Credito al consumo: costi alti, trasparenza scarsa e riforma degli intermediari

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Soddisfazione per questo documento è stata espressa dal presidente dell’associazione di categoria Assomea, Eutachio Allegretti, che ha dichiarato: “Un documento che condividiamo a pieno. Ci fa piacere che molte delle cose da noi sottolineate in fase di audizione sono state recepite dalla Commissione e che sono stati fatti chiari riferimenti alla normativa che è ormai in fase di definizione per la ristrutturazione di tutto il comparto”.

Nel documento finale si fa riferimento alla mediazione creditizia elencando cosa fare per color che “si interpongono tra il finanziatore e il consumatore dovranno indicare, sia nella pubblicità sia nei documenti destinati ai consumatori, l’ampiezza dei loro poteri, informare il consumatore del compenso da versare al mediatore stesso per i suoi servizi, e comunicare al creditore il compenso che il consumatore deve versare all’intermediario del credito per i suoi servizi, al fine del calcolo del tasso annuo effettivo globale. La direttiva prevede quindi una maggiore «responsabilizzazione» dei mediatori del credito e degli agenti, laddove anche il legislatore italiano ha previsto, nella delega conferita al Governo in materia, un riordino della disciplina di tali soggetti al fine di assicurare la trasparenza e la professionalità del loro operato, attraverso l’innalzamento dei requisiti professionali e l’istituzione di appositi elenchi cui verranno iscritti gli agenti e i mediatori, gestiti da un organismo istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, vigilato dalla Banca d’Italia”.

Si parla anche di Cessione del quinto come “di finanziamenti che prevedono come garanzia il reddito da lavoro dipendente prodotto oppure il TFR maturato. Il prenditore, in questo caso, cede una quota fino a un quinto del proprio credito futuro, in termini di stipendio o pensione, a garanzia del rimborso delle rate dovute dall’intermediario cessionario. Si tratta di una forma di credito che, presentando particolari complessità nella fase di concessione, anche in relazione alle coperture assicurative richieste, viene erogata attraverso agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi. Tali soggetti, infatti, per perfezionare l’operazione, devono adempiere una serie di formalità, sia presso il datore di lavoro del cliente sia presso l’INPS. I prestiti contro la cessione del quinto, i quali rappresentano il 9 per cento dei flussi di credito al consumo, per un ammontare di consistenze stimabili in circa 9,8 miliardi di euro. Essi hanno conosciuto, nel 2008, un incremento vertiginoso, con un aumento delle entità finanziate del 40 per cento, anche grazie all’estensione di tale forma di credito ai dipendenti privati e ai pensionati ed all’ingresso sul mercato degli sportelli bancari”.

Vanno poi superate “le lacune e le incertezze normative” che caratterizzano “il collegamento negoziale tra contratto di credito al consumo e contratto di fornitura del bene o del servizio” e occorre prevedere “un sistema di controllo preventivo pubblicistico dei modelli contrattuali di massa o standard, che consenta di eliminare clausole vessatorie o eccessivamente pericolose per il consumatore. Altri nodi da sciogliere sono l’individuazione di un indicatore di costo onnicomprensivo e il rafforzamento dei poteri, anche sanzionatori, attribuiti alle autorità di vigilanza, “soprattutto per quanto riguarda la trasparenza nei rapporti tra operatori del credito e consumatori e il contrasto alle pratiche commerciali scorrette, stimolando le autorià stesse ad orientare maggiormente la loro attività verso i profili di tutela dei consumatori”. A ulteriore tutela di questi ultimi, occorre definire “forme di risoluzione non giurisdizionale delle controversie tra operatori del credito e consumatori”. Più in generale va rivisto il quadro normativo degli intermediari finanziari nel credito al consumo, “individuando requisiti più rigorosi per l’accesso all’attività, migliorandone la qualificazione professionale complessiva e l’indipendenza, favorendo una più solida strutturazione degli intermediari” e prevedendo “misure di contrasto ai conflitti di interesse nei rapporti tra le banche e gli intermediari operanti nel credito al consumo”.

Credito al consumo: costi alti, trasparenza scarsa e riforma degli intermediari ultima modifica: 2010-03-07T19:11:56+00:00 da Flavio Meloni

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