Banca d’Italia: in Lombardia finanziamenti in crescita dell’1% nel I trimestre

Banca d'Italia Logo 2La ripresa dell’attività economica si è riflessa sulla dinamica dei prestiti bancari alla clientela residente in Lombardia. La flessione del credito, in atto da oltre un triennio, si è arrestata negli ultimi mesi dell’anno passato e nel dicembre scorso la variazione annua è risultata lievemente positiva (0,7 per cento). L’incremento dei finanziamenti è proseguito nei primi mesi dell’anno in corso, con una crescita dell’1 per cento nei dodici mesi terminanti a marzo del 2016. Lo rileva la Banca d’Italia nella sua periodica analisi dedicata alle economie regionali.

Dopo la stasi del biennio 2013-14, i finanziamenti alle famiglie lombarde hanno ripreso a espandersi. La dinamica positiva si è confermata anche nei primi mesi del 2016. Secondo le indagini campionarie presso le banche, l’anno scorso le esigenze di finanziamento delle famiglie sono ancora aumentate e i criteri di erogazione delle banche si sono mantenuti distesi.

Il credito al settore produttivo è tornato a crescere per le imprese della manifattura, per quelle meno rischiose e per quelle di dimensioni medie e grandi. È invece proseguita la fase di debolezza della dinamica dei prestiti alle imprese di piccola dimensione. Secondo le informazioni fornite dagli intermediari, si è intensificata la domanda di credito da parte delle imprese, facendo registrare primi segnali di ripresa delle richieste per finanziare gli investimenti. Dal lato dell’offerta, è proseguito l’allentamento delle politiche creditizie adottate dalle banche, in atto dal 2014. Il miglioramento delle condizioni di accesso al credito ha trovato conferma anche nei risultati delle indagini presso le aziende della regione.

Il credito alle famiglie
Nel 2015 i prestiti alle famiglie erogati dalle banche e dalle società finanziarie sono tornati a espandersi, facendo registrare una crescita dello 0,9 per cento. L’incremento, seppure modesto, rappresenta un’inversione di tendenza rispetto alla dinamica stagnante del precedente biennio. Il credito al consumo è aumentato in misura più marcata (4,0 per cento). Per i mutui la variazione è stata positiva, ma contenuta (0,5 per cento la crescita su base annua a dicembre). In linea con il recupero del mercato immobiliare, le erogazioni di nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni sono sensibilmente aumentate nel 2015, rafforzando la dinamica espansiva iniziata già l’anno precedente. L’ammontare dei nuovi finanziamenti è stato di 9,1 miliardi di euro. Una parte rilevante dell’incremento è però attribuibile a surroghe e sostituzioni di prestiti in essere; al netto di queste operazioni, i nuovi finanziamenti sono stati pari a 7,3 miliardi di euro, in aumento di 1,7 miliardi rispetto al 2014. La crescita delle surroghe e delle sostituzioni è stata stimolata anche dalla riduzione dei tassi applicati, favorita dal tenore espansivo della politica monetaria. La diminuzione nel costo dei mutui si è estesa anche ai contratti non indicizzati, che nel 2015 hanno rappresentato circa il 42 per cento del totale delle nuove erogazioni (quasi 30 punti percentuali in più rispetto al 2014).

Secondo le informazioni tratte dalla RBLS, nel 2015 l’incidenza media dell’ammontare del finanziamento sul valore dell’immobile (loan to value) è lievemente salita, al 60 per cento, consolidando l’inversione di tendenza avviatasi nel 2014. La durata media dei nuovi contratti si è attestata a 21 anni. L’incidenza dei mutui che prevedono forme di flessibilità nel rimborso, quali la possibilità di estendere la durata o di sospendere temporaneamente i pagamenti senza costi addizionali, è tornata ad aumentare, rappresentando circa il 38 per cento delle erogazioni (21 per cento nel 2014). In base all’indagine SILC condotta nel 2014, che permette di analizzare alcune caratteristiche del debito delle famiglie su base regionale, il 31,1 per cento delle famiglie lombarde era indebitata, una quota in crescita rispetto alla precedente rilevazione (29,1 per cento nel 2013) e significativamente più elevata rispetto alla media nazionale (25,2 per cento; tav. a38). L’incremento è riconducibile alle famiglie indebitate per credito al consumo, la cui incidenza sulla popolazione è salita al 17,3 per cento (13,8 nella precedente rilevazione), mentre è rimasta sostanzialmente stabile la percentuale di famiglie con un mutuo per l’acquisto di un’abitazione (20,1 per cento; 19,9 per cento nell’indagine del 2013). Il peso della rata di rimborso dei mutui (interessi e quota capitale) sul reddito delle famiglie indebitate nel 2013 (ultimo anno per il quale il dato relativo al reddito è rilevato) si è leggermente ridotto (18,7 per cento), confermando la tendenza in atto dal 2007. I nuclei familiari con ritardi nei pagamenti delle rate di mutuo sono calati al 4,6 per cento (5,7 per cento nella rilevazione del 2013).

Il credito alle imprese
Gli andamenti settoriali e per forma tecnica. – Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, nel 2015 si è attenuata la contrazione del credito al settore produttivo: sussistono tuttavia differenze rilevanti tra i settori di attività economica. Nel comparto manifatturiero i prestiti sono tornati ad aumentare già nella primavera dell’anno passato, anche se la ripresa è ancora modesta (1,0 per cento la crescita su base annua a dicembre). Alla dinamica positiva hanno contribuito soprattutto i prestiti al comparto dei macchinari e a quello del tessile e abbigliamento, che hanno compensato la riduzione dei finanziamenti alle imprese metallurgiche. Il credito alle imprese dei servizi e delle costruzioni si è ancora ridotto. I primi mesi del 2016 vedono confermate le dinamiche in tutti i comparti, con il proseguimento della crescita nella manifattura e l’attenuazione dei cali nelle costruzioni e nei servizi.

Negli ultimi anni, stante la debolezza dell’attività di investimento, la domanda di crediti a medio e a lungo termine delle imprese è stata in parte motivata dall’esigenza delle aziende di rifinanziare o di rinegoziare il debito. In base alle informazioni tratte dalla Rilevazione analitica sui tassi di interesse, in media ogni anno il 2,7 per cento delle imprese ha effettuato operazioni di consolidamento nel periodo 2009-2015. Secondo nostre stime, tali operazioni hanno contribuito per oltre la metà dell’incremento dei prestiti a medio e a lungo termine sul totale del credito bancario. Nel 2015 si è interrotto il processo di sostituzione dei prestiti bancari con obbligazioni, che era stato intenso nel biennio 2012-13, riflettendo anche il miglioramentodelle condizioni praticate sul credito bancario. Le emissioni lorde di obbligazioni da parte di imprese non finanziarie lombarde sono leggermente diminuite, a fronte di un umento dei rimborsi; il saldo è stato negativo per 1,7 miliardi di euro nel 2015. Tra i finanziamenti non bancari, nel 2015 le risorse investite in regione da operatori di private equity e venture capital sono sensibilmente aumentate, raggiungendo il massimo storico dell’ultimo decennio. La crescita ha riguardato non solo i volumi, ma anche il numero di operazioni portate a termine.

L’allentamento delle politiche di offerta si è riflesso sulle condizioni applicate ai finanziamenti: i tassi di interesse sui crediti a breve termine alle imprese sono scesi al 4,5 per cento alla fine del 2015, dal 5,3 per cento dell’ultimo trimestre dell’anno precedente; il costo delle nuove erogazioni a medio e a lungo termine si è attestato al 2,7 per cento alla fine del 2015, valore lievemente più basso rispetto all’anno precedente. È scesa anche la richiesta di garanzie sui prestiti; il grado di copertura, espresso dal rapporto tra il valore delle garanzie e il totale dei prestiti, si è ridotto nell’anno di quasi due punti percentuali (al 53,6 per cento), tornando sul livello del 2011. La copertura è rimasta significativamente più elevata per le imprese con meno di 20 addetti (73,0 per cento) e per quelle che operano nel settore delle costruzioni (72,2 per cento).

Le garanzie rilasciate dai confidi, dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e da altri enti hanno continuato a crescere nel corso del 2015, raggiungendo il 7,4 per cento dell’insieme delle garanzie personali rilasciate a favore di imprese della regione (9,0 per cento la media nazionale). A beneficiare di tali garanzie sono state prevalentemente le imprese dei comparti della manifattura e dei servizi, ciascuno dei quali ha assorbito circa il 40 per cento del totale. I finanziamenti e la rischiosità d’impresa.Un’analisi condotta sulle società di capitale con sede in Lombardia, per le quali nel periodo 2011-15 si dispone sia dei dati di bilancio sia delle segnalazioni alla Centrale dei rischi (circa 115.000 imprese), ha consentito di approfondire l’andamento dei finanziamenti in base alla rischiosità delle imprese, classificate secondo lo score assegnato da Cerved Group. Nel 2015 si sono accentuate le differenze nella dinamica del credito per classe di rischio delle imprese, già emerse l’anno prima. I prestiti erogati da banche e società finanziarie alle aziende non rischiose sono infatti tornati ad aumentare (2,9 per cento), mentre quelli indirizzati alle imprese reputate più vulnerabili hanno continuato a ridursi (-6,6 per cento), sebbene in misura meno intensa che nei precedenti anni. In un contesto di riduzione del costo del credito, le banche mantengono un orientamento maggiormente selettivo nei confronti delle imprese finanziariamente meno solide anche in termini di costo del credito: il differenziale tra i tassi di interesse a breve termine corrisposti dalle imprese rischiose e da quelle non rischiose si è attestato a circa tre punti percentuali nel 2015, un valore analogo a quello registrato nei due anni precedenti

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

 

Banca d’Italia: in Lombardia finanziamenti in crescita dell’1% nel I trimestre ultima modifica: 2016-06-09T12:26:00+00:00 da Redazione

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