Credito, Banca d’Italia: nel 2015 migliora la dinamica di mutui e prestiti

Banca d'Italia Logo 2Nel 2015 i prestiti erogati da banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici sono tornati a crescere in tutto il Paese, con intensità maggiore al Centro Nord. L’incremento ha riguardato sia i finanziamenti per l’acquisto di abitazioni sia il credito al consumo. Alla dinamica positiva delle erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni in tutte le aree del Paese hanno contribuito fattori sia di domanda sia di offerta. È quanto emerge dall’ultima analisi della Banca d’Italia sull’economia delle regione italiane.

Secondo gli esperti di Palazzo Koch, sulla domanda hanno influito il miglioramento delle prospettive del mercato immobiliare e il basso livello dei tassi d’interesse. Dal lato dell’offerta, le condizioni applicate dalle banche si sono ulteriormente allentate nella seconda metà del 2015 in tutte le aree, ad eccezione del Mezzogiorno.

Per effetto della riduzione dei margini di interesse praticati dalle banche, il tasso sui nuovi contratti di mutuo ha continuato a scendere, in particolare per la tipologia a tasso fisso, in maniera diffusa sul territorio, anche se in misura lievemente più accentuata nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno. La riduzione del differenziale di costo tra mutui a tasso fisso e mutui a tasso variabile ha favorito un maggiore ricorso ai prestiti a tasso fisso. In base alla Rbls, la distensione nelle condizioni di accesso al credito delle famiglie si è manifestata non solo nel costo del credito e nelle quantità offerte, ma anche nella quota finanziata del valore dell’immobile (loan to value): per la prima volta dall’avvio della crisi finanziaria del 2008-09 essa è tornata ad aumentare, portandosi su valori compresi tra il 58 per cento del Mezzogiorno e il 61 per cento del Nord Est. Il loan to value continua tuttavia a essere inferiore in media di circa dieci punti percentuali rispetto al 2006.

Secondo i dati dell’indagine Eu-Silc, che consente di analizzare alcune caratteristiche del debito per mutui delle famiglie a livello regionale, nel 2014 (ultimo dato disponibile) un quarto delle famiglie italiane era indebitato per mutuo o credito al consumo, una quota sostanzialmente invariata rispetto al 2007. Nel Mezzogiorno l’incidenza era inferiore di 8 punti percentuali rispetto al resto del Paese, per la minore quota di famiglie con un mutuo. Le situazioni di potenziale vulnerabilità sono rimaste nel complesso contenute: nel 2014 le famiglie con un reddito inferiore al valore mediano e la cui rata del mutuo assorbiva almeno il 30 per cento del reddito erano comprese tra l’1,7 per cento del Mezzogiorno e il 2,2 del Nord Est.

Banche e confidi
Alla fine del 2015, dopo un triennio di flessione, si sono stabilizzati i prestiti delle banche operanti in Italia. Il miglioramento della dinamica creditizia è riconducibile principalmente ai prestiti erogati dalle banche non appartenenti ai primi cinque gruppi, soprattutto nel Nord Est e al Centro. L’orientamento fortemente espansivo della politica monetaria ha favorito un calo generalizzato del costo del credito. Nella media del quarto trimestre del 2015 i tassi di interesse praticati al sistema produttivo per i prestiti a breve termine sono risultati in diminuzione, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, in tutte le aree del Paese. Il differenziale nel costo del credito tra il Mezzogiorno e il Centro Nord è lievemente aumentato, portandosi a 2,2 punti percentuali, un valore elevato nel confronto storico.

La qualità del credito
Il miglioramento della congiuntura ha iniziato a riflettersi sull’andamento della qualità del credito. Nel 2015 il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai finanziamenti (tasso di ingresso in sofferenza) è rimasto stabile rispetto all’anno precedente. La dinamica è stata eterogenea tra le aree: le nuove sofferenze si sono ridotte nel Nord Ovest e, in misura più marcata, nel Mezzogiorno, dove sono comunque più elevate rispetto al resto del Paese (tav. 7.6); al Centro e nel Nord Est si è registrato un aumento dell’indicatore, trainato dal deterioramento della qualità dei prestiti alle imprese, principalmente quelle medio-grandi. L’aumento del tasso di ingresso in sofferenza nel settore delle imprese ha riguardato, in particolare, i comparti delle costruzioni e della manifattura al Centro e quelli delle costruzioni e dei servizi nel Nord Est. Per le famiglie, il flusso di nuove sofferenze è lievemente peggiorato rispetto al 2014 in tutte le aree. Si è stabilizzata la consistenza dei crediti deteriorati: in base ai dati della Centrale dei rischi, alla fine dell’anno essi oscillavano, in rapporto al totale dei prestiti alla clientela, tra il 18,9 per cento del Nord Ovest e il 37,6 del Mezzogiorno.

I confidi
Alla fine del 2015 erano iscritti negli elenchi tenuti dalla Banca d’Italia 508 confidi, in riduzione rispetto all’anno precedente; quelli sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia erano 56. Oltre la metà dei confidi erano localizzati nel Mezzogiorno. L’operatività dei confidi, misurata dalla media del valore delle garanzie concesse, risultava maggiore al Nord, soprattutto nel Nord Ovest, e minore nel Mezzogiorno. Nel 2015 il valore delle garanzie rilasciate dai confidi alle imprese si è ridotto in tutte le aree, soprattutto nelle regioni settentrionali. Sul calo dell’operatività ha influito l’accesso diretto da parte delle banche alla controgaranzia del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. La flessione dell’operatività è stata accompagnata da un aumento della rischiosità: in tutte le regioni è cresciuta l’incidenza delle sofferenze sui prestiti garantiti dai confidi. Essa ha raggiunto il valore più elevato in Calabria, collocandosi al 49,5 per cento dei prestiti.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

Credito, Banca d’Italia: nel 2015 migliora la dinamica di mutui e prestiti ultima modifica: 2016-07-11T13:08:36+00:00 da Redazione

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