Credito alle famiglie in lenta ripresa nel 2010 grazie ai mutui immobiliari. In calo però le erogazioni per CQS e CQP. L’Osservatorio di Assofin, CRIF e Prometeia

Ripresa del credito alle famiglie – sostenuta soprattutto dal comparto dei mutui immobiliari che ha beneficiato del basso livello dei tassi di interesse – e minore rigidità delle politiche di erogazione rispetto all’apice della crisi finanziaria: sono questi i risultati principali della 30° edizione dell’Osservatorio sul credito al dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia per il 2010.

L’espansione del mercato appare tuttavia ancora debole e continua a essere condizionata dalle criticità del mercato del lavoro e da una riduzione del reddito disponibile che non sembrano permettere una solida inversione di tendenza.

L’andamento dei mutui immobiliari

È proseguito nel 2010 il trend di ripresa del mercato dei mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni grazie, soprattutto, al basso livello dei tassi di interesse che nel corso dell’anno hanno reso l’acquisto di abitazioni un’alternativa di investimento più appetibile rispetto agli strumenti finanziari. Nel 2010 tornano infatti a crescere le erogazioni di mutui alle famiglie consumatrici per acquisto di immobili (+8,7%), invertendo la contrazione in atto dal 2007. I dati più aggiornati mostrano, però, un arresto della crescita nel primo trimestre del 2011 (-0,2%). Per quanto riguarda gli altri mutui, il 2010 si è chiuso con una crescita dell’11,5% che è proseguita anche nel primo trimestre 2011 (+18,6%), trainata dalle operazioni di surrogazione e, in misura minore, da quelle di sostituzione di mutui già in essere. La nuova produzione del 2010 si riporta su un percorso di ricomposizione verso importi contrattuali maggiori, mentre si arresta la tendenza verso l’allungamento delle durate contrattuali. Permane, dunque, un atteggiamento di prudenza sia delle famiglie a sottoscrivere impegni finanziari onerosi e a lunga scadenza, sia degli operatori a concederli. Si conferma inoltre la preferenza delle famiglie italiane per il tasso variabile, stimolata anche dai bassi tassi di riferimento e dalle formule di protezione per il cliente contro eventuali innalzamenti dei tassi di interesse, come la fissazione di un tasso cap. I mutui indicizzati, infatti, rappresentano il 66% dei flussi erogati nel 2010. I dati aggiornati a fine marzo 2011 mostrano tuttavia un forte ritorno al tasso fisso (30% dei flussi erogati rispetto al 15% del 2010), favorito dal timore di rialzi dei tassi di riferimento e dalle proposte commerciali di alcuni operatori. Infine, nel collocamento dei mutui torna ad aumentare l’importanza  dello sportello bancario privilegiato, senza dubbio, per la rischiosità più contenuta della clientela che intercetta.

L’andamento del credito al consumo

Nel 2010 si conferma il trend negativo delle erogazioni di credito al consumo (-5,2% rispetto all’anno precedente), anche se in misura minore rispetto al 2009 (-11,2% rispetto all’anno precedente). I dati dei primi tre mesi del 2011 confermano tale trend evidenziando una riduzione complessiva delle erogazioni lievemente inferiore (-3,3%).  Il percorso di lento recupero del comparto è testimoniato dalle performance dei prodotti prestiti personali e altri finanziamenti finalizzati che mostrano evoluzioni positive delle erogazioni. In particolare, i prestiti personali che nel 2010 hanno replicato i volumi del 2009 (+0,1%), nei primi tre mesi del 2011 registrano una crescita (+10,7%). Tale miglioramento è da ricollegare a una maggiore focalizzazione degli operatori sul prodotto, meno impattato dal nuovo contesto normativo e al sempre maggior utilizzo nella sua collocazione del canale bancario, che riesce a raggiungere una clientela molto vasta e con un rischio di credito più contenuto. I finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni e servizi (appartenenti a settori diversi da quello auto/moto, quali arredamento, elettronica ed elettrodomestici, ciclomotori, viaggi ed altri beni e servizi finanziabili) chiudono il 2010 con una crescita (+4,7%), confermata anche nel primo trimestre del 2011 (+6,6%).  Mostrano invece un calo tutte le altre categorie di finanziamento. Il comparto dei finanziamenti finalizzati ad acquisti di autoveicoli e motocicli mostra una riduzione dei flussi erogati nel corso del 2010 pari al -11,4% e pari a -19,4% nel primo trimestre 2011, riflettendo l’andamento negativo delle immatricolazioni. Marcata anche la contrazione delle erogazioni di finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione (-13,8% a fine 2010 e -8,5% nel primo trimestre 2011) e di quelle via carte rateali/opzione (-5,4% nel 2010 e -4,1% nel primo trimestre 2011) indotte in entrambi i comparti dalla profonda riorganizzazione del business a seguito delle indicazioni di indirizzo dell’organo di vigilanza.

L’analisi della rischiosità

La chiusura del 2010 e i primi mesi del 2011 hanno evidenziato un andamento di complessivo lieve miglioramento del rischio di credito. Nei mutui immobiliari hanno continuato a produrre effetti positivi la moratoria, rinnovata per la prima parte del 2011, i decreti Bersani nella determinazione di piani di investimento più adatti alle possibilità delle famiglie e il Fondo di solidarietà per i mutui rivolti all’acquisto della prima casa. Gli interventi a sostegno delle famiglie, congiuntamente alla cautela delle politiche di offerta e di domanda, riportano a marzo 2011 il tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) ai livelli di inizio 2009, cioè all’1,8%. Nel comparto del credito al consumo, la riduzione del tasso di default, che scende al 2,9% a fine 2010 e si attesta al 2,7% nel primo trimestre 2011, risulta diffusa tra gli operatori. Nonostante il miglioramento della qualità del credito, gli indicatori di rischio permangono su livelli superiori a quelli pre-crisi.

Le prospettive

Lo scenario di limitata crescita economica delineato nei prossimi anni non consentirà il ritorno dei ritmi di crescita del credito alle famiglie degli anni pre-crisi. Le prospettive per il 2011 e per i prossimi anni confermano un andamento moderato dei consumi non essendosi consolidati segnali di rafforzamento della domanda, a fronte di un mercato del lavoro ancora stagnante e di una debole espansione del reddito disponibile reale, atteso nel 2011 in riduzione per il quarto anno consecutivo. Lo scenario delinea alcuni elementi di rottura rispetto alla fase pre-crisi, rendendo l’operatività più complessa anche dal lato dell’offerta. Nel 2011 e nel biennio successivo la modesta espansione dell’attività economica continuerà quindi a frenare lo sviluppo del credito al consumo e dei mutui che, pur registrando una crescita significativa, sconteranno l’aumento dei tassi di interesse. In questo scenario, l’evoluzione delle consistenze di credito al consumo erogate da banche e operatori specializzati continuerà a essere negativa nel corso del 2011 pari cioè a -1% rispetto all’anno precedente. Nel biennio 2012-2013 invece, grazie al lento riattivarsi della spesa delle famiglie, il mercato del credito al consumo potrebbe recuperare ritmi di crescita positivi, anche se contenuti: +1,5% e +3% rispettivamente. Per quanto riguarda il comparto dei prestiti per l’acquisto di abitazioni la crescita delle consistenze dovrebbe attestarsi, a fine 2011, intorno al +6,9% (dal +8,3% di fine 2010). Nel 2012, invece, l’impatto del graduale rialzo dei tassi di interesse sulla domanda delle famiglie e le politiche di offerta attente al controllo del rischio freneranno la crescita del mercato, che si attesterà ad un +6,3%. Solamente nel 2013, coerentemente con un progressivo consolidamento della crescita economica, l’evoluzione del comparto dovrebbe registrare un incremento del 6,4%.

Credito alle famiglie in lenta ripresa nel 2010 grazie ai mutui immobiliari. In calo però le erogazioni per CQS e CQP. L’Osservatorio di Assofin, CRIF e Prometeia ultima modifica: 2011-06-30T08:41:33+00:00 da Flavio Meloni

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