Credito: nel I trimestre 2013 contrazione del 5,9% di quello al consumo. Mutui in calo del 16,8%

La debolezza del contesto macroeconomico, sottolinea il report, ha fortemente condizionato il clima di fiducia delle famiglie, inducendole a rimandare o a rinunciare ai consumi, soprattutto quelli a valore elevato, determinando un calo della domanda di finanziamento per sostenerli. Nonostante condizioni finanziarie più distese dall’estate 2012, le politiche di offerta di credito alle famiglie si sono mantenute selettive prevalentemente a causa dell’aumentata rischiosità attuale e prospettica e dei più stringenti requisiti di capitale.

L’andamento del credito al consumo

Il mercato del credito al consumo torna a mostrare un trend molto negativo, riposizionandosi sui livelli registrati nel 2009. Infatti, le erogazioni hanno chiuso il 2012 in calo dell’11.7% rispetto al 2011, e la contrazione prosegue anche nel primo trimestre del 2013 (meno 5.9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

Nel dettaglio, i prestiti personali, dopo la ripresa del 2011, mostrano una decisa contrazione dei flussi nel 2012 (-15.4%), che resta double digit anche nel primo trimestre del 2013 (-10.8%).

I finanziamenti finalizzati ad acquisti di autoveicoli e motocicli chiudono il 2012 con un forte calo dei flussi erogati (-18%), che si attenua nel primo trimestre 2013 (-4.4%) seguendo l’andamento delle immatricolazioni a uso privato.

Infine, i finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione (CQS) risultano nel 2012 la forma tecnica con la performance delle erogazioni più negativa (-20.7%), tuttavia nel primo trimestre 2013 riescono a far segnare una flessione più contenuta (-3.5%).

Mostrano, invece, una relativa tenuta i finanziamenti a sostegno di consumi di importo più contenuto, che prevedono piani di rimborso meno impegnativi. Sebbene l’evoluzione complessiva delle erogazioni di finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni/servizi (appartenenti a settori quali arredo, ciclomotori, elettronica ed elettrodomestici e altri beni e servizi finanziabili, tra i quali viaggi, spese mediche, studi, ecc.) risulti negativa nel 2012 (-2.5%), si riporta in territorio positivo nel primo trimestre 2013 (+1.5%).

Infine, il comparto delle carte rateali/opzione nel 2012 si mantiene in crescita, seppur modesta (+0.7% la variazione dei flussi transati), che tuttavia si annulla nel corso del primo trimestre del 2013 (-2.8%). Tale risultato è attribuibile alla tenuta delle carte opzione, a fronte di una decisa contrazione dei volumi movimentati dalle carte rateali. Oltre alla preferenza degli utenti per la flessibilità della carta opzione, l’evoluzione riflette il maggior orientamento dell’offerta verso la progressiva sostituzione di carte rateali pure con carte multifunzione.

L’andamento dei mutui immobiliari

Il mercato dei mutui immobiliari alle famiglie consumatrici chiude il 2012 con volumi più che dimezzati rispetto all’anno precedente con i mutui per acquisto che fanno segnare una contrazione del -47%, e la componente degli “altri mutui” che registra un calo ancora più accentuato, pari a -70.7%. Il marcato trend negativo degli “altri mutui” è dovuto essenzialmente al crollo delle surroghe e delle sostituzioni, che sono state penalizzate dall’aumento degli spread applicati alle nuove erogazioni che le ha rese, di fatto, non più vantaggiose per le famiglie. Nel primo trimestre del 2013, tuttavia, le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici riescono a contenere il calo, sia nella componente dei mutui d’acquisto (meno 16.8% rispetto allo stesso periodo del 2012), sia soprattutto in quella degli “altri mutui” (meno 12.8%).

A conferma della cautela lato offerta e lato domanda, il rapporto tra il valore del finanziamento e quello dell’immobile (il cosiddetto loan-to-value ratio) si è ulteriormente ridotto nel 2012 fino ad assestarsi al 59%, mentre la percentuale di mutui con LTV superiore all’80% è scesa dal 6% al 5% delle erogazioni. Inoltre, la durata media dei nuovi mutui è rimasta pressoché invariata, intorno ai 22 anni, a fronte di importi medi erogati più contenuti: 123 mila euro quello per i mutui d’acquisto, 105 mila euro quello degli “altri mutui” (in calo rispetto all’anno precedente, quando erano pari a 133 mila e a 112 mila euro rispettivamente).

Secondo l’Osservatorio Assofin-CRIF-Prometeia nel 2012 si conferma anche la maggiore diversificazione delle tipologie di tasso applicato ai nuovi mutui, in linea con quanto già rilevato nel 2011. Infatti, se la metà delle erogazioni complessive è ancora stipulata a tasso variabile (il 52%), si rilevano nuovamente quote significative dei mutui a tasso fisso (23%) e a tasso misto (25%). I dati del primo trimestre 2013 confermano una maggior preferenza verso erogazioni a tasso variabile e misto, grazie ai tassi di mercato di riferimento ancora su livelli minimi, a discapito di quelle a tasso fisso.

L’analisi della rischiosità

Nel corso del 2012 e nel primo trimestre 2013 si è assistito ad un ulteriore peggioramento della qualità del credito, con il deterioramento dell’economia reale che ha avuto un impatto rilevante sull’equilibrio economico finanziario delle famiglie e sulla loro capacità di sostenere i debiti contratti.

A marzo 2013 il tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) del mercato del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (mutui immobiliari e credito al consumo) si attesta al 2.5% (+0.4 punti percentuali rispetto all’anno precedente) tornando sui livelli di marzo 2009.

Per quanto riguarda nello specifico il mercato del credito al consumo, nel marzo 2013 il tasso di default ha subito un lieve aumento raggiungendo il 2.6%, mentre nel segmento dei mutui immobiliari è passato dall’1.6% di marzo 2012 al 2% del primo trimestre 2013; nei prestiti personali questo indicatore si attesta al 3.9% mentre per i prestiti finalizzati raggiunge l’1.7%.

L’aumentata rischiosità influenza l’offerta di credito e le condizioni di erogazione dei finanziamenti, che risultano poco favorevoli per effetto dell’aumento degli spread a copertura di eventuali maggiori perdite su crediti e in difesa della redditività.

Le prospettive

Nel triennio 2013-2015 il credito alle famiglie sarà ancora condizionato dalla persistente fragilità dell’economia e dei bilanci delle famiglie ed evidenzierà tassi di crescita contenuti e una rischiosità più elevata rispetto al passato. In questo scenario il ricorso al credito delle famiglie rimarrà molto cauto anche per effetto di un parziale rinvio delle decisioni di investimento.

Allo stesso tempo le politiche di offerta continueranno a essere selettive per cercare di contenere il rischio della clientela, migliorare i coefficienti patrimoniali e ridurre il funding gap in un quadro di dipendenza dal finanziamento della Bce ancora rilevante e costi della raccolta relativamente elevati. Gli operatori del settore, quindi, per continuare a essere competitivi dovranno mettere in campo adeguate strategie di gestione del rischio, migliorare ulteriormente l’efficienza operativa, valorizzare sempre più la relazione con il cliente e sfruttare al meglio tutte le opportunità legate al crescente utilizzo della tecnologia nei servizi finanziari e nei sistemi di pagamento.

Nel triennio 2013-2015 i flussi di finanziamenti alle famiglie concessi da banche e società finanziarie saranno nel complesso più contenuti rispetto agli anni pre-crisi.

La previsione per il mercato del credito al consumo riflette ancora gli elementi di debolezza che continueranno a caratterizzare offerta e domanda. Le consistenze del credito al consumo registreranno ancora una riduzione nel 2013 (-2.1%), cui seguirà una fase di stabilità nel 2014 (+0.4%) per poi consolidare la crescita solo nell’ultimo anno della previsione (+2.3%).

Anche per il mercato dei mutui, nell’ultima parte del 2013 le consistenze sono attese in lieve riduzione (-0.4%), condizionate, come per gli altri segmenti del mercato, dalla debolezza delle condizioni finanziarie delle famiglie oltre che dalla fragilità del ciclo immobiliare. Nel biennio successivo, invece, le consistenze dovrebbero riprendere a crescere, sebbene su ritmi modesti: +0.9% nel 2014 e +2.8% nel 2015, grazie ai maggiori flussi erogati legati alla ripresa, seppur modesta, del reddito disponibile e al lento riavvio del mercato immobiliare.

La qualità del credito nel triennio 2013-2015 dovrebbe ancora peggiorare, con intensità e persistenza maggiori rispetto alla prima fase della crisi.

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Credito: nel I trimestre 2013 contrazione del 5,9% di quello al consumo. Mutui in calo del 16,8% ultima modifica: 2013-07-01T17:22:49+00:00 da Flavio Meloni

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