Carosio: Il sistema dei Confidi deve rafforzare il dialogo con le banche

Carosio ha aggiunto che l’impianto regolamentare dettato per le banche “rappresenta il modello cui fare riferimento, in coerenza con il principio, affermato nella disciplina comunitaria, che consente di applicare forme di vigilanza equivalente sugli intermediari finanziari”. Questo perché è possibile “valutare meccanismi di graduazione delle regole di vigilanza prudenziale che consentano di realizzare un giusto equilibrio tra l’esigenza di assicurare la sana e prudente gestione dei soggetti vigilati e il contenimento degli oneri regolamentari”. Si tratta di un principio che conferma un criterio da tempo adottato dall’organo di vigilanza nell’esercizio dei poteri regolamentari di supervisione. La Banca d’Italia ha avviato comunque ulteriori riflessioni in materia di declinazione del principio di proporzionalità per l’attuazione della riforma del titolo V del Testo unico in materia bancaria, avendo presente che la platea vasta e diversificata degli intermediari finanziari, ai quali si aggiunge la peculiare realtà dei Confidi, comprende soggetti caratterizzati da dimensioni operative anche molto ridotte, strutture organizzative esili e operatività limitata a nicchie di mercato specializzate. “La presenza di un’attività di controllo svolta dalla Banca d’Italia deve essere considerata dal sistema dei Confidi non solo un onere, ma uno stimolo a dar vita a strutture che garantiscano serietà, solidità, efficienza”, ha aggiunto Carosio.

L’intervento del vice direttore si è concentrato anche sulle nuove regole di Basilea 3, che dalle “evidenze sinora raccolte” provocherebbero “l’inasprimento delle attività di rischio soprattutto per le banche operanti in misura significativa nel comparto dei derivati e della finanza innovativa”. Secondo la Banca d’Italia, dunque Basilea3, non penalizzerà le banche commerciali come sostengono gli istituti italiani. “I benefici attesi derivanti da una maggiore stabilità del sistema e, dunque, da una minore probabilità di crisi finanziarie appaiono tali da superare in misura rilevante i costi di adeguamento”. Inoltre le piccole medie imprese “sono finanziate in misura minore dalle banche che subiranno il maggiore impatto della riforma”, per non dimenticare che “un buon numero di banche italiane di medie e piccole dimensioni è già oggi in possesso di livelli di patrimonio superiori a quelli richiesti dalle nuove regole”.

Carosio: Il sistema dei Confidi deve rafforzare il dialogo con le banche ultima modifica: 2011-07-18T08:17:24+00:00 da Flavio Meloni

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