Cosa cambia in Ubi Banca

Interventi che “comporteranno un beneficio complessivo a livello di gruppo stimato ad oggi in circa 10 punti base di Core Tier 1” secondo le previsioni del gruppo.

Aviva

Dopo gli accordi di partnership sottoscritti nel 2004, si è proceduto a fine 2009 al riassetto delle partecipazioni di Aviva nelle banche rete del gruppo, con una nuova partecipazione in Banca Popolare di Ancona e la modifica delle quote in Banca Popolare Commercio e Industria e in Banca Carime. Nel dettaglio Ubi ha acquistato il 3,5% circa del capitale di Bpci da Aviva, per un controvalore di circa 82 milioni di euro (la partecipazione di Aviva si è ridotta dal 12,2% all’8,7% circa), e il 7% circa del capitale di Banca Carime, per un controvalore di circa 111 milioni di euro (la partecipazione di Aviva si riduce dal 14,2% al 7,2% circa). Mentre Aviva ha assunto una quota del 6,5% circa nel capitale di Bpa per un controvalore di 111 milioni di euro. Il riassetto ha comportato “la contabilizzazione, a valere sull’esercizio 2009, di una plusvalenza netta di oltre 30 milioni di euro a fronte della cessione della partecipazione in Bpa, e per effetto del riacquisto del 3,5% di BPCI e della ridistribuzione della presenza di Aviva in BPA e Banca Carime, un impatto negativo sul Core Tier 1 del Gruppo di circa 10 punti base”.

Joint venture nel settore della bancassurance danni

Il 29 dicembre, ricevute le autorizzazioni delle Autorità competenti F&B Insurance Holdings (società di diritto belga partecipata da Fortis per il 50%+1 azione e da Bnp Paribas Assurance per il 50%-1 azione) ha acquistato il 50%+1 azione di Ubi Assicurazioni. L’operazione ha generato per il Gruppo UbiBanca una plusvalenza netta di oltre 40 milioni di euro, “contabilizzata a valere sull’esercizio 2009, con un impatto positivo stimato in circa 10 punti base sul Core Tier 1 del gruppo”.

Ottimizzazione territoriale

Il 25-26 gennaio 2010 è stata completata la migrazione delle circa 300 filiali coinvolte nel progetto di ottimizzazione territoriale annunciato il 30 settembre 2009. “Grazie a tale progetto, è stata attribuita copertura territoriale pressoché esclusiva ad ogni banca rete del gruppo, con un aumento delle rispettive quote di mercato e una maggiore visibilità consentiti dal raggruppamento delle filiali presenti sul territorio sotto il marchio di riferimento” ha reso noto l’istituto di credito. Il gruppo opera ora con un solo marchio di riferimento in 74 delle 78 provincie in cui è presente. “A fronte della riorganizzazione, sono stati contabilizzati circa 8 milioni di costi straordinari nei risultati al 31 dicembre 2009 – conclude la nota -. Per effetto degli scambi azionari previsti dall’ottimizzazione, si prevede nel 2010 un effetto positivo sul Core Tier 1 stimato in circa 10 punti base”.

Cosa cambia in Ubi Banca ultima modifica: 2010-02-11T09:07:06+00:00 da Flavio Meloni

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