De Polis, Banca d’Italia: “Procedere rapidamente alla creazione dell’Edis, sistema europeo di assicurazione dei depositi”

Banca d'Italia Logo 2“La creazione dell’Edis (sistema europeo di assicurazione dei depositi, ndr), grazie a una più ampia condivisione del rischio, consentirebbe di rafforzare la resilienza dell’Unione bancaria contro crisi future, consolidare la stabilità finanziaria, sostenere la fiducia dei depositanti nei confronti dei sistemi bancari nazionali, realizzare condizioni di parità concorrenziale nel mercato interno, livellare i costi di raccolta”. A sottolinearlo è stato Stefano De Polis, direttore dell’Unità di Risoluzione e Gestione delle Crisi Banca d’Italia, nel corso di un incontro all’università La Sapienza di Roma.

“Il dissesto di una banca di grandi dimensioni o una crisi che veda coinvolti più intermediari potrebbero essere difficilmente gestibili dai fondi di garanzia nazionali, nonostante i meccanismi di finanziamento previsti dalla direttiva Dgs – ha spiegato De Polis -. La vulnerabilità dei fondi nazionali alle grandi crisi ostacola il superamento del circolo vizioso esistente tra rischio sovrano e rischio bancario, può generare asimmetrie nel livello di protezione dei depositanti (nonostante una soglia di protezione uniforme), può incidere sulla fiducia dei depositanti. Nel giugno 2015 la relazione dei cinque Presidenti sul tema “Completare l’Unione economica e monetaria dell’Europa” ha rilevato come il sistema bancario unico possa essere realmente tale solo se la fiducia nella sicurezza dei depositi bancari è la stessa indipendentemente dallo Stato membro in cui la banca opera. I cinque Presidenti hanno quindi indicato l’esigenza di completare l’Unione bancaria attraverso l’istituzione del suo “terzo pilastro”, il sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis). L’Edis mira a creare un sistema mutualistico di assicurazione dei depositi a livello europeo, che farebbe perno sul Fondo di assicurazione dei depositi europeo (Deposit Insurance Fund – Did), a cui i Dgs nazionali progressivamente trasferirebbero le risorse raccolte dalle banche aderenti. Rispetto ai DGS nazionali il numero e le dimensioni delle banche per le quali il Fondo di assicurazione dei depositi potrebbe efficacemente gestire i rimborsi aumenterebbero in modo significativo per tutti gli Stati membri. La realizzazione dell’Edis avverrebbe tramite la progressiva messa in comune del costo degli interventi tra Dif e Dgs nazionali, articolata in tre fasi successive dirette a pervenire all’assicurazione integrale entro il 2024. Secondo gli obiettivi, il progetto non dovrebbe incrementare gli oneri per gli intermediari in quanto la contribuzione versata al Fondo unico calcolata secondo un approccio basato sul rischio verrebbe dedotta da quella da versare ai fondi nazionali. Attenzione andrà posta ad assicurare l’adeguata disponibilità di risorse nella fase di transizione. La gestione del Dif verrebbe affidata al Single Resolution Board che assumerebbe anche talune funzioni di monitoraggio dell’operato dei Dgs nazionali, in particolare per le attività di recupero delle somme corrisposte per il rimborso dei depositanti. Le posizioni espresse dai diversi Paesi chiamati a confrontarsi sulla proposta sono risultate sin da subito distanti: taluni paesi hanno espresso il convincimento che le misure di mutualizzazione del rischio attraverso la garanzia europea dei depositi debbano essere precedute dall’approvazione di ulteriori interventi volti a rafforzare la stabilità del sistema bancario e finanziario; altri, tra i quali l’Italia, sottolineano quanto sia stato già fatto per accrescere la resilienza del sistema bancario e finanziario europeo agli shock e come, proprio a questo fine, oggi la priorità sia quella di completare l’Unione bancaria con la creazione di un sistema integrato di assicurazione dei depositi. Le finalità e l’impianto complessivo della proposta sono condivisibili. È nostro interesse preservare in concreto la possibilità di finanziare con il Fondo europeo gli interventi alternativi previsti dalla Direttiva Dgs (il testo normativo oggi proposto non li prevede), evitare incrementi di oneri per gli intermediari, adottare un approccio per la contribuzione rapportata al rischio che non penalizzi le banche che finanziano l’economia reale”.

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De Polis, Banca d’Italia: “Procedere rapidamente alla creazione dell’Edis, sistema europeo di assicurazione dei depositi” ultima modifica: 2016-04-27T16:07:07+00:00 da Redazione

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