Economia Friuli Venezia Giulia, Banca d’Italia: in crescita dello 0,4% le erogazioni di credito nel primo semestre

Banca Italia LogoI prestiti bancari alla clientela residente nel Friuli Venezia Giulia, in calo dal primo trimestre 2012, sono tornati ad aumentare nella prima metà del 2015, seppur in maniera modesta: a giugno il tasso di variazione sui dodici mesi è stato dello 0,4 per cento (-2,6 a dicembre 2014). Lo rileva l’ultima edizione della periodica analisi della Banca d’Italia Nello stesso periodo il credito, al netto dei finanziamenti alle società finanziarie e assicurative e alle amministrazioni pubbliche, si è lievemente ridotto (-0,2 per cento). Il calo ha riguardato solo le piccole imprese (-3,0 per cento a giugno 2015), mentre i finanziamenti concessi a quelle medie e grandi sono tornati a crescere (0,7 per cento); i crediti erogati alle famiglie consumatrici sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,1 per cento). Secondo i dati ancora provvisori relativi al mese di agosto il credito alle imprese è tornato a espandersi all’1,8 per cento; i prestiti alle famiglie sono rimasti pressoché invariati (0,1 per cento).

Il credito alle imprese
La riduzione del credito concesso da banche e società finanziarie alle imprese con sede in regione si è attenuata: alla fine del secondo trimestre il calo sui dodici mesi è stato pari allo 0,7 per cento (-0,9 a dicembre). Sono però cresciuti i finanziamenti alle attività manifatturiere (2,1 per cento), riflettendo la dinamica positiva dei comparti dei macchinari e dei mezzi di trasporto. Nelle costruzioni e nei servizi il credito si è ridotto rispettivamente del 4,5 e dello 0,6 per cento. Al netto delle posizioni in sofferenza, la diminuzione ha interessato tutte le principali tipologie di finanziamento benché con diversa intensità. Si è attenuata la riduzione dei prestiti a medio e a lungo termine (-0,9 per cento a giugno, -2,7 a dicembre), riflettendo in parte i primi segnali di ripresa degli investimenti da parte delle imprese. La riduzione è stata più marcata per i crediti indirizzati al finanziamento del capitale circolante: gli anticipi sui crediti commerciali sono scesi del 5,9 per cento, mentre le aperture di credito in conto corrente del 13,7 per cento. Nel primo semestre del 2015 i tassi di interesse sui prestiti a breve termine sono scesi al 5,2 per cento mentre quelli sulle nuove erogazioni a medio e a lungo termine si sono ridotti al 3,1 per cento (3,5 a dicembre). Secondo l’indagine della Banca d’Italia condotta nel mese di settembre presso i principali intermediari che operano nella regione (Regional Bank Lending Survey – RBLS), nel primo semestre del 2015 è continuata la ripresa della domanda di finanziamenti. Il recupero, cominciato nella seconda metà del 2014, ha caratterizzato le imprese della manifattura e dei servizi, mentre nel comparto delle costruzioni le richieste di finanziamento continuano a diminuire. Per il secondo semestre consecutivo sono aumentate le richieste di credito indirizzate al finanziamento degli investimenti; è proseguita inoltre la crescita della domanda finalizzata al sostegno del capitale circolante e a operazioni di ristrutturazione delle posizioni debitorie. Dal lato dell’offerta, le condizioni di accesso al credito si sono ulteriormente allentate anche per il contributo della politica monetaria espansiva della Bce. Il miglioramento è ascrivibile sia alla riduzione dei margini applicati ai finanziamenti sia all’aumento delle quantità offerte.

Il credito alle famiglie
Nei dodici mesi terminanti a giugno il credito alle famiglie consumatrici, concesso da banche e società finanziarie, è lievemente diminuito (-0,5 per cento; -0,9 per cento a dicembre 2014). Nello stesso periodo i mutui immobiliari, che costituiscono poco meno di due terzi dei finanziamenti concessi alle famiglie consumatrici, sono calati dello 0,4 per cento, in attenuazione rispetto a dicembre. I flussi di nuovi finanziamenti per l’acquisto di abitazioni sono cresciuti, confermando le indicazioni qualitative fornite dagli operatori bancari nell’indagine RBLS. Nei primi sei mesi dell’anno l’ammontare dei nuovi mutui è salito del 67,8 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2014; al netto delle surroghe e delle sostituzioni l’incremento sarebbe stato del 29,8 per cento. L’aumento ha interessato principalmente i contratti a tasso fisso, la cui incidenza sul totale delle nuove erogazioni è aumentata al 52 per cento (43 al netto delle surroghe e delle sostituzioni). Tale andamento è in parte spiegato dal differenziale di costo tra le erogazioni a tasso fisso e variabile, che si è dimezzato da dicembre attestandosi a circa 60 punti base. Nello stesso periodo il tasso di interesse sul complesso dei nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è sceso dal 3,2 per 2,8 per cento. Alla fine di giugno, il credito al consumo è diminuito dello 0,3 per cento su base annua; alla crescita della componente bancaria (0,6 per cento) si è contrapposto il calo di quella delle società finanziarie (-1,4 per cento). Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, nella prima metà del 2015 le richieste di credito delle famiglie hanno continuato ad aumentare. La domanda, in crescita da quattro semestri, si è ulteriormente rafforzata nella prima parte dell’anno sia nella componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni sia in quella del credito al consumo. È proseguito l’allentamento dei criteri di accesso al credito, con l’aumento delle quantità offerte e la riduzione dei margini applicati sia alla clientela media sia a quella più rischiosa.

La qualità del credito
Nella media dei quattro trimestri terminanti a giugno il flusso delle nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti di inizio periodo è salito al 3,1 per cento dal 2,3 di dicembre; l’indice si è riportato sui livelli massimi registrati alla fine del 2013. Il peggioramento della qualità ha caratterizzato sia il comparto produttivo sia le famiglie. Il tasso di ingresso in sofferenza del credito alle imprese è salito al 4,6 per cento. L’indicatore è peggiorato in tutti i settori ed è rimasto più elevato nel settore delle costruzioni (7,8 per cento). Il flusso di nuove sofferenze sui finanziamenti alle famiglie consumatrici è aumentato a giugno all’1,1 per cento, raggiungendo il livello massimo dall’inizio della crisi del 2008. L’incidenza sul totale dei finanziamenti a residenti delle altre esposizioni deteriorate (che, da gennaio 2015, comprendono le inadempienze probabili, le esposizioni scadute e/o gli sconfinamenti) si è attestata al 7,9 per cento a giugno (7,6 alla fine di dicembre). Dopo aver registrato un ulteriore aumento nei primi tre mesi dell’anno, l’indicatore è sceso nel secondo trimestre.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

 

Economia Friuli Venezia Giulia, Banca d’Italia: in crescita dello 0,4% le erogazioni di credito nel primo semestre ultima modifica: 2015-11-11T14:21:23+00:00 da Redazione

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