Credito, Abi: finanziamenti alle imprese su del 14% nei primi 10 mesi dell’anno. Nuove erogazioni di mutui in crescita del 94,3%

Abi Logo BuonoNei primi dieci mesi dell’anno i finanziamenti alle imprese hanno segnato n un incremento di circa il 14% sul corrispondente periodo dell’anno precedente. Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si è registrato un incremento annuo del 94,3% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 10 mesi del 2015, a circa il 31%. Sono lacune delle principali evidenze contenute nell’ultimo rapporto mensile dell’Abi.

L’analisi mostra che a novembre il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione negativa prossima allo zero (-0,03%) nei confronti di novembre 2014, -0,3% il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di novembre 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da aprile 2012. Positiva a fine novembre la variazione annua del totale prestiti all’economia (che include anche la pubblica amministrazione), +0,1%. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.818,2 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.415,5 miliardi di euro.

Sempre a novembre, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,30%, minimo storico (3,33% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,57% il valore più basso da luglio 2010 (2,60% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato al minimo storico di 1,69%, 1,92% il mese precedente (5,48% a fine 2007).

A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia rimane elevata anche se in lieve diminuzione, le sofferenze lorde sono risultate ad ottobre 2015 pari a 199 mld, dai 200,4 mld di settembre 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10,4% ad ottobre 2015 (10,5% il mese precedente; 9,5% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 17,3% per i piccoli operatori economici (15,8% ad ottobre 2014; 7,1% a fine 2007), il 17,9% per le imprese (15,7% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,2% per le famiglie consumatrici (6,8% ad ottobre 2014; 2,9% a fine 2007). Le sofferenze nette registrano ad ottobre 2015 un assestamento, passando da 87,1 miliardi di settembre a 87,2 miliardi di ottobre. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,85% ad ottobre 2015 dal 4,84% di settembre 2015 (4,61% ad ottobre 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi). Sulla base dell’ultimo dato disponibile, a giugno scorso il numero complessivo degli affidati in sofferenza era pari a 1.188.401 (in prevalenza imprese e famiglie).

Diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (a novembre 2015: -13,7%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 61,2 miliardi di euro), mentre i depositi aumentano – sempre a fine novembre 2015 – di 34,2 mld di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +2,7%). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a novembre 2015 una diminuzione di circa 27 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,6% (cfr. Tabella 2). Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.679,8 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di oltre 167 miliardi.

Il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,20% (1,22% il mese precedente; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,53% (0,54% il mese precedente), quello sui PCT allo 0,83% (0,88% il mese precedente). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 2,96%, 3% il mese precedente.

Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a novembre 2015 è risultato pari a 210 punti base (211 punti base il mese precedente). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

Consulta la sintesi del rapporto

Credito, Abi: finanziamenti alle imprese su del 14% nei primi 10 mesi dell’anno. Nuove erogazioni di mutui in crescita del 94,3% ultima modifica: 2015-12-15T16:09:53+00:00 da Redazione

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