Banca d’Italia, in Piemonte nel 2015 migliora la dinamica dei prestiti

Banca d'Italia Logo 2Nel 2015 la dinamica del credito bancario in Piemonte è sensibilmente migliorata. In particolare, i prestiti alle famiglie consumatrici hanno ripreso a crescere, quelli alle imprese si sono stabilizzati su valori analoghi al 2014. Vi hanno influito sia l’allentamento delle condizioni di offerta, in connessione con le misure straordinarie di politica monetaria, sia il recupero della domanda favorito dal miglioramento della congiuntura. I finanziamenti alle Amministrazioni pubbliche hanno continuato a calare, anche se a ritmi meno intensi dell’anno precedente. Al miglior andamento del credito hanno contribuito sia i primi cinque gruppi bancari sia le altre banche. In base a dati ancora provvisori, nel primo trimestre del 2016 il credito alle imprese ha ripreso a crescere, mentre quello alle famiglie ha lievemente accelerato. È quanto emerge dalla periodica analisi della Banca d’Italia relativa all’economia delle regioni.

Il credito alle famiglie
Nel 2015, tenendo conto dei prestiti bancari e di quelli delle società finanziarie, il credito alle famiglie consumatrici ha ripreso a crescere dopo circa tre anni di calo (0,8 per cento; -0,5 nel 2014). Al miglioramento della dinamica hanno contribuito la ripresa del credito al consumo e l’ulteriore crescita delle aperture di credito in conto corrente e dei mutui diversi da quelli abitativi.

Le consistenze di prestiti per l’acquisto di abitazioni sono calate a ritmi inferiori a quelli dell’anno precedente. Su tale dinamica ha influito l’ulteriore crescita del flusso di nuovi mutui (aumentati nel 2015 del 37,8 per cento, a circa 2,5 miliardi di euro), connessa con l’incremento delle compravendite e favorita dal calo dei tassi d’interesse bancari, scesi al 2,7 per cento alla fine dello scorso anno, dal 3,2 di dodici mesi prima. La riduzione del differenziale tra i tassi fissi e variabili ha favorito una ricomposizione verso le nuove erogazioni a tasso fisso, il cui peso è salito dal 30,7 per cento del totale nel quarto trimestre del 2014 al 53,0 degli ultimi tre mesi del 2015. Alla fine del 2015, la quota a tasso fisso delle consistenze dei mutui era tuttavia abbastanza contenuta, al 30 per cento circa, valore comunque superiore alla media italiana (27 per cento).

Dalla fine del 2013 la riduzione dei tassi sui mutui, sia fissi sia variabili, sta favorendo anche l’alleggerimento del servizio del debito per le famiglie già indebitate. Nel corso del 2015 le surroghe e le sostituzioni sono aumentate in misura considerevole, raggiungendo un valore di circa 709 milioni di euro, pari al 3,1 per cento delle consistenze dei mutui alla fine del 2014; tale quota sale al 7,5 per cento considerando anche i mutui rinegoziati dalla clientela con la propria banca.

Con il calo dei tassi d’interesse si è lievemente ridotta anche la dispersione delle condizioni praticate alle famiglie, che si era ampliata con l’emergere della crisi del debito sovrano. Suddividendo i mutuatari in base al livello dei tassi a essi praticati, dal 2013 il divario tra le famiglie con condizioni meno favorevoli (appartenenti al terzo quartile della distribuzione) e quelle con le condizioni migliori (appartenenti al primo quartile) si è ridotto; il calo è dovuto quasi totalmente ai mutui a tasso fisso. L’indebitamento e la vulnerabilità finanziaria delle famiglie. – In base ai dati più recenti dell’indagine Eu-Silc, nel 2014 il 22,1 per cento delle famiglie piemontesi era indebitato per un mutuo o credito al consumo, mentre il 2,6 per cento aveva contratto entrambe le tipologie di debito. Rispetto all’anno precedente queste quote sono aumentate; tale incremento è dovuto principalmente alla maggior diffusione del ricorso al mutuo (dal 12,4 del 2013 al 13,9 per cento). L’incidenza delle famiglie indebitate in Piemonte rimane comunque più bassa di quella del Nord Ovest e dell’Italia. Il rapporto tra la rata del mutuo e il reddito delle famiglie indebitate è diminuita in media al 17,6 per cento (dal 19,2 della rilevazione precedente), valore inferiore alla media del Nord Ovest e del paese. In Piemonte, tuttavia, la quota delle famiglie finanziariamente vulnerabili, ovvero con un reddito inferiore al valore mediano e la cui rata del mutuo supera il 30 per cento del reddito, è lievemente cresciuta, all’1,6 per cento del totale (dall’1,3 dell’anno precedente), valore comunque più basso delle aree di confronto. È aumentata anche la frequenza dei pagamenti in arretrato di almeno un giorno per le rate del mutuo (al 5,7 per cento, dal 2,3). Anche l’incidenza delle famiglie potenzialmente illiquide, definite come quelle per le quali il reddito è inferiore alle spese da sostenere per coprire il servizio del debito e per garantire livelli essenziali di vita ai propri componenti e che, al contempo, non dispongono di attività finanziarie sufficienti a fronteggiare tale disavanzo, si è ampliata al 2,5 per cento, valore lievemente superiore alla media italiana.

Il credito alle imprese
I finanziamenti complessivi al settore produttivo, che comprendono sia quelli bancari sia quelli delle società finanziarie, hanno cessato di calare nel terzo trimestre del 2015; a fine anno la crescita è stata dell’1,7 per cento. La ripresa è stata trainata dal comparto manifatturiero e dai servizi, nei quali la congiuntura è migliorata, mentre è continuato il calo nelle costruzioni, nelle quali la situazione rimane ancora negativa. Per quanto riguarda le forme tecniche, l’aumento si è concentrato interamente nella componente dei crediti autoliquidanti, mentre si è sostanzialmente interrotto il calo dei mutui, in connessione con il moderato rafforzamento dell’attività di investimento delle imprese. L’andamento dei prestiti è stato ancora differenziato per classe di rischio e dimensione delle imprese e il grado di copertura delle garanzie si è ridotto.

In linea con le indicazioni provenienti dalla Rbls, anche l’indagine della Banca d’Italia sulle imprese industriali e dei servizi indica un ulteriore miglioramento delle condizioni di accesso al credito per le imprese. Nella media del 2015, il saldo tra la quota di aziende che segnalano un allentamento di tali condizioni e quella di coloro che ne indicano un peggioramento è salito a 25 punti percentuali, 9 punti in più rispetto al 2014.

I tassi di interesse applicati alle imprese sui prestiti bancari a breve termine sono ulteriormente diminuiti, di 0,5 punti percentuali rispetto al 2014, al 4,9 per cento. Anche quelli sui nuovi prestiti a medio e a lungo termine sono nuovamente calati, al 2,7 per cento, dal 2,8 dell’anno precedente.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

 

Banca d’Italia, in Piemonte nel 2015 migliora la dinamica dei prestiti ultima modifica: 2016-06-20T12:29:25+00:00 da Redazione

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