Credito, Banca d’Italia: tra dicembre e febbraio erogazioni al settore privato su dell’1%

Banca d'Italia Logo 2Nei tre mesi terminanti in febbraio il credito al settore privato non finanziario è aumentato dell’1 per cento (al netto dei fattori stagionali e in ragione d’anno). La dinamica dei prestiti alle imprese si è attestata su valori moderatamente positivi (0,7 per cento); quella dei finanziamenti alle famiglie ha accelerato (1,3 per cento), sostenuta in parte dalla crescita del credito al consumo che ha beneficiato del miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e delle prospettive per il reddito disponibile. I mutui per l’acquisto di abitazioni sono aumentati dello 0,9 per cento. I prestiti alle imprese operanti nei comparti della manifattura e dei servizi sono cresciuti (rispettivamente del 3,4 e dello 0,5 per cento sui dodici mesi terminanti in febbraio, mentre il credito al settore delle costruzioni si è ridotto a ritmi analoghi a quelli osservati in autunno (-2,6 per cento). Permane un divario tra la dinamica dei prestiti alle società non finanziarie con almeno 20 addetti e a quelle di minore dimensione (0,6 e -2,8 per cento, rispettivamente). Lo rileva la Banca d’Italia nell’ultimo bollettino economico.

L’offerta e la domanda di credito

Secondo quanto indicato dalle banche italiane intervistate in dicembre nell’ambito dell’indagine trimestrale sul credito bancario nell’area dell’euro (Bank Lending Survey), nel quarto trimestre del 2015 i criteri di offerta dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie per l’acquisto di abitazioni hanno registrato un ulteriore lieve allentamento, stimolato soprattutto dalla pressione concorrenziale tra gli intermediari. Le più favorevoli condizioni di erogazione si sono tradotte in una riduzione dei margini applicati alla media dei prestiti; per le imprese, gli intermediari hanno inoltre segnalato un modesto calo degli oneri addizionali diversi dagli interessi e dei margini di interesse sui finanziamenti più rischiosi. Le banche incluse nell’indagine hanno dichiarato che è proseguita l’espansione della domanda di prestiti da parte delle aziende, favorita dal basso costo dei finanziamenti e spinta dal fabbisogno per scorte e capitale circolante nonché, in misura minore, per investimenti fissi. Anche la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie è rimasta sostenuta, stimolata da tassi di interesse particolarmente contenuti, in un contesto di maggiore fiducia dei consumatori e di miglioramento delle prospettive economiche generali. Nelle risposte ai quesiti specifici relativi alle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine avviate dalla Bce nel settembre 2014, le banche hanno segnalato che il ridotto ricorso alle operazioni più recenti è riconducibile in prevalenza all’assenza di difficoltà di finanziamento e ai timori riguardo a una domanda insufficiente di prestiti. Al contempo gli intermediari hanno anche indicato che la liquidità complessivamente ottenuta è stata utilizzata per sostituire altre operazioni di rifinanziamento presso l’Eurosistema e per erogare prestiti, soprattutto alle imprese; ha inoltre contribuito a un moderato allentamento dei termini e delle condizioni applicati ai nuovi finanziamenti.

Il costo medio dei nuovi finaziamenti

In febbraio il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese si è attestato all’1,7 per cento, un valore storicamente contenuto. Il costo dei nuovi finanziamenti di importo superiore e inferiore al milione di euro è rimasto sui livelli di novembre (1,1 e 2,7 per cento, rispettivamente). Il tasso applicato ai nuovi mutui è diminuito di circa 20 punti base per quelli a tasso fisso (2,7 per cento), mentre è rimasto pressoché stabile per i mutui a tasso variabile (2 per cento); nel complesso il differenziale con la media dell’area si mantiene contenuto (20 punti base).

Consulta il bollettino economico della Banca d’Italia

Credito, Banca d’Italia: tra dicembre e febbraio erogazioni al settore privato su dell’1% ultima modifica: 2016-04-18T11:30:25+00:00 da Redazione

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