Banca d’Italia: mutui, aumenta al 2,8% il tasso variabile, al 4,8% il fisso

In primavera è tornata ad aumentare la volatilità sui mercati finanziari, risentendo dell’accresciuta incertezza sull’intensità della ripresa internazionale e delle rinnovate tensioni sul debito sovrano nell’area dell’euro – si legge nel dossier -. Dal mese di giugno, nonostante l’approvazione di un nuovo piano di aggiustamento dei conti pubblici da parte del Parlamento greco e la decisione dell’Eurogruppo, il 2 luglio, di erogare alla Grecia una nuova tranche di prestiti, le tensioni nei mercati finanziari si sono acuite ed estese, per la perdurante incertezza sulle prospettive delle finanze pubbliche in alcuni Paesi dell’area”.

Le tensioni hanno investito anche l’Italia, riflettendosi sui corsi azionari e sul differenziale tra il rendimento dei Btp decennali e quello dei corrispondenti titoli tedeschi, che ha toccato i massimi dall’avvio dell’unione monetaria, accrescendo l’urgenza di procedere nel consolidamento dei conti pubblici. “Lo scorso 30 giugno il Governo ha predisposto una manovra di finanza pubblica volta a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014 e a porre il rapporto tra debito e PIL su un sentiero di rapida riduzione – prosegue il documento -. Essa si articola in un decreto legge e in un disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale. Nella formulazione originaria gli interventi inclusi nel decreto erano valutati in quasi 18 miliardi per il 2013 e oltre 25 per il 2014; le misure da definire in attuazione della legge delega avrebbero dovuto ridurre il disavanzo per circa 2 miliardi nel 2013 e 15 nel 2014. Gli emendamenti al decreto legge introdotti nel corso della discussione parlamentare hanno rafforzato la manovra e migliorato ulteriormente i saldi per il quadriennio 2011-14”.

Come sottolineato dalla banca centrale italiana, la manovra si aggiunge agli interventi definiti nel 2010, che già consentivano nel 2012, in base alle valutazioni ufficiali, di riportare il disavanzo al di sotto della soglia del 3% del Pil e conseguire una prima flessione del rapporto tra il debito e il prodotto. Nel primo trimestre di quest’anno la crescita nella Penisola è stata solo lievemente positiva; nel confronto con la fine del 2010, al miglioramento dell’interscambio con l’estero si è contrapposta la stagnazione della domanda nazionale. Sulle decisioni di spesa delle famiglie ha influito secondo Bankitalia la debole dinamica dei redditi reali, che risente delle condizioni del mercato del lavoro e dell’accelerazione dei prezzi al consumo. “In base alle nostre valutazioni, la crescita si sarebbe tuttavia rafforzata nel secondo trimestre, portandosi su ritmi simili a quelli medi dell’area dell’euro; essa avrebbe tratto sostegno dal recupero della produzione industriale, che ha interrotto il ristagno in atto dallo scorso autunno. Gli indicatori congiunturali più recenti prefigurano alcuni elementi di incertezza sull’intensità della ripresa: l’attività industriale, dopo l’incremento di aprile, si è indebolita”.

Per quanto riguarda l’inflazione, è aumentata ma dovrebbe gradualmente diminuire verso la fine dell’anno. “In giugno l’inflazione, misurata sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale, è salita al 2,7%. La dinamica dei prezzi al consumo dovrebbe ridursi, fino a tornare sotto il 2% nel 2012, con l’attenuarsi dell’effetto dei rincari delle materie prime”. Il credito bancario al settore privato continua invece a crescere a ritmi elevati, superiori a quelli medi dell’area dell’euro. “La raccolta degli istituti di credito ha accelerato significativamente; la redditività è aumentata, riflettendo sia il miglioramento del risultato di gestione, sia minori accantonamenti e rettifiche di valore per il deterioramento della qualità dei prestiti. Beneficiando in larga parte del rafforzamento del capitale, i coefficienti patrimoniali dei maggiori gruppi sono cresciuti in misura significativa”.

In definitiva la prospettiva di crescita tracciata dalla Banca d’Italia è alquanto moderata. “Le nostre proiezioni prefigurano una crescita del Pil italiano dell’1% quest’anno e dell’1,1% nel 2012. Il contributo principale alla dinamica del prodotto continuerebbe a provenire dalle esportazioni; dato il contestuale incremento delle importazioni, l’apporto degli scambi con l’estero alla crescita del Pil sarebbe sostanzialmente nullo quest’anno e lievemente positivo il prossimo. La ripresa degli investimenti si rafforzerebbe gradualmente; la crescita dei consumi resterebbe inferiore a quella del Pil”.

Banca d’Italia: mutui, aumenta al 2,8% il tasso variabile, al 4,8% il fisso ultima modifica: 2011-07-20T07:15:00+00:00 da Flavio Meloni

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