Banktalia risponde ai quesiti sulla rilevazione del TEG

Le domande sono state raggruppate a seconda di macro aree di interesse:

Compensi di mediazione
Ai fini del calcolo del MED vanno considerati i soli compensi di mediazione relativi ai mediatori creditizi iscritti all’apposito albo di cui all’art. 16 della legge 108/96. Questa indicazione vale anche ai fini del computo nel TEG dei compensi di mediazione sostenuti dal cliente?
No, fermo restando quanto previsto all’art.16 della legge 108/96, nel calcolo del TEG devono essere inclusi tutti i costi sostenuti dal cliente connessi con l’erogazione del credito (§ C4).
I compensi di mediazione da segnalare nel MED sono solo quelli pagati a persone fisiche?
No, in base alle Istruzioni (paragrafo C6), i compensi da segnalare riguardano l’attività di mediazione svolta da soggetti iscritti all’albo di cui all’art. 16 della legge 108/96, siano essi persone fisiche o giuridiche.
Come vanno segnalati i compensi di mediazione – a totale carico dell’intermediario – sostenuti a fronte di una rete di mediatori creditizi iscritti all’albo di cui all’art. 16 della legge 108/96?
Se la spesa sostenuta dall’intermediario non è direttamente imputata al cliente come costo di mediazione, va inclusa solo nella rilevazione del MED ma non nel calcolo del TEG. Infatti, le nuove Istruzioni prevedono la segnalazione dei compensi di mediazione:
– ai fini del calcolo del TEG, con la inclusione nella componente “oneri” del solo costo dell’attività di mediazione sostenuto dal cliente, sia nel caso in cui tale corrispettivo sia corrisposto al mediatore per il tramite dell’ente finanziatore, sia nel caso in cui il cliente lo abbia corrisposto in via diretta;
– ai fini della determinazione del MED, con riferimento al compenso complessivo del mediatore, aggiungendo all’onere di cui al punto precedente anche la quota di commissione a carico del finanziatore (anche integrale come nel caso prospettato); tale compenso deve essere rapportato all’ammontare finanziato e segnalato in misura percentuale.
Nel caso in cui nel corso della mediazione interviene un agente ex d.lgs 374/99 o un confidi, il relativo costo va incluso nel MED?
Sì, solo se agenti e confidi sono iscritti all’albo dei mediatori creditizi ai sensi dell’art. 16 l. 108/96.
Eventuali servizi di consulenza prestati dal mediatore vanno inclusi nella rilevazione a fini anti-usura?
No, sempre che si tratti di servizi fatturati a parte e non direttamente collegati all’attività di mediazione. Laddove non fosse possibile distinguere in modo chiaro tra consulenza e mediazione, i relativi oneri vanno inclusi nel TEG e nel MED.
Nel caso di un finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio (categoria 8), per il quale sia stato erogato un pre-finanziamento (categoria 10), in che momento vanno rilevati i compensi di mediazione?
I costi di mediazione vanno segnalati al momento dell’accensione del finanziamento “principale” (cessione del quinto) in categoria 8.

Soggetti tenuti alla rilevazione
I Confidi iscritti all’elenco speciale di cui all’art. 107 del TUB sono tenuti alla segnalazione trimestrale del TEG alla Banca d’Italia?
Le società di servicing in operazioni di cartolarizzazione, iscritte nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del TUB, sono tenute all’inoltro delle segnalazioni trimestrali e all’attivazione del canale INFOSTAT anche se non effettuano operazioni di finanziamento?

Sì, tutti i soggetti iscritti all’elenco speciale ex art. 107 del T.U.B. sono tenuti alla segnalazione. Nel caso in cui essi non effettuino attività di erogazione diretta di finanziamenti, dovranno darne comunicazione trimestrale mediante l’utilizzo della specifica voce “segnalazione negativa”. In ogni caso, non è dovuta la segnalazione anti-usura da parte dei Confidi iscritti all’elenco di cui all’art. 155, comma IV del TUB.

Rispetto dei termini di inoltro
Per alcune tipologie di oneri il recupero delle spese sostenute dal cliente negli ultimi dodici mesi può comportare dei ritardi nella segnalazione rispetto ai termini previsti per l’inoltro. È possibile ricorrere a stime basate sulle condizioni contrattuali applicate a fine trimestre?
Sì, è ammesso il ricorso a stime, adeguatamente motivate e documentate, qualora i sistemi informativi non consentano il tempestivo reperimento di oneri non rilevati nei trimestri precedenti.

Operazioni incluse
In un finanziamento revolving su carta di credito può verificarsi una estensione del credito attraverso la concessione di ulteriori linee di finanziamento. È ammessa una segnalazione unica nella categoria 9 (credito revolving)?
Sì, in caso di mera estensione del credito con le stesse caratteristiche del finanziamento revolving in essere può essere prodotta una segnalazione unitaria. Nel caso invece di concessione di un finanziamento parallelo, ad esempio con durata predeterminata e piano di ammortamento, la segnalazione di tale finanziamento aggiuntivo va effettuata nella categoria relativa alla forma tecnica della ulteriore linea di credito.
Vanno segnalate le operazioni di forfaiting in euro?
Sì, l’operazione in cui l’intermediario segnalante concede all’esportatore italiano un finanziamento basato sullo sconto pro-soluto di documenti prodotti dall’importatore estero (effetti cambiari, lettere di credito o altre garanzie bancarie) va segnalata nella categoria relativa alla forma tecnica adottata.

Operazioni escluse
Nel caso in cui la durata di un finanziamento non coincida esattamente con la scadenza dei tassi di mercato utilizzabili per determinare la condizione di “tasso di favore”, è possibile fare riferimento a parametri calcolati dall’intermediario (ad es. interpolazione lineare dei tassi di mercato riferiti ad una durata inferiore e superiore a quella effettiva)?
Sì, è possibile utilizzare un parametro stimato sulla base di una metodologia adeguatamente documentata. Nel caso di specie è possibile fare ricorso ad un tasso calcolato sulla base di interpolazioni o al tasso di mercato con durata più vicina a quella effettiva del finanziamento.
È corretto escludere dalla rilevazione i finanziamenti concessi a dipendenti a tassi superiori al tasso Euribor, ma notevolmente inferiori rispetto ai tassi normalmente praticati alla clientela ordinaria?
No, il criterio di esclusione indicato nelle Istruzioni fa riferimento a tassi inferiori all’Euribor o ad altri parametri di mercato.
Un’operazione di finanziamento prevede un TAN pari a 0 ma, a seguito dell’adesione volontaria del cliente ad una polizza assicurativa, il TEG si attesta su un valore superiore al tasso di riferimento (Euribor o Eurirs). E’ possibile considerare tale operazione “a tasso di favore” e quindi escluderla dalla rilevazione?
Sì, ai fini segnaletici le operazioni con TAN pari a 0 vanno escluse anche se l’inclusione di eventuali oneri (polizze assicurative o altre componenti di costo, tra le quali le spese di istruttoria) determina un TEG superiore al parametro per le operazioni a tassi di favore.
Vi sono differenze ai fini della rilevazione tra fido estinto non revocato e fido revocato?
Sì, i rapporti estinti sono esclusi dalla rilevazione solo in caso di utilizzo nullo nell’intero trimestre di riferimento mentre i rapporti revocati nel corso del trimestre di riferimento vanno in ogni caso esclusi.
Con riferimento alle operazioni rientranti nella categoria 9 (credito revolving e con utilizzo di carte di credito) è corretto escludere le linee di fido non utilizzate, anche nel caso in cui nel corso del trimestre siano stati addebitati oneri accessori (ad esempio il canone annuo)?
Sì, la segnalazione non è dovuta nel caso di utilizzo nullo nell’intero trimestre di riferimento.
Nel raccordo tra le categorie a fini della segnalazione TEG e le voci di matrice dei conti o delle segnalazioni delle finanziarie (Allegato 3 delle Istruzioni) non sono state riportate alcune operazioni svolte dagli intermediari e segnalate a fini statistici. Tali operazioni sono escluse dalla segnalazione a fini anti-usura?
No, la tabella in allegato 3 ha solo carattere indicativo (cf. sezione II ultimo paragrafo delle Istruzioni) e quindi la mancata inclusione di una voce segnaletica non comporta la esclusione della relativa tipologia di finanziamento.

Controparte rilevante
Va segnalato un finanziamento a promotori finanziari non dipendenti dell’intermediario, siano essi mandatari o agenti?
Ai sensi delle Istruzioni, devono essere segnalate le operazioni con le “famiglie consumatrici” e le “unità produttive private” residenti, come definite dalla circolare dalla Banca d’Italia n. 140 dell’11.2.1991 sulla classificazione della clientela per settori e gruppi di attività economica. Con riferimento agli ausiliari finanziari (brokers, cambiavalute, agenti di assicurazione, promotori finanziari, ecc.), vanno segnalate le operazioni effettuate verso soggetti che non rientrano tra le “Società
finanziarie” (ausiliari finanziari senza addetti e non organizzati in forma societaria).

Classi di importo e definizione di accordato
Nel caso in cui il fido accordato ai clienti non sia formalizzato nel contratto o altrimenti comunicato al cliente, è possibile utilizzare il “fido interno” per la determinazione della classe di importo e dell’accordato da utilizzare nel calcolo del TEG?
No, va utilizzato l’importo effettivamente erogato in quanto il “fido interno”, se non comunicato al cliente, ha solo rilevanza ai fini della gestione del rischio da parte dell’intermediario.
Per le operazioni di anticipi su crediti e sconto di effetti, l’importo dell’accordato da considerare nel calcolo del TEG coincide con l’affidamento concesso o con l’importo dell’anticipo effettivamente erogato?
Nel caso di cliente affidato, per fido accordato si intende l’ammontare del fido utilizzabile dal cliente (cf. la definizione di “accordato operativo” utilizzata per le segnalazioni di Centrale dei Rischi). Nel caso di sconto effetti senza affidamento, per importo erogato si intende il valore attuale degli effetti
presentati allo sconto.
Nel caso di stipula di un finanziamento di leasing o di un credito finalizzato o personale con contestuale finanziamento dell’importo necessario per il pagamento di oneri connessi con tale finanziamento (es.: polizze assicurative, spese di perizia, ecc.) è possibile considerare il finanziamento complessivo – inclusi gli oneri finanziati – per la determinazione della classe di importo e dell’accordato da utilizzare nel calcolo del TEG?
No, il fido accordato non comprende gli oneri connessi con il finanziamento, anche se anticipati dall’intermediario e poi rimborsati dal cliente in modo rateale. Solo nel caso in cui vengano finanziati servizi accessori non obbligatori per l’ottenimento del credito e come tali esclusi dagli oneri da computare nel TEG (es.: manutenzione e assistenza sul bene locato, ecc.), tali spese vanno a incrementare il finanziamento accordato e la rata, per il corrispettivo periodicamente rimborsato.

Base di calcolo
I crediti ceduti a società veicolo che non superano le regole IAS per la derecognition sono mantenuti sui libri dell’intermediario cedente. L’eventuale rinegoziazione delle condizioni contrattuali del credito ceduto comporta obbligo di effettuare la segnalazione trimestrale?
Sì, ai fini segnaletici vanno considerati i rapporti in capo all’intermediario sulla base dei criteri utilizzati per la redazione del bilancio.

Calcolo del TEG
Le spese per passaggio a debito di conti non affidati vanno annualizzate?
Nel caso in cui lo scoperto si verifichi nel trimestre di segnalazione, vanno considerati nel TEG tutti gli oneri addebitati nel trimestre di segnalazione senza annualizzazione. Nel caso di scoperto continuativo iniziato in trimestri precedenti e ancora in essere nel trimestre di rilevazione devono essere inclusi nel TEG tutti gli oneri addebitati al cliente nel corso dell’intera durata dello sconfinamento (fino ad un massimo dei dodici mesi precedenti). Laddove si sia verificato nel trimestre precedente uno scoperto su conto non affidato che nel trimestre di segnalazione viene affidato, il calcolo del TEG dovrà tenere presenti le sole condizioni applicate al conto affidato come se si trattasse di un nuovo rapporto.
Le spese per utilizzi extra-fido su conti affidati vanno annualizzate?
Nel caso in cui l’utilizzo extrafido si verifichi nel trimestre di segnalazione, vanno considerati nel TEG tutti gli oneri addebitati nel trimestre di segnalazione senza annualizzazione. Nel caso di utilizzo extrafido continuativo iniziato in trimestri precedenti e ancora in essere nel trimestre di rilevazione devono essere inclusi nel TEG tutti gli oneri addebitati al cliente nel corso dell’intera durata dell’utilizzo extrafido (fino ad un massimo dei dodici mesi precedenti).
Le spese su utilizzi a valere su fondi non disponibili rientrano tra le spese occasionali?
Sì, nel caso in cui vengano applicate spese per utilizzi su fondi non disponibili, gli oneri addebitati rientrano nel calcolo del TEG senza annualizzazione.
Le commissioni a fronte di presentazioni di portafoglio sono relative a diversi eventi nella vita dell’effetto (presentazione, inoltro all’incasso presso il debitore, eventuale proroga dell’effetto con modifica della data di scadenza, richiamo dell’effetto prima dell’inoltro all’incasso, invio di richiesta d’esito, pagamento, insoluto, storno, protesto). Queste commissioni sono da includere nel calcolo del TEG?

No, nel TEG vanno computate solo le spese di incasso sostenute dal cliente non affidato a fronte della presentazione di effetti allo sconto – in quanto direttamente connesse con l’operazione di finanziamento – e non quelle sostenute in caso di aperture di credito in conto corrente a fronte di smobilizzo portafogli (cf. la Nota metodologica allegata al Decreto del Ministero del Tesoro del 24 dicembre 2009). Non vanno quindi computate le spese effettivamente necessarie per l’incasso nei casi in cui la presentazione degli effetti avvenga nell’ambito di un complessivo rapporto di finanziamento ad utilizzo flessibile (ad es. castelletto finalizzato all’attivazione di un affidamento in conto corrente).
Nel caso di anticipo su crediti e sconto di effetti senza affidamento, le spese connesse con la singola operazione vanno annualizzate?
No, in assenza di un affidamento, gli oneri connessi con la presentazione di effetti allo sconto da parte di un cliente occasionale devono essere inclusi nel TEG per gli importi effettivamente addebitati per la singola presentazione, intesa come complesso degli effetti ceduti nell’arco di una giornata lavorativa (cfr. § B4).
Come determinare il TEG all’atto della stipula nel c/c ipotecario?
Nel conto corrente garantito da ipoteca su immobili di proprietà del correntista o di terzi, le modalità di segnalazione del TEG seguono quelle relative agli affidamenti in conto corrente. In linea generale, le spese per la costituzione della garanzia e le spese assicurative eventualmente imposte sull’immobile entrano nel calcolo del TEG nelle forme previste per le spese di istruttoria. Nel caso di spesa pluriennale sostenuta in via anticipata e in un’unica soluzione, l’onere annuale da includere nel TEG può essere determinato pro-quota, in base alla durata media stimata dall’intermediario per i contratti in essere della stessa tipologia.
Nel caso di apertura di credito in c/c a revoca assistito da garanzia prestata da un Confidi, le spese per la garanzia sono assimilate a spese di istruttoria?
Come nel caso precedente, si tratta di una spesa a valenza pluriennale sostenuta in via anticipata e in un’unica soluzione e pertanto l’onere annuale da includere nel TEG può essere determinato pro-quota, in base alla durata media stimata dall’intermediario per i contratti in essere della stessa tipologia.
Una dilazione di pagamento (ad es. una traslazione di sei mesi delle scadenze) senza variazioni di tasso contrattuale o importo, va considerata come nuova operazione ai fini segnaletici?
Sì, la dilazione di pagamento non prevista contrattualmente va segnalata come una nuova operazione, sulla base del piano d’ammortamento, inclusivo sia dei flussi di cassa effettivamente applicati al cliente prima della variazione, sia di quelli futuri.
Ai fini della verifica del rispetto dei tassi soglia, resta fermo quanto stabilito dalla legge 24/2001 di interpretazione autentica della l. 108/96, per cui l’usurarietà dei tassi va verificata con riferimento ai tassi soglia vigenti nel momento in cui gli interessi sono promessi o comunque convenuti, indipendentemente dal momento del loro pagamento.
Rientra tra le variazioni contrattuali anche l’erogazione differita in un’unica soluzione di rapporti solo stipulati alla fine del trimestre di riferimento e quindi non segnalati per utilizzo contabile nullo (ad es. mutuo erogato al momento dell’iscrizione ipotecaria)?
No, sulla base delle Istruzioni, per le categorie 3, 4, 6, 7, 8, e 10, i finanziamenti si intendono accesi all’atto della stipula del contratto (cfr. nota 9 pag. 11) e quindi l’obbligo di segnalazione sorge indipendentemente dall’utilizzo contabile del fido. L’erogazione differita non ha rilievo ai fini della segnalazione.
In caso di passaggio a debito di un conto non affidato, il calcolo del TEG deve tenere conto del saldo liquido prima del computo delle competenze e delle spese trimestrali o di quello successivo alla liquidazione e all’addebito delle spese?
Nel saldo liquido vanno considerati l’utilizzato e gli eventuali oneri, addebitati al momento del passaggio a debito, che concorrono a determinare i numeri debitori, escludendo gli oneri eventualmente applicati in sede di liquidazione trimestrale.
Nel caso di rinegoziazione delle condizioni contrattuali, la segnalazione dovrà essere riferita alle caratteristiche del nuovo prestito ovvero a quelle del prestito originario (ad esempio la rinegoziazione di un mutuo a 2 anni dalla sua scadenza dovrà rientrare nella categoria 10: Altri finanziamenti)?
Nel caso di rinegoziazione, la tipologia di operazione da segnalare resta quella definita dal contratto originario; nel caso prospettato pertanto la rinegoziazione dovrà essere segnalata tra i mutui, anche nel caso di durata residua del finanziamento inferiore a 5 anni.
Nel caso di un conto affidato, come devono essere inclusi nel TEG gli oneri prevedibili ex ante e gli oneri non occasionali, ma non prevedibili ex ante in quanto connessi con il comportamento del cliente, nelle due ipotesi di apertura del conto e variazione delle condizioni economiche nel corso del trimestre di rilevazione?
Gli oneri prevedibili ex ante (ad es.: spese annuali di istruttoria, liquidazione periodica, ecc.) vengono inseriti nel TEG – sia per i rapporti nuovi, sia per quelli oggetto di variazioni contrattuali – in base all’onere annuo previsto sulla scorta delle condizioni economiche praticate. Gli oneri non occasionali ma non prevedibili ex ante, in quanto connessi con il comportamento del cliente, possono essere stimati sulla base delle operazioni svolte dal cliente successivamente allamodifica o alla costituzione del rapporto, annualizzando gli oneri rilevati.
Nel caso di variazione di accordato su un conto affidato nel corso del trimestre di rilevazione, per il calcolo del TEG deve essere considerato solo il nuovo accordato ovvero una media ponderata degli affidamenti concessi nel corso del trimestre?
L’accordato da considerare nel TEG è quello al termine del periodo di riferimento ovvero, per i rapporti estinti, il fido al momento della chiusura del rapporto.
Nel caso in cui l’iscrizione ipotecaria avvenga successivamente alla stipula del contratto, il finanziamento può considerarsi “assistito da garanzia ipotecaria” a tutti gli effetti dalla stipula e quindi rientrare nella categoria 7 “Mutui”?
Sì, l’iscrizione ipotecaria, anche se differita, è comunque volta a garantire il finanziamento che, pertanto, deve essere segnalato tra i “Mutui”.
L’eventuale rinegoziazione del tasso minimo (floor) o del tasso massimo (cap) di un mutuo rientra nel caso di variazione delle condizioni contrattuali soggette a nuova segnalazione, anche se i due tassi floor e cap non impattano sulle condizioni inizialmente pattuite (parametro + spread) né sulle condizioni effettivamente praticate al rapporto? Il tasso cap è soggetto ai limiti delle soglie vigenti?
No, la variazione contrattuale dei tassi cap o floor intervenuta senza alcun impatto sul tasso effettivamente praticato al cliente non richiede una nuova segnalazione. I tassi cap e floor definiti al momento della stipula, per salvaguardare il cliente da eccessive oscillazioni future del tasso, non rilevano né ai fini della segnalazione, né per la verifica del rispetto della soglia.
Nel caso in cui il cliente mutuatario abbia sottoscritto uno strumento finanziario derivato, al fine di coprirsi dalle eventuali oscillazioni che il tasso di interesse contemplato dal contratto di finanziamento potrebbe subire nel corso del rapporto (ad es. interest rate swap che colleghi un finanziamento a tasso variabile a un tasso fisso predeterminato), è corretto considerare ai fini della segnalazione il tasso di interesse risultante a seguito del contratto derivato e non quello previsto dal contratto di finanziamento, a cui il primo risulta collegato?
Il tasso da considerare ai fini della segnalazione è quello del mutuo al momento dell’apertura del rapporto di finanziamento.
È necessario effettuare una nuova segnalazione in caso di modifica del piano di ammortamento originariamente pattuito a seguito dell’esercizio, da parte del cliente, della facoltà prevista contrattualmente di posporre il pagamento di una o più rate nel corso del rimborso?
No, la modifica del piano di ammortamento, quando costituisce una facoltà già prevista contrattualmente, non determina l’obbligo di produrre una nuova segnalazione.
È necessario effettuare una nuova segnalazione in caso di recesso da una polizza assicurativa abbinata ad un contratto di finanziamento?
No, il recesso della polizza, laddove non dia luogo ad una variazione di elementi essenziali del contratto (modifica del TAN o della durata), non determina l’obbligo di produrre una nuova segnalazione.
È necessario effettuare una nuova segnalazione in caso di estinzione anticipata parziale del finanziamento?
No, l’estinzione anticipata parziale non va segnalata, sempre che per la quota non estinta del finanziamento non cambino le condizioni contrattuali.
Le carte di credito ad opzione prevedono dei costi associati all’emissione e all’utilizzo della carta di credito, indipendentemente dalla modalità di uso scelta dal titolare (a saldo o revolving); tale modalità di uso può essere variata in qualsiasi momento, in alcuni casi anche in occasione di ogni singolo pagamento. Come devono essere segnalati i TEG delle carte opzione?

In primo luogo va notato che solo l’utilizzo della carta con modalità revolving comporta il ricorso ad una linea di credito ad uso rotativo con l’applicazione di un tasso di interesse e, conseguentemente, l’obbligo della segnalazione dei TEG. L’utilizzo della carta con modalità charge invece non rientra nella
segnalazione trimestrale, in quanto prevede un TAN pari a zero.
Per quanto riguarda il trattamento di alcuni oneri e spese caratteristiche delle carte ad opzione, si forniscono le seguenti indicazioni:
– la quota annuale è inclusa solo per la parte direttamente connessa con il finanziamento (es.: spese di istruttoria e oneri aggiuntivi rispetto a quelli per il rilascio della carta charge, direttamente connessi con l’utilizzo della carta in modalità revolving); sono invece escluse le quote riconducibili a servizi non finanziari offerti alla clientela (per es. servizi di pagamento, turistici, ecc.);
– sono escluse le spese di produzione e invio estratto conto, in quanto riferite alla gestione di un conto non a servizio esclusivo del finanziamento, nonché le commissioni sugli acquisti di carburante e sull’anticipo di contante, in quanto relative all’utilizzo della carta come mezzo di pagamento (§ C4 – c).
Sulle linee di credito connesse all’uso di carte revolving, possono insistere anche operazioni promozionali con TAN e TAEG inferiori rispetto al tasso ordinario della linea di credito stessa. Qualora, nel periodo di rilevazione si siano verificati sulla medesima linea di credito sia utilizzi promozionali sia utilizzi a tasso ordinario, l’operazione rientra tra quelle da segnalare ovvero è da considerarsi a tassi di favore?
Nel caso di applicazione di tassi promozionali per un numero limitato di rate, la possibilità di escludere la segnalazione dell’operazione va valutata con riferimento al tasso complessivo della linea di credito (cfr. Istruzioni nota 4, pag. 5).
I contratti di leasing immobiliare che per periodi protratti rimangono in attesa di locazione devono confluire nella voce “Altri finanziamenti”?
No, anche i finanziamenti per leasing “in attesa di locazione” devono essere classificati all’interno della categoria “Leasing” e si intendono accesi all’atto della stipula del contratto.
Per i contratti di factoring, è corretto definire la competenza in base alla data contabile combinata con la data valuta, per tener conto delle eventuali valute antergate?
Sì, per le operazioni di factoring, è possibile utilizzare le modalità di calcolo del conto “scalare” per la determinazione dei numeri debitori.
Vanno segnalati i crediti di firma, considerato che rappresentano una forma di finanziamento “indiretto”?
No, i crediti di firma non devono essere segnalati ai fini della legge anti-usura.

Trattamento degli oneri e delle spese
È corretto escludere le polizze assicurative non obbligatorie stipulate contestualmente alla concessione del finanziamento, nei casi in cui il soggetto finanziato sia l’unico beneficiario (es.: polizze sanitarie, incendio e furto, polizze a tutela degli acquisti e prelievi effettuati con carta di credito)?
Sì, i contratti assicurativi non obbligatori, che non soddisfano i punti 1. e 2. di cui sopra, non rilevano ai fini del calcolo del TEG se il soggetto finanziato è l’unico beneficiario della polizza.
Nel caso di sottoscrizione contestuale di contratti di finanziamento finalizzati all’acquisto di autovetture unitamente a pacchetti assicurativi complessi comprendenti sia coperture assicurative connesse con il finanziamento (per esempio furto e incendio in cui il beneficiario è l’ente creditore), sia assicurazioni accessorie (per es. polizze sanitarie con il soggetto finanziato come unico beneficiario) sia servizi accessori a beneficio dei proprietari del veicolo (per es. assistenza stradale, veicolo sostitutivo, ecc.), si possono escludere dal calcolo del TEG gli oneri riferibili a tali componenti aggiuntive della polizza?
Sì, le spese per assicurazioni e servizi accessori il cui beneficiario non è l’ente creditore non sono da includere nel TEG. Nel caso di “pacchetti complessi” sarà necessario distinguere – eventualmente facendo ricorso a stime – la parte di polizza connessa con il finanziamento (ad es. furto e incendio il cui beneficiario è il creditore), da quella accessoria (ad es. kasko, sanitaria) includendo nel TEG solo la prima parte della polizza.
In caso di polizza volta a garantire integralmente il valore del bene offerto in garanzia, in misura eccedente rispetto al capitale finanziato, va conteggiata solo la parte del premio correlata al valore finanziato?
Sì, nel TEG va inserito un onere proporzionale al capitale finanziato.
Per i contratti di leasing, in considerazione della difficoltà di stima degli oneri assicurativi per furto ed incendio relativi all’intera durata del contratto, è stato stabilito che il calcolo del TEG debba tenere conto unicamente del premio assicurativo noto relativo al primo anno, (cfr. Nota Metodologica allegata al DM del 24/12/2009). Tale disposizione è applicabile anche a finanziamenti diversi dal leasing che prevedano il pagamento di premi assicurativi con cadenza periodica?
Sì, anche per le altre categorie di finanziamento va incluso nel TEG il premio assicurativo per furto e incendio relativo unicamente al primo anno, (ad esempio in caso di polizza su auto acquistata tramite credito finalizzato o di polizza incendio per un immobile acquistato tramite mutuo).
Nel caso di stipula di due mutui con ipoteca sullo stesso immobile e contestuale polizza assicurativa vincolata ad entrambi i mutui, i costi della polizza devono essere replicati su ognuno dei due contratti?
No, nel TEG di ciascun finanziamento deve essere inserito il solo onere riferibile all’importo effettivamente finanziato, determinato in proporzione all’ammontare dei due capitali finanziati.
Nel caso di stipula di un secondo mutuo con ipoteca di 2° grado su un immobile già assicurato in occasione del primo mutuo, va incluso nel TEG sul secondo finanziamento il solo premio pagato per l’estensione del vincolo assicurativo, anche se normalmente molto ridotto?
Sì, il premio assicurativo da includere tra gli oneri per il mutuo stipulato successivamente sarà quello relativo alla sola estensione.
In caso di polizza stipulata alcuni giorni dopo la stipula del contratto, è possibile escludere l’onere dal calcolo del TEG?
Sì, l’esclusione è ammessa solo se la polizza acquistata non contestualmente alla stipula del contratto non è obbligatoria ai fini dell’ottenimento del credito o delle condizioni applicate.
Nel caso di contratti di finanziamento che prevedano la possibilità di scelta per il cliente tra diverse modalità di pagamento della rata con costi differenti (ad es. con trattenuta sul conto corrente o in contanti allo sportello) è corretto effettuare il calcolo del TEG ex ante ipotizzando che il cliente opti per la modalità di rimborso più conveniente?

Sì, in linea con quanto previsto nelle ipotesi di calcolo del TEG in presenza di elementi non determinabili (cfr § C3), è corretto ritenere che il cliente adotti la scelta meno onerosa.
Le spese relative all’eventuale certificazione degli interessi sui mutui devono essere incluse nel TEG?
No, in quanto si tratta di spese meramente accessorie.
Con riferimento ai finanziamenti di durata superiore ai 18 mesi, erogati ad aziende, si devono includere nel TEG anche le assicurazioni di tipo all risk stipulate dal cliente volte a coprire l’intera attività aziendale?
No, le assicurazioni di tipo all risk il cui beneficiario è l’azienda e non l’intermediario vanno escluse dal calcolo del TEG, a meno che siano richieste in via obbligatoria per l’ottenimento del credito o per l’applicazione di determinate condizioni contrattuali.
Nei finanziamenti ad imprese, sono da includere nel TEG le spese per perizie di carattere più ampio rispetto a quanto richiesto per l’erogazione del finanziamento (ad es.: due-diligence)?
No, le spese per perizie da includere sono quelle connesse con il contratto di finanziamento; nel caso di perizie con oggetto più esteso rispetto a quanto richiesto per l’ottenimento del credito, potrà essere incluso soltanto un costo stimato della quota necessaria per l’erogazione del finanziamento.
Nel caso in cui il finanziamento venga concesso a fronte di una garanzia fornita da un Confidi, vanno inclusi nel TEG gli oneri sostenuti dal cliente verso il consorzio?
Sì, vanno inclusi nel TEG gli oneri direttamente riferibili alla specifica operazione di finanziamento; in particolare vanno incluse le spese di istruttoria accessorie alla pratica e le commissioni di garanzia corrisposte al Confidi all’atto dell’erogazione del prestito. Sono esclusi l’acquisto di azioni o di quote sociali, il versamento di depositi cauzionali una tantum e le spese ricorrenti genericamente connesse con la partecipazione del socio ai benefici della mutualità e con la prestazione di ulteriori servizi. Quanto indicato è valido anche per forme di garanzia simili ai Confidi, quali ad esempio il fondo centrale di garanzia e i fondi anti-usura.
Le garanzie rilasciate da terzi (es. fideiussioni bancarie) a favore del cedente nelle operazioni di factoring devono essere incluse nel calcolo del TEG? Nel caso affermativo, l’inclusione è limitata alle garanzie di cui il soggetto finanziatore risulti essere a conoscenza?
Sì, è obbligatorio includere nel TEG tutte le spese, tra cui quelle per assicurazioni o garanzie, di cui il soggetto finanziatore è a conoscenza. In alternativa alla diretta comunicazione da parte del cliente del costo sostenuto, è ammesso il ricorso a stime documentate basate su dati di mercato aggiornati.
Nel caso di garanzia con pegno su titoli già presenti in un deposito amministrato dalla banca, le spese di gestione e amministrazione titoli e gli eventuali costi di movimentazione (compravendita titoli) – che sarebbero percepite indipendentemente dalla circostanza che il deposito amministrato è stato posto a garanzia – devono essere incluse nel calcolo del TEG?

No, le commissioni della specie non devono essere considerate qualora il deposito non sia a servizio esclusivo del finanziamento (utilizzando il medesimo criterio del “servizio esclusivo del finanziamento” già indicato per il conto accessorio nel § C4 – c).

Periodo transitorio
Quali sono, nel periodo transitorio, le componenti di costo da includere nel calcolo del TEG al fine della segnalazione e quali da escludere al fine della verifica dell’usurarietà dei tassi applicati alla clientela?
Con riferimento alla segnalazione trimestrale dei tassi, le nuove disposizioni entrano in vigore integralmente a partire dalla rilevazione riferita al trimestre luglio – settembre 2009 (scadenza 25 ottobre), con l’unica eccezione del differimento al 25 aprile del primo invio dei dati riferiti ai compensi di mediazione medi, al numero rapporti che hanno concorso alla determinazione degli stessi e agli importi erogati. Per quanto riguarda le modalità di verifica del rispetto del limite delle soglie, gli oneri introdotti dalle nuove Istruzioni vanno esclusi dal calcolo del TEG fino al 31 dicembre 2009. A partire dal 1° gennaio 2010, tutti gli oneri indicati nelle Istruzioni sono inseriti nel calcolo del TEG anche al fine della verifica dell’usurarietà dei tassi applicati alla clientela.
Si soggiunge che l’elencazione contenuta nel paragrafo D1, lett. a), b), c), è meramente esemplificativa.
Nel periodo transitorio, possono essere esclusi dal calcolo del TEG per la verifica del rispetto della soglia solo gli oneri sostitutivi della CMS e quindi commisurati al fido utilizzato e assimilabili alle penali o anche quelli commisurati all’affidamento accordato?

Perché un onere possa essere escluso dal calcolo del TEG nel periodo transitorio, occorre che ricorrano determinati requisiti nell’onere stesso:
– deve trattarsi di oneri che vadano effettivamente a sostituire la CMS e quindi non siano coesistenti con la stessa;
– gli oneri dichiarati come sostitutivi della CMS non devono riscontrarsi in periodi precedenti l’abolizione della stessa;
– il carattere sostitutivo degli stessi oneri deve essere desumibile nelle comunicazioni effettuate al cliente, in relazione alle modifiche contrattuali introdotte.
Restano pertanto inclusi nel calcolo del TEG per la verifica delle soglie, anche nel periodo transitorio, tutti gli incrementi di oneri e commissioni già applicate in passato.

Banktalia risponde ai quesiti sulla rilevazione del TEG ultima modifica: 2010-02-21T11:09:02+00:00 da Flavio Meloni

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