Bankitalia: diminuiscono i tassi. Ma peggiora la qualità del credito

Negli ultimi mesi i tassi sui nuovi finanziamenti bancari hanno registrato ulteriori lievi diminuzioni. La notizia arriva dal Bollettino economico di aprile della Banca d’Italia. Il costo dei prestiti a breve termine alle imprese, inclusi quelli in conto corrente, è diminuito di un decimo di punto, al 3,8%; quello sui nuovi mutui alle famiglie è calato di due decimi per le operazioni a tasso fisso, al 4,6%, mentre è rimasto invariato quello sui finanziamenti a tasso variabile al 2,2%.

I mutui alle famiglie

La composizione dei nuovi mutui alle famiglie è stata caratterizzata da una crescente preferenza per i prestiti a tasso indicizzato, che in febbraio hanno rappresentato l’82% delle erogazioni complessive. In aumento dal 75% di novembre e 29% di settembre del 2008.

Peggiora la qualità del credito

Secondo i dati della Banca d’Italia prosegue il peggioramento della qualità del credito. Nel quarto trimestre del 2009 il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti è stato pari all’1,8%. Il dato è in calo rispetto al 2,2% del terzo trimestre, ma rimane circa doppio rispetto al livello medio del 2008 e del 2007. E il rapporto sottolinea che “la recente diminuzione potrebbe essere temporanea”. Dati preliminari relativi al primo bimestre del 2010 indicano che l’esposizione nei confronti dei debitori segnalati per la prima volta in sofferenza è lievemente aumentata rispetto allo stesso periodo del 2009. Si rilevano alcuni segnali di miglioramento per le imprese manifatturiere, mentre si registra un ulteriore peggioramento per le imprese operanti negli altri settori e le famiglie consumatrici. Le informazioni relative alle altre tipologie di crediti deteriorati (esposizioni incagliate, ristrutturate, scadute o sconfinanti) indicano che il peggioramento della qualità del credito alle imprese potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi; a dicembre la loro incidenza sul totale dei prestiti era aumentata, rispetto a un anno prima, dal 4,7% al 7,7%.

In calo anche la redditività bancaria

La redditività bancaria ha continuato a peggiorare nel 2009, secondo le relazioni consolidate dei primi cinque gruppi. Gli utili si sono ridotti di circa un terzo; il rendimento del capitale e delle riserve (Roe) è diminuito di circa due punti percentuali, a poco meno del 4%. La flessione del margine d’interesse, riconducibile alla riduzione sia dei volumi intermediati sia dei tassi, è stata dell’8%; il calo è stato compensato dalla crescita dei ricavi derivanti dall’attività di negoziazione. Nel complesso il margine d’intermediazione è risultato stabile, poiché a causa del contenimento dei costi (-6%) il risultato di gestione è aumentato dell’8%. Il peggioramento della redditività è stato determinato dall’aumento di accantonamenti e rettifiche; quelli sui prestiti, dovuti al significativo deterioramento della qualità del credito, sono cresciuti di due terzi e hanno assorbito il 60% circa del risultato di gestione (dal 40% del 2008). Secondo le attese degli analisti finanziari, il recupero della redditività bancaria dovrebbe essere graduale: risultati in linea con quelli del 2008 sarebbero nuovamente raggiunti nel 2011.

Il rafforzamento patrimoniale

Le risorse patrimoniali dei primi 5 gruppi si sono ulteriormente rafforzate nell’ultimo trimestre del 2009. Il merito è dell’autofinanziamento, di dismissioni di attività non strategiche e, in alcuni

casi, della finalizzazione di operazioni di ricapitalizzazione pubblica. Alla fine dello scorso anno il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità (core tier 1 ratio) aveva raggiunto, in media, il 7,2%; quelli relativi al patrimonio di base (tier 1 ratio) e al complesso delle risorse patrimoniali (total capital ratio) si collocavano, rispettivamente, all’8,3% e all’11,8%.

Bankitalia: diminuiscono i tassi. Ma peggiora la qualità del credito ultima modifica: 2010-04-19T08:42:25+00:00 da Flavio Meloni

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