Credito, Bce: a novembre prestiti al settore privato in contrazione dello 0,2%

Bce

L’Eurotower di Francoforte, sede della Banca centrale europea

“Il tasso di variazione dei prestiti delle Ifm (Istituizioni finanziarie monetarie, ndr)  al settore privato è stato pari a meno 0,2 per cento a novembre, dopo il meno 0,5 per cento di ottobre. La graduale ripresa delle dinamiche del credito è stata visibile sia per le famiglie sia per le imprese. Il tasso di variazione sui dodici mesi dei prestiti delle Ifm (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è stato pari al -1,3 per cento a novembre, a fronte del -1,6 per cento di ottobre e del minimo del -3,2 per cento di febbraio. La crescita sul periodo corrispondente dei prestiti alle famiglie ha accelerato in misura marginale allo 0,7 per cento a novembre, rimanendo leggermente superiore alla media osservata dagli inizi del 2013”. Lo si legge nel Bollettino di gennaio della Banca centrale europea.

“Nonostante questi andamenti positivi – prosegue il bollettino – il consolidamento dei bilanci bancari e le ulteriori esigenze di riduzione del grado di leva finanziaria in alcuni settori economici e giurisdizioni bancarie continua ad avere un impatto frenante sulle dinamiche del credito. Le riduzioni dei tassi sui prestiti bancari sono state significative dall’estate del 2014. Nel quarto trimestre del 2014, il costo nominale complessivo del finanziamento esterno per le società non finanziarie dell’area dell’euro è diminuito, dopo essere rimasto sostanzialmente invariato nell’autunno del 2014. Il costo del finanziamento tramite l’emissione di titoli di debito ha continuato a ridursi a gennaio 2015, mentre il costo del capitale di rischio si è stabilizzato.

Le flessioni sono ascrivibili all’orientamento accomodante della politica monetaria della Bce, al calo del costo di raccolta composito delle banche, che si è stabilizzato in prossimità di minimi storici, e all’accresciuta concorrenza tra le banche per i prestiti. I tassi sui prestiti sono ulteriormente diminuiti a novembre, in particolare per quanto riguarda quelli a lungo termine (l’indicatore del costo della raccolta per le Snf dell’area dell’euro è sceso al 2,5 per cento a novembre, rispetto al 2,8 per cento di giugno). I tassi sui mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono parimenti calati a novembre (l’indicatore del costo del finanziamento delle famiglie per l’acquisto di abitazioni è sceso al 2,6 per cento). Al contempo, il costo della raccolta tramite depositi per le banche è rimasto complessivamente stabile, mentre i rendimenti sulle obbligazioni bancarie sono lievemente diminuiti.

Le emissioni di titoli di debito delle Ifm sono rimaste negative e la contrazione dei bilanci in atto, unitamente al rafforzamento della base patrimoniale delle banche, sta riducendo la necessità per queste ultime di finanziarsi tramite emissioni di debito sul mercato. L’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro di gennaio 2015 indica miglioramenti delle condizioni di concessione dei prestiti; tuttavia, i criteri di erogazione del credito rimangono storicamente rigidi. Le banche hanno continuato ad allentare i criteri di concessione di prestiti alle SNF e alle famiglie (in termini netti) nel quarto trimestre del 2014. Questi andamenti positivi sono attribuibili al miglioramento dei costi della raccolta e delle condizioni di bilancio, nonché all’aumento delle pressioni competitive. Inoltre, si prevede che l’impatto delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Omrlt) sull’offerta di prestiti si traduca perlopiù in un restringimento dei margini di interesse. L’indagine rileva un aumento della domanda di prestiti per le Snf e per il credito al consumo, nonché un continuo incremento della domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni.

La domanda di prestiti delle imprese è riconducibile in gran parte al fabbisogno di finanziamento per investimenti fissi. Tuttavia, la crescita complessiva del finanziamento esterno delle società non finanziarie dell’area dell’euro, su base annua, resta relativamente debole. Stando ai più recenti dati di contabilità dell’area dell’euro, nel terzo trimestre del 2014 le emissioni di titoli di debito da parte di società non finanziarie dell’area dell’euro si sono ridotte ma sono state sufficienti, unitamente a consistenti emissioni azionarie, per più che compensare il calo dei rimborsi netti di prestiti bancari. I dati sulle emissioni di titoli per ottobre e novembre suggeriscono che i flussi restano positivi e sostengono un graduale incremento del finanziamento esterno delle Snf dell’area dellʼeuro”.

Credito, Bce: a novembre prestiti al settore privato in contrazione dello 0,2% ultima modifica: 2015-02-05T12:30:35+00:00 da Redazione

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