Credito Valtellinese, nel 2015 raddoppiate le erogazioni di mutui ai privati: 821 milioni

Creval LogoIl consiglio di amministrazione del Credito Valtellinese ha approvato il progetto di bilancio e i risultati consolidati al 31 dicembre 2015, sui quali, si legge in una nota, iniziano a riflettersi i primi segnali di ripresa dell’economia reale. Positiva è infatti la dinamica del credito, con un sensibile miglioramento delle nuove erogazioni.

I margini operativi da clientela sono sostenuti dalla resilienza del margine di interesse e dal progresso dei ricavi da commissioni. Gli aggregati patrimoniali Al 31 dicembre 2015 i crediti verso la clientela si attestano a 19 miliardi di euro, in leggero aumento (+0,2%) rispetto al 31 dicembre 2014.

La dinamica del credito è in miglioramento nel corso dell’anno, con nuove erogazioni che complessivamente sfiorano 2,3 miliardi di euro.

I nuovi mutui ai privati nell’anno raggiungono 821 milioni di euro e sono più che raddoppiati (+103%) rispetto allo scorso anno, con una percentuale di surroghe limitata al 15%, a fronte di una media di sistema del 32%.

I nuovi finanziamenti alle imprese registrano un incremento del 70%, meglio della media di sistema (+13%).

Il 50% delle nuove erogazioni è destinato alle imprese manifatturiere e commercio e oltre il 56% delle erogazioni si colloca nelle prime fasce di rating. Segnali positivi si riverberano anche sulla qualità del credito. Rallentano i nuovi flussi di credito deteriorato (538 milioni di euro lordi l’incremento nel 2015, rispetto a 950 milioni dell’esercizio precedente), per la gran parte provenienti dal settore immobiliare – costruzioni. Alla chiusura del periodo i crediti deteriorati (Non-Performing Exposure, NPE), al netto delle rettifiche di valore, totalizzano 3,4 miliardi, in aumento del 5,2% rispetto a fine dicembre 2014, con un “coverage ratio” del 40%, rispetto al 37% dell’anno precedente. Nel dettaglio, le sofferenze nette si attestano a 1,2 miliardi di euro, rispetto a 1,1 miliardi a fine dicembre 2014, con un coverage ratio pari al 57%. Le inadempienze probabili (“unlikely to pay”) raggiungono 1,8 miliardi di euro, con un coverage ratio del 25,5%, mentre 315 milioni sono rappresentati da esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.

La raccolta diretta registra una consistenza di 21,7 miliardi di euro, in aumento del 4,6% su dicembre 2014. La raccolta indiretta assomma a 12,1 miliardi di euro, con una crescita significativa – oltre 16% – della componente “under management”, prossima a 6,8 miliardi di euro. La raccolta netta nell’area del risparmio gestito raggiunge 490 milioni di euro nell’anno e mette a segno un + 73% rispetto al 2014. Le attività finanziarie si attestano a 5,4 miliardi di euro. Di queste, 5 miliardi di euro sono rappresentate da titoli di stato italiani, iscritti principalmente nel portafoglio AFS (Available for sale), con una duration di circa 2,51 anni, considerando la copertura del rischio di tasso. La riserva da valutazione sui titoli AFS, iscritta fra le poste del patrimonio netto al netto degli effetti fiscali, è positiva per 71 milioni di euro, rispetto ai 14 milioni a fine dicembre 2014. La riserva relativa ai titoli governativi è positiva per 27,2 milioni di euro, rispetto ai -2,5 milioni di euro a fine dicembre 2014.

La posizione di liquidità è ampiamente positiva. Il saldo netto di liquidità complessivo a tre mesi è attualmente pari a 3,6 miliardi di euro. L’esposizione nei confronti della BCE per operazioni di rifinanziamento TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operations) si attesta a 1,5 miliardi di euro. I requisiti di liquidità – LCR e NSFR – sono ampiamente al di sopra dei minimi richiesti dalla normativa di Basilea 3 per il 2018. Il patrimonio netto e i coefficienti patrimoniali Il patrimonio netto di pertinenza del Gruppo al 31 dicembre 2015 registra una consistenza di 2.183 milioni di euro. In applicazione del regime transitorio in vigore dal 2014, il Common Equity Tier1 (CET1), che include la quota dell’utile destinato a riserve, è pari a 2.034 milioni di euro a fronte di attività di rischio ponderate (RWAs) per 15,5 miliardi di euro. Il totale dei fondi propri assomma a 2.345 milioni di euro. I coefficienti patrimoniali si attestano rispettivamente a: – 13,1% il Common Equity Tier1 ratio in regime di applicazione transitorio (cosiddetto “phased in”), – 13,1% il Tier1 ratio “phased in”, – 15,1% il Total Capital ratio “phased in”.

Tali coefficienti risultano ampiamente superiori ai livelli minimi stabiliti dall’Autorità di vigilanza per il gruppo Creval nell’ambito del processo SREP e posizionano la banca tra i livelli più elevati nell’ambito del sistema bancario del Paese. Il Common Equity Tier1 ratio “fully loaded” è pari al 13,5%. I risultati economici Nel 2015 il margine di interesse si attesta a 465 milioni di euro, in riduzione del 3% rispetto a 479 milioni del 2014. Il margine da clientela evidenzia però una buona tenuta, principalmente per effetto delle azioni di repricing della raccolta. Lo spread commerciale è in miglioramento, attestandosi a 2,56%, nonostante la crescente pressione competitiva sui tassi di rendimento dell’attivo, in presenza di una sostanziale stabilità degli impieghi commerciali. La variazione è quindi principalmente ascrivibile alla componente da “carry trade” correlata alla ricomposizione del portafoglio titoli. Le commissioni nette assommano a 280,5 milioni di euro e registrano una crescita del 4,4% su base annua, sostenuta dalla dinamica particolarmente vivace delle commissioni dell’area finanza (collocamento risparmio gestito e bancassurance), che registrano un progresso del 18,8%. Sono in ripresa anche le commissioni relative alle operazioni di credito (+0,3%) e sistemi di pagamento (+0,4%), mentre sono in flessione del 3,8% quelle di gestione dei conti correnti.

Il risultato netto dell’attività di negoziazione, copertura e di cessione/riacquisto si attesta a 75 milioni di euro, rispetto a 119 milioni del periodo di raffronto, peraltro caratterizzato da risultati non ripetibili. Gli utili delle partecipazioni valutate a patrimonio netto contribuiscono per 11 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 20 milioni del 2014, per via della cessione della quota di partecipazione (18,4%) in ICBPI perfezionata a fine dicembre. I proventi operativi assommano a 855 milioni di euro e registrano una flessione del 5,4% rispetto a 904 milioni dell’anno precedente, che tuttavia comprendevano proventi dell’attività finanziaria non ripetibili. Gli oneri operativi totalizzano 551 milioni di euro, rispetto a 559 del periodo di confronto, e comprendono 19 milioni di euro quali oneri straordinari per il processo di risoluzione delle quattro banche italiane (Banca popolare Etruria e del Lazio, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti) avviato a novembre 2015. Al netto delle componenti non ricorrenti3 i costi sono sostanzialmente invariati.

Le spese per il personale raggiungono 295 milioni di euro, mentre le altre spese amministrative si attestano a 202 milioni di euro. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali, pari a 54 milioni di euro comprendono rettifiche relative alle customer list, ad esito dell’impairment test, per 18 milioni di euro. Il risultato netto della gestione operativa si attesta a 304 milioni di euro, rispetto a 345 milioni di euro del 2014. Le rettifiche nette di valore per deterioramento crediti e altre attività finanziarie assommano a 442 milioni di euro, con un costo del rischio di credito pari a 231 basis point, con il chiaro obiettivo di rafforzare significativamente il livello di coverage del complesso dei crediti deteriorati, che si attesta al 40%, anche in vista di possibili operazioni di cessione di portafogli di sofferenze Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri, pari a 18 milioni di euro, comprendono 12 milioni di euro quale accantonamento a fronte della contribuzione aggiuntiva che dovesse essere richiesta dal Fondo di Risoluzione come descritto all’art. 2 del Decreto Legge 183 del 22 novembre 2015 (Disposizioni urgenti per il settore creditizio). Assunzioni maggiormente conservative circa l’evoluzione del contesto macroeconomico e di settore, anche in considerazione dei rischi persistenti sulle prospettive di consolidamento della ripresa in atto, comportano la rilevazione di rettifiche di valore dell’avviamento per 70 milioni di euro, ad esito dell’impairment test effettuato a fine periodo sugli avviamenti iscritti nel bilancio consolidato (pari a 172 milioni di euro al 31 dicembre 2014).

La cessione della partecipazione ICBPI ha consentito la rilevazione di utili da cessione di investimenti e partecipazioni per 250 milioni di euro, importo comprensivo dell’effetto di rivalutazione della quota di partecipazione mantenuta (2%). Il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte si determina quindi in 24 milioni di euro. Le imposte sul reddito dell’esercizio risultano positive per 78 milioni di euro. Includono, tra altro, a) un beneficio fiscale straordinario correlato all’ACE (“Aiuto alla Crescita Economica” di cui all’art. 1 del D.L. 201/2011) per 5 milioni di euro, che si aggiunge al contributo ordinario ACE maturato al 31.12.2015 per 10 milioni di euro; b) le imposte differite attive relative all’impairment sull’avviamento per 12 milioni di euro. Tenuto conto della plusvalenza pari a 20 milioni di euro, al netto di imposte, relativa alla cessione del 100% di Finanziaria San Giacomo finalizzata nel secondo trimestre 2015 e di utili di pertinenza di terzi per 4 milioni di euro, il risultato netto consolidato dell’esercizio si rappresenta in 118 milioni di euro.

Le prospettive per l’esercizio in corso

La ripresa in Italia si sta rafforzando, anche se persistono rischi significativi sulla crescita economica, principalmente legati al contesto internazionale: il rallentamento in Cina e nelle economie emergenti, che potrebbe rivelarsi più marcato e duraturo del previsto, ulteriori ribassi delle quotazioni delle materie prime e una domanda inferiore alle aspettative, che manterrebbe ampi margini di capacità produttiva sottoutilizzata per un periodo prolungato. La ripresa in Italia dovrebbe comunque acquisire vigore nel biennio 2016-2017, sostenuta principalmente dalla domanda interna, a fronte di un più graduale rafforzamento degli scambi con l’estero. All’espansione dei consumi dovrebbe contribuire l’aumento del reddito disponibile grazie al miglioramento dell’occupazione. Gli investimenti potrebbero beneficiare di prospettive di domanda e condizioni di finanziamento più favorevoli. Al recupero del ciclo manifatturiero si affiancano segnali di espansione nei servizi e, dopo un lungo periodo di riduzione, di stabilizzazione nelle costruzioni. Tutte queste condizioni consentono di prefigurare la positiva evoluzione dell’attività della banca, principalmente orientata al supporto di famiglie e PMI, e conferiscono maggiore visibilità sul conseguimento di obiettivi gestionali coerenti con il ritorno ad una redditività sostenibile nel medio periodo. In una prospettiva di bassi tassi di interesse per un periodo ancora prolungato e di inasprimento dello scenario competitivo, la redditività sarà sostenuta dalla ripresa dei volumi di credito e dalla dinamica dei ricavi da commissioni, con un progressivo miglioramento del costo del rischio di credito.

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Credito Valtellinese, nel 2015 raddoppiate le erogazioni di mutui ai privati: 821 milioni ultima modifica: 2016-02-11T14:00:53+00:00 da Redazione

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