Ansano Cecchini, amministratore unico Euroansa: “La Mortgage credit directive avrà effetti limitati sugli intermediari”

Ansano, EuroansaEntrerà in vigore tra pochi giorni il decreto legislativo n.72 del 21 aprile 2016, che darà attuazione alla direttiva 2014/17/UE, la cosiddetta Mortgage credit directive. Le disposizioni principali del provvedimento riguardano la definizione di standard qualitativi per i servizi di erogazione di crediti, l’obbligo di valutazione del merito creditizio del consumatore, il rimborso anticipato, i prestiti in valuta estera, le pratiche di vendita abbinata, la fissazione di principi concernenti, tra le altre cose, l’educazione finanziaria, la valutazione degli immobili, le morosità e i pignoramenti. La direttiva, inoltre, stabilisce disposizioni oggetto di piena armonizzazione relativamente al Pies, il Prospetto informativo europeo standardizzato e al calcolo del Taeg, il Tasso annuo effettivo globale. Con Ansano Cecchini, amministratore unico di Euroansa, abbiamo parlato degli effetti che la nuova normativa avrà sul settore dell’intermediazione del credito.

La nuova disciplina prevede l’introduzione di regole più stringenti di quelle attuali sia per le banche che per i mediatori creditizi e gli agenti in attività finanziaria. Queste regole serviranno realmente a offrire maggiori garanzie ai consumatori, come era nei progetti del legislatore europeo, oppure avranno come effetto quello di complicare la vita agli operatori del settore del credito senza portare effettivi benefici ai clienti?
Da un punto di vista generale l’incidenza della direttiva sugli intermediari del credito sarà a mio avviso piuttosto limitata. Molte delle previsioni normative contenute nel provvedimento, infatti, erano già state anticipate dal legislatore italiano, che con il decreto legislativo 141 del 2010 aveva innalzato considerevolmente gli obblighi e gli adempimenti previsti per gli operatori del settore. Chiaramente prima di formulare un giudizio complessivo si dovrà attendere l’emanazione delle norme di dettaglio per specifici ambiti della disciplina, come ad esempio la segnalazione e la nuova figura del consulente indipendente. In ogni caso qualsiasi provvedimento che abbia l’effetto di innalzare gli standard professionali di chi opera nel settore del credito è benvenuto.

Come incideranno le nuove norme sulle banche?
Gli istituti non potranno più limitarsi alla semplice erogazione del credito ma dovranno in qualche modo “seguire” e “tutelare” questo credito, attraverso, ad esempio, una serie di verifiche sulla solvibilità del cliente e sull’effettivo valore dell’immobile per cui si richiede un mutuo. Ciò rappresenta senza dubbio un’evoluzione positiva per l’intero settore.

Un aspetto della nuova normativa che ha destato particolare interesse nel nostro Paese e suscitato diverse polemiche riguarda la possibilità per le parti coinvolte nell’erogazione del mutuo di accordarsi in caso di inadempimento del mutuatario per la restituzione dell’immobile dato in garanzia senza passare per il tribunale. In pratica di fronte a una situazione di inadempienza corrispondente a 18 rate non pagate gli istituti di credito avranno la possibilità di vendere l’immobile direttamente sul mercato e quindi la garanzia di poter recuperare il credito. Cosa pensa di questa norma?
A mio avviso è una regola assolutamente giusta. Anzi, 18 rate sono anche troppe. La normativa italiana offre ampie tutele al consumatore e quasi nessuna all’erogatore, che deve essere messo nelle condizioni di recuperare il proprio investimento. In questa particolare fase che stiamo attraversando è necessario incentivare il più possibile le banche a erogare credito, cosa che è possibile fare solo definendo regole certe su come eventualmente rientrare in possesso dei soldi prestati.

Ansano Cecchini, amministratore unico Euroansa: “La Mortgage credit directive avrà effetti limitati sugli intermediari” ultima modifica: 2016-05-28T09:50:49+00:00 da Paolo Tosatti

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