Credito, Abi: a settembre prestiti al settore privato giù dello 0,2%

Abi Logo BuonoNei primi otto mesi dell’anno i finanziamenti alle imprese hanno segnato un incremento di circa il 15,9% su base annua. Parallelamente le nuove erogazioni di mutui per acquisto di immobili hanno fatto registrare un incremento annuo dell’86,1%. L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è stata pari a circa il 29%. A settembre il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero (-0,2%) nei confronti di settembre 2014, -0,2% anche il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di settembre 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da aprile 2012. Positiva a fine settembre la variazione annua del totale prestiti all’economia (che include anche la pubblica amministrazione), +0,3%. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.825 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.414 miliardi di euro. Sono lacune delle principali evidenze che emergono dal rapporto mensile dell’Abi.

Secondo l’analisi a settembre 2015, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,34%, minimo storico (3,37% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,66% (2,81% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato al 2,05%, 1,95% il mese precedente (5,48% a fine 2007).

A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate ad agosto 2015 pari a quasi 198,5 mld, dai 197,1 mld di luglio 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10,4% ad agosto 2015 (9,2% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 17,3% per i piccoli operatori economici (15,5% ad agosto 2014; 7,1% a fine 2007), il 17,7% per le imprese (15,2% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,2% per le famiglie consumatrici (6,7% ad agosto 2014; 2,9% a fine 2007). Anche le sofferenze nette registrano ad agosto 2015 un aumento, passando da 84,8 miliardi di luglio a 85,9 miliardi di agosto. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,78% ad agosto 2015 dal 4,68% di luglio 2015 (4,41% ad agosto 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi). Sulla base dell’ultimo dato disponibile, a giugno scorso il numero complessivo degli affidati in sofferenza era pari a 1.188.401 (in prevalenza imprese e famiglie).

In Italia diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (a settembre 2015: -13,8%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 51,8 miliardi di euro), mentre i depositi aumentano – sempre a fine settembre 2015 – di 26,4 mld di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +3,3%, +2,7% ad agosto). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a settembre 2015 una diminuzione di circa 25,5 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,3% (-2% il mese precedente), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, primadell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.681,3 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di quasi 169 miliardi.

A settembre 2015 il tasso medio sul totale della raccolta bancariada clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,25% (1,26% il mese precedente; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,55% (0,56% il mese precedente), quello sui Pct allo 0,96% (0,94% il mese precedente). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3,02%, 3,03% il mese precedente.

Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a settembre 2015 è risultato pari a 209 punti base (211 punti base il mese precedente). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

Questi dati si aggiungono a quelli pubblicati recentissimamente dalla Banca d’Italia nel Bollettino Economico, confermando il netto miglioramento della situazione economica generale. Nello specifico, le analisi della  Banca d’Italia prefigurano un ulteriore recupero delle condizioni produttive nei prossimi mesi; si rileva che il clima di fiducia delle imprese nel terzo trimestre si è attestato su valori elevati. Inoltre, dalle loro periodiche rilevazioni presse le imprese emerge che: le aziende hanno ripreso ad accumulare scorte di magazzino e la quota delle aziende che si attende un rialzo della spesa nominale in investimenti nel secondo semestre del 2015 rispetto al primo supera nettamente quella delle imprese che prefigura una flessione della spesa. Lato famiglie, inoltre, il sondaggio congiunturale sul mercato delle
abitazioni condotto in luglio mostra come la quota degli acquisti finanziati con mutui ipotecari è aumentata per il terzo trimestre consecutivo.

Sempre a settembre 2015 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.825 miliardi di euro è nettamente superiore, di quasi 144 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.681,3 miliardi di euro.

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Credito, Abi: a settembre prestiti al settore privato giù dello 0,2% ultima modifica: 2015-10-20T19:26:08+00:00 da Redazione

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