Credito, Abi: ad aprile prestiti all’economia in crescita dello 0,4%. Mutui su dell’1,1%

Abi Logo BuonoAd aprile i prestiti all’economia hanno fatto registrare un incremento complessivo dello 0,4%. Il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero (meno 0,3%) su base annua, contro il meno 0,4% del mese precedente e assai migliore rispetto al meno 4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo ed è ritornato sui valori di aprile 2012. Sulla base degli ultimi dati ufficiali disponibili, relativi a marzo 2016, l’ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un variazione positiva dell’1,1% nei confronti di fine marzo 2015, confermando, anche sulla base dei dati sui finanziamenti in essere, la ripresa del mercato dei mutui. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.820,3 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.406 miliardi di euro. Queste le principali evidenze che emergono dal rapporto mensile dell’Abi.

Secondo l’analisi ad aprile i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,30% toccando il nuovo minimo storico (2,33% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato all’1,85% (minimo storico), 1,90% il mese precedente e 2,03% a gennaio 2016 (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,12%, toccando il minimo storico (3,16% il mese precedente; 6,18%, prima della crisi, a fine 2007).

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse) a fine marzo 2016 sono pari a 83,6 miliardi di euro rispetto a 83,1 miliardi di febbraio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,60% a marzo 2016, lo stesso valore di febbraio 2015 (4,93% a fine 2015; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).

I depositi sono aumentati di 59,5 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +4,7% in accelerazione rispetto al +3,7% di marzo), mentre diminuisce, sempre su base annua, la raccolta a medio e  ungo termine, cioè tramite obbligazioni, (ad aprile 2016: -15,9%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 67,5 miliardi di euro). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra ad aprile 2016 una variazione, sempre su base annua, di -0,5%. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.686,2 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di circa 173,5 miliardi.

Il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,10% (1,12% il mese precedente; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,47% (0,49% il mese precedente), quello sui Pct a 0,84% (0,80% il mese precedente). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 2,90%, 2,91% il mese precedente.

7. Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, ad aprile 2016 è risultato pari a 202 punti base (204 punti base il mese precedente). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

Laddove si considerino i margini sui prestiti a imprese e famiglie delle banche nei principali paesi europei (calcolati dalla Bce come differenza tra i tassi di interesse sui nuovi prestiti e il tasso medio sui nuovi depositi di famiglie e società non finanziarie) a marzo 2016 si rileva che per le imprese si registra un margine di 91 punti base (b.p.) in Italia, un valore inferiore ai 141 b.p. della Germania, ai 133 b.p. della Francia ed ai 218 b.p. della Spagna. Per il comparto delle famiglie si registra un margine di 133 punti base in Italia, un valore inferiore ai 160 b.p. della Germania, ai 179 b.p. della Francia e ai 169 b.p. della Spagna.

Consulta la sintesi del rapporto dell’Abi

Credito, Abi: ad aprile prestiti all’economia in crescita dello 0,4%. Mutui su dell’1,1% ultima modifica: 2016-05-17T16:35:42+00:00 da Redazione

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