Banca d’Italia: nel 2015 in Sicilia finanziamenti in contrazione dell’1,1%

Banca d'Italia Logo 2Nel 2015 i prestiti bancari concessi alla clientela residente in Sicilia si sono ridotti dell’1,1 per cento (-1,6 nel 2014); vi ha inciso il sensibile calo del credito alle Amministrazioni Pubbliche (-10,7 per cento) connesso ai minori utilizzi delle linee di credito da parte degli enti del servizio sanitario regionale. Considerando il credito al settore privato non finanziario, invece, dopo un triennio di contrazione alla fine del 2015 i finanziamenti sono cresciuti lievemente: all’incremento del credito alle famiglie consumatrici si è associata una sensibilmente attenuazione del calo nel settore produttivo che ha riguardato soprattutto le imprese medie e grandi. L’andamento dei prestiti al settore privato non finanziario in Sicilia non è stato omogeneo tra le diverse classi dimensionali di banca: al calo del credito erogato dagli intermediari appartenenti ai primi cinque gruppi bancari nazionali si è contrapposto, a partire dalla primavera dello scorso anno, l’incremento dei finanziamenti concessi dalle altre banche. Lo rileva la Banca d’Italia nella sua periodica analisi dedicata all’economia delle regioni.

Nel Mezzogiorno i finanziamenti bancari complessivamente erogati a famiglie e imprese sono cresciuti (0,6 per cento), mentre nella media del Paese sono rimasti invariati. Le banche intervistate nell’ambito della Regional Bank Lending Survey (Rbls) hanno segnalato con riferimento al secondo semestre del 2015 un rafforzamento della domanda di credito, soprattutto da parte delle famiglie, e condizioni di offerta stazionarie.

Il credito alle famiglie
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, il calo dei prestiti alle famiglie consumatrici siciliane si è sostanzialmente arrestato: nel 2015 la variazione è stata del -0,1 per cento (-1,6 nell’anno precedente). L’andamento del credito al consumo è stato differenziato tra gli intermediari: alla crescita dei finanziamenti concessi dalle banche si è infatti contrapposta la sensibile riduzione di quelli delle finanziarie.

L’ammontare dei prestiti finalizzati all’acquisto di abitazioni è tornato lievemente a crescere, favorito dalla ripresa della domanda delle famiglie e da un’ulteriore riduzione del costo dei finanziamenti: nell’ultimo trimestre del 2015 il tasso di interesse annuo effettivo globale (Taeg) sui mutui si è ridotto dal 3,2 al 2,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Proseguendo il recupero iniziato nel 2014, il flusso di nuovi prestiti concessi per l’acquisto delle abitazioni in Sicilia è aumentato lo scorso anno del 42,6 per cento, a poco più di 1,4 miliardi di euro. La maggiore disponibilità di credito ha favorito anche la riduzione dell’incidenza del servizio del debito sul reddito delle famiglie, particolarmente elevata in Sicilia: nel 2015 le surroghe e le sostituzioni di precedenti finanziamenti, mediamente più onerosi, sono aumentate in misura considerevole, raggiungendo un valore di circa 350 milioni di euro. Considerando anche i mutui rinegoziati dalla clientela con la propria banca, i prestiti per i quali sono stati ridefiniti i tassi nel corso del 2015 rappresentavano il 5,6 per cento delle consistenze dei mutui in essere a dicembre 2014.

In connessione con un differenziale tra i tassi fissi e quelli variabili sceso sotto il punto percentuale dalla fine del 2014, la quota dei nuovi mutui a tasso fisso è sensibilmente aumentata, portandosi tra la fine del 2014 e la fine del 2015 dal 19 al 40 per cento del totale. In termini di consistenze, alla fine del 2015 i mutui a tasso fisso rappresentavano il 32 per cento del totale, un dato superiore a quello medio italiano (27 per cento). Con il calo dei tassi d’interesse si è ridotta anche la dispersione delle condizioni praticate alle famiglie, che si era ampliata con l’emergere della crisi del debito sovrano. Suddividendo i mutuatari in base al livello dei tassi a essi praticati, dal 2013 il divario tra le famiglie con condizioni meno favorevoli e quelle con le condizioni migliori si è ridotto.

Il credito alle imprese
In base ai dati della Centrale dei rischi, nel 2015 i prestiti concessi dalle banche e dalle società finanziarie al settore produttivo hanno continuato a ridursi, sebbene a un ritmo meno intenso rispetto all’anno precedente (-0,9 per cento a fronte del -1,9 Il credito alle imprese In base ai dati della Centrale dei rischi, nel 2015 i prestiti concessi dalle banche e dalle società finanziarie al settore produttivo hanno continuato a ridursi, sebbene a un ritmo meno intenso rispetto all’anno precedente (-0,9 per cento a fronte del -1,9.

Il credito è tornato a crescere per le imprese con condizioni finanziarie e reddituali più solide. In base a un’analisi condotta su un campione di circa 26.000 società di capitale con sede in Sicilia, per le quali sono disponibili sia i dati di bilancio sia le segnalazioni alla Centrale dei rischi, nel 2015 i prestiti erogati da banche e società finanziarie sono aumentati per le aziende classificate come non rischiose sulla base dei rating attribuiti da Cerved Group (1,7 per cento); l’incremento si è concentrato tra le imprese di maggiore dimensione (fatturato con più di 10 milioni di euro). Il credito alle aziende rischiose ha invece continuato a ridursi (-4,2 per cento).

Tra la fine del 2014 e la fine del 2015 è proseguito il calo del costo del credito: il tasso di interesse applicato sui finanziamenti a breve termine è sceso dal 7,7 al 7,4 per cento. La riduzione ha riguardato esclusivamente le imprese di maggiore dimensione mentre per quelle piccole il tasso è salito al 9,0 per cento (era 8,9 nel 2014): il differenziale tra le due classi di aziende è cresciuto a 2 punti percentuali. Il tasso sui nuovi prestiti a medio-lungo termine si è ridotto in misura più marcata, dal 4,1 al 3,3 per cento per il totale delle imprese. Le garanzie richieste su prestiti alle imprese sono lievemente diminuite, pur rimanendo su valori superiori a quelli precedenti la crisi (cfr. il riquadro: Garanzie private e pubbliche sui prestiti alle imprese).

Il consolidamento dei debiti alle imprese durante la crisi
Utilizzando i microdati della Rilevazione analitica dei tassi d’interesse (Rati) è possibile identificare le operazioni di consolidamento del debito, ovvero le accensioni di mutui con durata originaria superiore a un anno a cui corrisponde un’analoga riduzione dei prestiti a breve termine. L’analisi di tali dati, condotta per il periodo 2004-2015, indica per la Sicilia che il contributo dei consolidamenti all’aumento della quota di finanziamenti a medio e lungo termine è stato massimo nel periodo 2009-2010, biennio durante il quale circa il 4 per cento delle imprese siciliane ha fatto ricorso a tale tipologia di operazioni. I risultati sono in linea con le indicazioni provenienti dalla Rbls, che segnalavano come in quel periodo le richieste di credito finalizzate al consolidamento delle posizioni debitorie pregresse fossero particolarmente intense. Integrando le informazioni ricavate dall’archivio Rati con i dati di bilancio di fonte Cerved Group, è possibile analizzare le caratteristiche economico-finanziarie delle imprese che hanno effettuato operazioni di consolidamento del debito. Considerando il solo biennio 2009-2010, periodo di massima rilevanza del fenomeno, le imprese che hanno consolidato risultavano contraddistinte da un maggiore indebitamento (leverage), da un più alto costo medio dei debiti finanziari e da un assorbimento più intenso dei margini operativi da parte della gestione finanziaria, che si rifletteva in una minore incidenza del cash flow sull’attivo totale.

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Banca d’Italia: nel 2015 in Sicilia finanziamenti in contrazione dell’1,1% ultima modifica: 2016-06-21T13:46:04+00:00 da Redazione

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