Bnl fa il punto sul mercato immobiliare in Italia

Il settore delle compravendite immobiliari mostra ancora segni di difficoltà, in Italia come in Europa. I prezzi delle case sono in calo da 6 trimestri in Spagna, sono scesi dell’8% nell’ultima parte del 2009 in Francia

e del 3,9% in Germania. In Italia, secondo le elaborazioni di Nomisma, i valori delle abitazioni usate sono diminuiti del 4,1% annuo nel secondo semestre 2009 e il numero delle compravendite residenziali è sceso dell’11% annuo nei primi nove mesi dello scorso anno. È il bilancio che emerge da Focus, il settimanale del servizio studi Bnl che fa il punto sulla congiuntura economica in Italia, pubblicato il del 19 febbraio 2010.

Il settore immobiliare in senso ampio rappresenta in Italia il 19,5% del Pil. All’interno dell’aggregato la componente principale è rappresentata dagli investimenti in costruzioni (9,9% del Pil nel 2008), seguiti dagli affitti complessivi (8,6%), e dai costi per il trasferimento della proprietà immobiliare (1%).

Le quotazioni in Italia

In Italia il mercato immobiliare ha chiuso il 2009 con una flessione delle più contenuta nella seconda metà dell’anno. Secondo i dati elaborati da Nomisma, nel secondo semestre del 2009 i prezzi delle abitazioni usate sono scesi del 4,1% rispetto al corrispondente semestre del 2008, e dell’1,8% rispetto ai primi sei mesi del 2009. La flessione su base annua si attesta sul -3,7%. Si tratta della prima variazione annuale negativa dal 1997. Il rallentamento delle quotazioni è risultato omogeneo in tutte le città censite ed è evidente soprattutto nelle zone periferiche; al contrario, la flessione nelle zone centrali è risultata quasi impercettibile.

La fase di discesa del mercato appare evidente anche da altri indicatori tipici: i tempi di vendita hanno superato i 6 mesi e lo sconto applicato sul prezzo iniziale può andare anche oltre il 13% per le abitazioni usate. La domanda, infine, risulta nel complesso piuttosto debole.

I giudizi degli operatori del settore immobiliare, tuttavia, sembrano volgere al positivo per la prima volta negli ultimi tre semestri, indicando per i prossimi mesi una ripresa sia della domanda sia del numero di compravendite.

Il peso nei portafogli delle famiglie italiane

La proprietà immobiliare continua a coprire la porzione più rilevante della ricchezza delle famiglie italiane. Posto pari a 100 il valore mediano della ricchezza netta, di quella finanziaria e il valore degli immobili posseduti dalle famiglie nel 1993, nel 2009 i tre valori erano pari rispettivamente a 143, a 75 e a 170. Al peso nella ricchezza corrisponde un’ampia diffusione della proprietà immobiliare: nel 2008 risultava vivere in una abitazione di proprietà il 68,7% delle famiglie italiane, una percentuale che è cresciuta in modo costante solo a partire dagli anni Ottanta; nel 1965 infatti (in occasione della prima rilevazione condotta dalla Banca d’Italia) era pari al 46%, una porzione analoga a quanto riscontato dieci anni dopo (46,3%), mentre nel 1978 superava di poco il 50%. Attualmente, le percentuali più alte si registrano nelle regioni del Centro (71,5%).

I proprietari in Italia sono soprattutto maschi e di età superiore ai 50 anni, con un picco oltre i 64 anni (caso in cui possiede l’abitazione di residenza quasi il 78% degli intervistati). Il numero dei percettori di reddito sembra influenzare il titolo di godimento dell’abitazione più di quello dei componenti della famiglia: solo il 60,3% delle famiglie monoreddito vive in un’abitazione di proprietà, contro l’80,5% di quelle in cui convivono3 o più percettori di reddito. Infine, per quanto riguarda la condizione professionale dei proprietari, i dirigenti, gli imprenditori e i pensionati presentano percentuali di proprietà decisamente superiori rispetto alle altre categorie.

Bnl fa il punto sul mercato immobiliare in Italia ultima modifica: 2010-02-22T09:26:51+00:00 da Flavio Meloni

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