Conti correnti, Banca d’Italia: nel 2013 il costo medio di gestione è sceso a 81,9 euro, 7 in meno rispetto al 2012

Banca Italia LogoLa spesa media di gestione dei conti correnti, che include le spese fisse e variabili, si è attestata nel 2013 a 81,9 euro, con una riduzione di 7 euro in meno rispetto all’anno precedente e di 8,4 in meno rispetto al 2011. Prendendo in considerazione anche il costo delle commissioni su eventuali scoperti di conto corrente la spesa media arriva a 97,1 euro (era pari a 103,8 euro nel 2012). Queste le principali evidenze che emergono dall’indagine condotta dalla Banca d’Italia sull’onerosità dei conti correnti per singoli e famiglie.

L’indagine, si legge in una nota, è stata condotta su un campione composto da oltre 13.000 clienti, distribuiti su 634 sportelli di 193 banche e 48 dipendenze di BancoPosta, selezionati in modo da conseguire una rappresentatività statistica adeguata per ampiezza, tipologia e area socio-demografica. I risultati indicati nel rapporto sono stati ottenuti utilizzando un appropriato sistema di ponderazione al fine di rapportare le stime campionarie alla popolazione.

Nel corso dell’anno passato “si sono ridotti gli oneri fissi, tra cui i canoni, e le commissioni applicate sulle operazioni effettuate dalla clientela; anche la diminuita operatività ha contribuito alla contrazione della spesa. L’ammontare delle spese fisse spiega gran parte della variabilità nei livelli dei costi osservata tra i correntisti; la spesa totale cresce con l’aumentare dell’anzianità dei conti, oltre che con il numero di operazioni”.

Nel corso dell’anno passato “la platea di conti con una spesa effettiva inferiore all’Isc (Indice sintetico di costo, ndr) pubblicizzato è cresciuta, passando dal 71,6 al 76,1 per cento del totale; per questi conti il divario tra spesa effettiva e Isc è stato pari a 121 euro. Per la parte rimanente di conti, circa un quarto, la spesa effettiva ha ecceduto quella pubblicizzata per un importo di 52 euro: questi ultimi rappresentano conti non pienamente coerenti con l’operatività del cliente; per essi sarebbe possibile conseguire un risparmio di spesa accedendo, presso la stessa banca o altri intermediari, ad un nuovo contratto con una struttura di costi maggiormente rispondente al numero e al tipo di operazioni svolte”.

In questo contesto, a partire dal luglio 2012 “la commissione di massimo scoperto è stata definitivamente abolita e sostituita da una commissione onnicomprensiva per la messa a disposizione fondi (Mdf), applicabile alle aperture di credito regolate in conto corrente, e da una commissione di istruttoria veloce (Civ), applicabile agli sconfinamenti e agli scoperti di conto corrente. La Mdf è proporzionale alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento, la Civ è determinata, per ciascun contratto, in misura fissa ed è commisurata ai costi mediamente sostenuti dalla banca per lo svolgimento dell’attività di istruttoria in caso di sconfinamento. Nel 2013, la Mdf si è attestata intorno all’1,6 per cento su base annua, 0,4 punti percentuali in meno rispetto al limite massimo imposto dalla normativa; per la Civ i dati disponibili evidenziano ampie fasce di esenzione dal pagamento delle commissioni, ma mostrano anche che l’onere gravante sulla clientela è significativo laddove la frequenza degli sconfinamenti è elevata”.

 Leggi il comunicato della Banca d’Italia

 

Conti correnti, Banca d’Italia: nel 2013 il costo medio di gestione è sceso a 81,9 euro, 7 in meno rispetto al 2012 ultima modifica: 2014-12-04T10:59:48+00:00 da Paolo Tosatti

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