Banca d’Italia: nel 2015 è cresciuto il mercato del credito in Toscana

Banca d'Italia Logo 2Nel 2015 in Toscana è proseguito il miglioramento nel mercato del credito delineatosi già nell’anno precedente: i prestiti bancari al complesso della clientela residente in regione sono stati interessati da un lieve incremento in dicembre (0,3 per cento), intensificatosi a marzo scorso. Il credito è salito in misura più marcata per le famiglie rispetto alle imprese (1,1 e 0,6, rispettivamente). Sul recupero dei finanziamenti hanno inciso sia la dinamica favorevole della domanda, specie delle famiglie, sia condizioni di offerta lievemente più distese, anche per effetto del rafforzamento delle misure espansive di politica monetaria. È quanto emerge dalla periodica analisi dedicata dalla Banca d’Italia all’economia della Regione.

Nel corso del 2015 la dinamica dei prestiti concessi alle imprese dalle banche appartenenti ai primi cinque gruppi è risultata simile rispetto a quella delle altre banche, a differenza di quanto accaduto nel periodo della crisi in cui il divario di crescita era stato in favore di queste ultime. Nei confronti delle famiglie, invece, il differenziale è rimasto a vantaggio delle altre banche: a fronte di una dinamica positiva del credito per questi intermediari si è registrata ancora una flessione per i primi cinque gruppi, ritornati su un sentiero di crescita solo nel primo trimestre del 2016.

Il credito alle famiglie consumatrici
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli concessi dalle società finanziarie, il credito alle famiglie consumatrici è cresciuto dello 0,9 per cento nel 2015, a fronte della stabilità di un anno prima. Le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni, già in recupero da un biennio, sono quasi raddoppiate rispetto all’analogo dato del 2014, arrivando a superare i 3 miliardi di euro; poco meno della metà della crescita è ancora ascrivibile a surroghe e sostituzioni di mutui pregressi.

La significativa espansione dei nuovi mutui si è riflessa sulla dinamica dello stock di finanziamenti bancari destinati all’acquisto di case, aumentati a dicembre scorso (0,9 per cento), dopo la lieve flessione registrata ancora dodici mesi prima (-1,0). In una fase di condizioni di accesso al credito più distese, è proseguito il calo del costo del credito per i mutui alle famiglie: il tasso medio applicato sui finanziamenti per l’acquisto di abitazioni è sceso di quasi mezzo punto percentuale, portandosi nel quarto trimestre del 2015 al 2,6 per cento; la contrazione ha interessato sia i contratti stipulati a tasso fisso sia quelli regolati a tasso variabile. Secondo le informazioni tratte dalla Rbls, i contratti di mutuo stipulati nel 2015 per l’acquisto di abitazioni hanno evidenziato una stabilizzazione della durata media (21 anni) e un leggero incremento del rapporto tra l’ammontare del finanziamento e il valore dell’immobile (dal 57 al 59 per cento). Circa la metà dei nuovi contratti prevede la possibilità di estendere la durata del prestito o di sospenderne i pagamenti senza oneri per i prenditori (nel 2014 era presente in poco meno del 15 per cento dei casi). In un contesto di ripresa della spesa, soprattutto di beni durevoli, lo stock di credito al consumo di banche e società finanziarie alle famiglie toscane è salito del 2,4 per cento alla fine del 2015 (-0,7 dodici mesi prima); l’incremento è stato maggiore per le banche (3,9 per cento) rispetto alle società finanziarie (1,1).

Il credito alle imprese
La dinamica del credito concesso al settore produttivo da banche e società finanziarie, in miglioramento dalla fine del 2013, nel 2015 è tornata positiva (0,3 per cento). La crescita nel settore manifatturiero e nei servizi ha più che compensato la perdurante flessione nel comparto edile e ha riguardato le imprese meno rischiose. Nel 2015 hanno continuato a ridursi le garanzie richieste alle imprese toscane a fronte di contratti di finanziamento. La quota di prestiti garantiti è scesa di 2 punti, al 69,7 per cento, portando il grado di copertura (rapporto tra garanzie prestate e prestiti totali) al 60,2 per cento, un valore ancora superiore di circa 2 punti al dato nazionale. Tale differenza riflette i maggiori requisiti richiesti alle imprese dei servizi e delle costruzioni, mentre nel settore manifatturiero l’indicatore è in linea con la media italiana.

È proseguito il calo dei tassi di interesse sui prestiti a breve termine, in atto dal 2014: nella media dell’ultimo trimestre del 2015 la riduzione rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente risultava di quasi un punto percentuale. La contrazione ha interessato tutti i settori; si è tuttavia ampliato il già elevato divario tra i tassi applicati alle imprese delle costruzioni e quelli relativi agli altri comparti: alla fine dello scorso anno il differenziale con le imprese manifatturiere era pari a tre punti percentuali, superiore di quasi un punto rispetto alla fine del 2011. Il costo dei finanziamenti a più lunga scadenza, nella media degli ultimi tre mesi del 2015, era pari al 3,2 per cento, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Nel 2015 è rimasto stabile il differenziale tra il costo del credito a breve termine concesso alle imprese toscane e quello medio italiano: esso è risultato pari a circa mezzo punto percentuale per le imprese manifatturiere e dei servizi, mentre è sceso a 1,7 punti nell’edilizia (2,0 nel 2014). Elaborazioni su dati della Centrale dei rischi per le imprese censite da Cerved Group mostrano che, correggendo per l’eterogeneità presente a livello territoriale nella dimensione dei prenditori e nella loro rischiosità ex ante (basata sui soli indicatori di bilancio), il differenziale tenderebbe ad annullarsi per le imprese manifatturiere, registrando invece una contrazione contenuta per quelle edili e dei servizi.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

 

 

Banca d’Italia: nel 2015 è cresciuto il mercato del credito in Toscana ultima modifica: 2016-06-13T12:57:30+00:00 da Redazione

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