelli previsti dall’articolo 182-bis della legge fallimentare, per evitare l’instaurarsi di procedure a carattere liquidatorio, anche di tipo concorsuale.

Agenzia delle Entrate, chiarimenti sulle partecipazioni acquisite per il recupero di crediti bancari ultima modifica: 2010-08-13T07:00:00+00:00 da Flavio Meloni

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