Banca d’Italia, nel 2015 dinamica dei prestiti in peggioramento in Trentino. Migliora invece in Alto Adige

Banca d'Italia Logo 2Nel corso del 2015 il credito erogato dalle banche alla clientela residente nelle province di Trento e Bolzano ha registrato andamenti divergenti: in Trentino la dinamica dei prestiti si è progressivamente indebolita mentre in Alto Adige è migliorata. A dicembre del 2015 i prestiti bancari erogati ai residenti in regione sono aumentati dello 0,6 per cento; alla stessa data i finanziamenti sono calati del 2,3 per cento nelle regioni del Nord Est e dello 0,2 per cento in Italia. Sull’andamento del credito nelle due province ha inciso soprattutto la dinamica dei finanziamenti al settore produttivo, che ha continuato a flettere in Trentino, anche per effetto della debolezza della domanda per investimenti, mentre è cresciuta in Alto Adige. Il volume dei prestiti alle famiglie consumatrici è cresciuto invece in entrambe le province, grazie al traino dei prestiti per l’acquisto di abitazioni, più intenso in Alto Adige. Questi andamenti risultano confermati considerando, oltre a quelli bancari, anche i crediti erogati dalle società finanziarie. È quanto emerge dalla periodica analisi della Banca d’Italia relativa all’economia delle due province.

Provincia di Trento

I prestiti bancari
La fragilità della ripresa economica si è riflessa nell’andamento dei crediti bancari alla clientela residente in provincia: la flessione dei prestiti nel dicembre scorso è stata del 2,6 per cento su base annua, a fronte del calo dello 0,1 per cento dell’anno precedente. Nel primo trimestre del 2016, secondo dati provvisori, la diminuzione dei finanziamenti bancari si è attenuata. Il peggioramento degli andamenti creditizi è stato trainato dalla contrazione dei prestiti al settore produttivo che a dicembre hanno registrato un calo del 2,3 per cento (crescevano dell’1,2 per cento alla fine del 2014); sono tornati a flettere i prestiti alle imprese medio-grandi (-1,6 per cento) ed è proseguita, in misura sempre maggiore, la diminuzione dei finanziamenti alle piccole imprese (-3,9 per cento). Secondo le indicazioni tratte dalla Regional Bank Lending Survey (Rbls) queste dinamiche hanno risentito della nuova lieve contrazione della domanda, soprattutto per investimenti, a fronte di condizioni di offerta pressoché stabili.

Sull’andamento complessivo ha influito inoltre il calo pronunciato dei prestiti alle amministrazioni pubbliche (-89,2 per cento), a seguito delle operazioni di estinzione anticipata di mutui dei Comuni trentini. I prestiti bancari concessi alle famiglie consumatrici, che crescevano dello 0,9 per cento alla fine del 2014, hanno accelerato all’1,7 per cento. Secondo dati provvisori tale andamento risulterebbe confermato anche nel primo trimestre del 2016. I prestiti erogati dal sistema delle Casse rurali trentine (compresa Cassa Centrale Banca) a imprese e famiglie residenti in provincia sono ulteriormente diminuiti nel corso dell’anno passato, registrando a dicembre una flessione del 3,1 per cento (dal -2,0 per cento di dodici mesi prima); nello stesso periodo le altre banche hanno presentato tassi di variazione positivi. Il calo è stato più marcato per i prestiti alle imprese (-4,7 per cento contro 0,2 delle altre banche) che per quelli alle famiglie consumatrici (-0,2 per cento rispetto al 5,2 per cento degli altri intermediari). La quota di mercato delle Bcc nei confronti della clientela di riferimento è così scesa di tre punti percentuali al 51,8 per cento.

Il credito alle famiglie 
Alla fine del 2015 i prestiti erogati da banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici sono cresciuti dell’1,6 per cento (1,0 nel Nord Est e 0,8 in Italia) dallo 0,8 per cento di dicembre 2014. I mutui per l’acquisto di abitazioni, che rappresentano la componente principale dei finanziamenti alle famiglie, sono cresciuti del 2,7 per cento su base annua; anche il credito al consumo è aumentato nel corso dell’anno (5,8 per cento). A dicembre del 2015 il tasso annuo effettivo globale (Taeg) medio sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è calato di circa mezzo punto percentuale rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, portandosi al 2,4 per cento, beneficiando delle misure espansive di politica monetaria. Nel corso dell’anno sono diminuite le operazioni a tasso variabile, che continuano a rappresentare la forma di erogazione prevalente, costituendo il 72,2 per cento del totale dei nuovi flussi. Sulla base delle informazioni tratte dall’indagine Rbls , nel 2015 in provincia di Trento la durata media dei nuovi contratti di mutuo alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è tornata ad aumentare lievemente, portandosi a poco più di 21 anni. Il rapporto tra l’ammontare del finanziamento e il valore dell’abitazione (loan to value) è cresciuto ulteriormente, al 72,7 per cento (dal 72,1 per cento del 2014); solo nell’8 per cento dei casi circa tale rapporto risulta superiore all’80 per cento. L’incidenza della rata sul reddito disponibile è aumentata di 1,5 punti percentuali, al 33 per cento. Nel 2015 i mutui assistiti da polizze assicurative sono stati poco meno del 6 per cento (circa un punto percentuale in più rispetto all’anno precedente).

Il credito alle imprese
In base ai dati della Centrale dei rischi, nel 2015 il credito erogato da banche e società finanziarie al settore produttivo è diminuito del 4,4 per cento in peggioramento dal -3,8 per cento della fine del 2014 (a dicembre 2015 -1,8 per cento nel Nord Est, -1,0 in Italia). La contrazione ha interessato tutti i settori produttivi ed è stata più accentuata per le aziende manifatturiere (-5,7 per cento dal -0,2 per cento di dicembre del 2014) e delle costruzioni (-5,7 per cento dal – 2,9); i prestiti alle imprese dei servizi sono diminuiti del 2,6 per cento. La flessione delle erogazioni al comparto manifatturiero è stata determinata principalmente dagli andamenti negativi delle imprese metallurgiche, della chimica e farmaceutica e della carta e stampa cui si contrappone la dinamica positiva dei finanziamenti all’industria tessile e della gomma e plastica. È proseguito il calo dei finanziamenti alle imprese nel settore energetico. Per quanto riguarda i servizi sono risultati ancora in diminuzione i prestiti al commercio e alle attività immobiliari a fronte di un aumento di quelli alle aziende dell’informazione e della comunicazione. Riflettendo la debolezza degli investimenti produttivi, i prestiti a medio-lungo termine hanno continuato a diminuire a ritmi più sostenuti che in passato; inoltre, nel corso dell’anno si è intensificata la contrazione dei prestiti più strettamente connessi alla gestione del portafoglio commerciale (quali gli anticipi e gli altri crediti autoliquidanti) e le aperture in conto corrente. Il costo dell’indebitamento bancario per le imprese si è ridotto: alla fine del 2015 i tassi di interesse bancari sui finanziamenti a breve termine alle imprese sono scesi al 4,8 per cento, dal 5,3 per cento dell’ultimo trimestre dell’anno precedente.

Provincia di Bolzano

I prestiti bancari
Nel 2015 i crediti bancari alla clientela residente in provincia di Bolzano sono cresciuti del 3,5 per cento (calavano dello 0,9 per cento alla fine del 2014). Su questo andamento ha inciso principalmente l’incremento dei finanziamenti al settore produttivo, in particolare alle imprese di dimensione maggiore che sono aumentati del 6,0 per cento; tale crescita è stata indotta da alcune operazioni di importo rilevante, al netto delle quali la dinamica dei crediti bancari è comunque risultata positiva. Il credito alle piccole imprese ha continuato a calare (-1,3 per cento). Sulla base di dati provvisori, nel primo trimestre del 2016 la crescita dei prestiti alle imprese ha leggermente rallentato. Secondo le indicazioni fornite dagli intermediari in occasione dell’indagine Rbls, la domanda di finanziamento delle imprese è tornata a crescere, anche nella componente connessa agli investimenti; le condizioni di offerta sono rimaste stabili. Nel corso del 2015 i prestiti concessi alle famiglie consumatrici hanno continuato ad aumentare: a dicembre il tasso di crescita era del 4,2 per cento (1,8 per cento dodici mesi prima). Secondo dati provvisori nei primi tre mesi del 2016 tale dinamica risulterebbe confermata. Nel 2015 i crediti concessi dalle Raiffeisen (inclusa Cassa Centrale Raiffeisen) a imprese e famiglie residenti in Alto Adige hanno continuato a presentare una dinamica espansiva: i finanziamenti sono cresciuti dell’1,3 per cento, a tassi analoghi a quelli registrati nel 2014 ma inferiori rispetto a quelli delle altre banche (5,2 per cento). A dicembre i prestiti alle famiglie consumatrici sono aumentati del 4,1 per cento (4,3 per le altre banche), quelli alle imprese dello 0,4 (5,5 per gli altri intermediari). La quota di mercato delle Raiffeisen nei confronti della clientela di riferimento è scesa di un punto percentuale al 42,0 per cento.

Il credito alle famiglie
Nel 2015 i prestiti delle banche e delle società finanziarie alle famiglie consumatrici sono aumentati del 4,0 per cento (1,0 nel Nord Est e 0,8 in Italia) dall’1,6 per cento di fine 2014. La crescita è stata più intensa rispetto all’anno precedente sia per i mutui per l’acquisto di abitazioni (6,1 dal 3,1 per cento) sia per il credito al consumo (3,7 dall’1,4 per cento). Nel 2015 l’incidenza delle nuove erogazioni per l’acquisto di abitazioni a tasso variabile è diminuita al 69,2 per cento (era il 91,4 per cento nel 2014). Il Taeg medio sulle nuove operazioni ha continuato a calare, portandosi al 2,4 per cento nel quarto trimestre del 2015 (dal 3,1 per cento del corrispondente periodo del 2014). Secondo le risposte fornite da un campione di banche con sede in provincia di Bolzano intervistate in occasione della Rbls, i mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni erogati nel 2015 hanno in media coperto una percentuale del valore dell’immobile leggermente superiore a quella dell’anno precedente: il loan to value si è infatti attestato al 64,5 per cento (64,1 per cento nel 2014); come in Trentino, i finanziamenti con loan to value superiore all’80 per cento erano circa l’8 per cento (contro il 9,4 per cento del 2014). La durata media dei nuovi mutui si è ridotta di quasi 2 anni rispetto a quelli concessi l’anno precedente (pari a 17 anni). Il rapporto tra la rata di rimborso e il reddito familiare al momento dell’erogazione è stato in media del 35,7 per cento, in crescita di quasi mezzo punto percentuale rispetto al 2014. Quasi un quinto di tutti i mutui erogati era assistito da polizze assicurative (19,3 per cento, in aumento di 0,6 punti percentuali sul 2014). Alla fine del 2014 la Provincia autonoma di Bolzano ha deliberato l’avvio del programma Risparmio Casa/Bausparen, finalizzato a favorire le condizioni creditizie per la costruzione, l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Al mutuo Bausparen possono accedere tutti i residenti (da almeno cinque anni) in provincia di Bolzano, con un’età inferiore ai 55 anni, iscritti (da almeno otto anni) a un fondo pensione convenzionato e con una posizione previdenziale pari o superiore a 15.000 euro. Il programma si configura come una misura di stimolo generalizzato alla domanda per le abitazioni; la provincia di Bolzano, peraltro, si caratterizza per prezzi degli immobili elevati e che non hanno subito rilevanti flessioni negli ultimi anni. Utilizzando fondi prestati (senza oneri aggiuntivi) da Alto Adige Finance spa (la finanziaria provinciale), le banche convenzionate possono erogare, assumendosi il rischio di credito, mutui con tasso fisso all’1,5 per cento e per un importo fino al doppio della posizione previdenziale (fino a un massimo di 200.000 euro). Secondo i dati forniti da Alto Adige Finance, dall’avvio operativo del progetto (nel luglio del 2015) al 31 gennaio 2016 sono stati prenotati fondi per un importo totale di poco superiore a 17 milioni di euro relativi a 224 richieste di mutuo, di cui 170 già liquidate; nel terzo trimestre del 2015 i mutui per l’acquisto delle abitazioni sono aumentati complessivamente di 61 milioni (32 milioni nello stesso periodo del 2014).

Il credito alle imprese
In base ai dati della Centrale dei rischi, tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli concessi dalle società finanziarie, a dicembre del 2015 il credito alle imprese è cresciuto dello 0,7 per cento dal -2,2 per cento registrato alla fine del 2014 (-1,8 per cento nel Nord Est, -1,0 in Italia). La modesta crescita è stata sospinta dai prestiti al settore energetico che hanno compensato la flessione dei finanziamenti alle imprese manifatturiere e delle costruzioni. La contrazione del credito all’industria manifatturiera (-3,9 per cento) è attribuibile soprattutto al comparto della metallurgia (che pesa quasi per un terzo dei prestiti complessivi), dei macchinari e dei mezzi di trasporto, mentre sono cresciuti i prestiti all’industria alimentare e della carta e stampa. È proseguita la diminuzione del credito alle imprese di costruzioni, sebbene in misura meno marcata rispetto alla fine del 2014. Nel terziario, si è registrata un’ulteriore flessione del credito alle imprese del commercio, mentre i finanziamenti alle imprese che erogano servizi di alloggio e ristorazione sono tornati a crescere lievemente. Infine, i prestiti alle imprese del settore agricolo hanno accelerato ulteriormente. Nel corso dell’anno le forme tecniche a scadenza protratta sono cresciute, riflettendo la ripresa degli investimenti produttivi; sono tornati a flettere in misura rilevante i prestiti più strettamente connessi alla gestione del portafoglio commerciale (quali gli anticipi e gli altri crediti autoliquidanti). In base alle rilevazioni del quarto trimestre del 2015 il tasso di interesse a breve termine praticato alle imprese si è attestato al 3,3 per cento, in calo di quasi 120 punti base rispetto al corrispondente periodo del 2014.

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Banca d’Italia, nel 2015 dinamica dei prestiti in peggioramento in Trentino. Migliora invece in Alto Adige ultima modifica: 2016-06-13T16:58:42+00:00 da Redazione

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