Economia Lazio, Banca d’Italia: credito in espansione dello 0,6% nel primo semestre

Banca d'Italia Logo 2Nella prima parte del 2015 si è confermata la crescita moderata dei prestiti bancari al settore privato non finanziario (famiglie e imprese), evidenziatasi sul finire del 2014 (0,6 per cento a giugno 2015; dall’1,0 di dicembre 2014). Il lieve aumento ha riflesso principalmente quello dei finanziamenti alle imprese (0,8 per cento), favorito dal miglioramento congiunturale e sostenuto da operazioni straordinarie di imprese di grandi dimensioni. I prestiti alle famiglie hanno registrato un contenuto aumento (0,3 per cento) per la prima volta dall’inizio del 2013. Sulla base di prime informazioni disponibili, nei mesi estivi i prestiti bancari alle imprese avrebbero ristagnato, quelli alle famiglie sarebbero cresciuti su ritmi analoghi al primo semestre. Secondo le informazioni dell’indagine della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano nella regione (Regional Bank Lending Survey, RBLS), nella prima parte del 2015 è proseguita, divenendo più intensa, la ripresa della domanda di credito delle imprese e delle famiglie; a questa si è associato un allentamento dei criteri di offerta di credito delle banche.

Il credito alle imprese
Nella prima metà del 2015 l’ampliamento del credito bancario alle imprese ha interessato solo quelle medio-grandi (1,0 per cento); per le piccole la riduzione si è attestata su quella registrata alla fine del 2014 (-0,6 per cento). L’aumento per le aziende di maggiori dimensioni ha riflesso anche gli effetti di alcune operazioni straordinarie di importanti imprese dei servizi; al netto di queste i prestiti, dopo una lunga fase di riduzione, si sarebbero stabilizzati dalla fine del 2014. Secondo le indicazioni tratte dalla RBLS, l’andamento dei prestiti bancari ha risentito della ripresa della domanda di credito delle imprese che, in atto già dal secondo semestre dello scorso anno, si è rafforzata nella prima metà del 2015. Il recupero ha interessato quelle manifatturiere e dei servizi mentre la domanda del comparto edile ha continuato a ridursi. Le richieste delle imprese sono state ancora indirizzate prevalentemente al sostegno del capitale circolante e alla ristrutturazione delle posizioni debitorie pregresse. Nelle previsioni degli intermediari l’espansione della domanda di credito dovrebbe proseguire anche nella seconda metà del 2015. Anche sotto l’impulso della politica monetaria espansiva, nel primo semestre del 2015 le condizioni praticate alle imprese hanno registrato un allentamento. Il miglioramento delle condizioni di offerta si è tradotto in una riduzione dei tassi applicati ai finanziamenti, anche per quelli più rischiosi, e in un aumento delle quantità offerte. Per la seconda parte dell’anno gli intermediari non prefigurano mutamenti sostanziali nelle politiche di offerta. Le indicazioni delle banche trovano riscontro nelle informazioni tratte dal sondaggio della Banca d’Italia presso le imprese industriali e dei servizi non finanziari, condotto tra settembre e ottobre di quest’anno. Le imprese intervistate hanno segnalato sia un moderato aumento della domanda di finanziamenti sia un’attenuazione delle tensioni nell’accesso al credito. Nel primo semestre del 2015 la quota di aziende che ha riscontrato un peggioramento nelle condizioni di indebitamento è ulteriormente diminuita (a circa il 6 per cento, rispetto all’8 e al 21 rilevati rispettivamente a marzo 2015 e a settembre 2014). Per la seconda parte dell’anno, la quota di imprese che prefigura un peggioramento delle condizioni di accesso al credito rimarrebbe sostanzialmente stabile. L’aumento dei prestiti si è differenziato per intensità tra i comparti produttivi. Sulla base delle informazioni della Centrale dei Rischi, fornite da banche e società finanziarie, la crescita nel comparto manifatturiero (2,3 per cento) è risultata più ampia di quella registrata nelle costruzioni e nei servizi (rispettivamente 1,6 e 0,3 per cento). Nel primo semestre del 2015, per le imprese è proseguita la flessione dei tassi di interesse a breve termine sulle operazioni in essere che si sono portati al 5,3 per cento (6,3 per cento nell’ultimo trimestre del 2014). Alla riduzione, avviatasi nella seconda parte del 2014, ha contribuito prevalentemente il calo dei tassi alle imprese medie e grandi, in particolare del manifatturiero; per le aziende di piccole dimensioni il costo dei prestiti è rimasto stazionario dalla fine del 2014. Nella prima metà del 2015, i tassi sui nuovi prestiti a medio e lungo termine concessi alle imprese si sono ridotti in misura moderatamente più ampia, portandosi al 2,3 per cento dal 3,5 per cento del trimestre finale del 2014.

Il credito alle famiglie
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, a giugno i finanziamenti alle famiglie consumatrici si sono ridotti dello 0,5 per cento; il calo del credito al consumo e degli altri prestiti (rispettivamente -2,0 e -1,2 per cento) è stato solo in parte bilanciato dal moderato aumento dei mutui (0,2 per cento). In particolare, nel primo semestre del 2015 le nuove erogazioni di mutuo per l’acquisto delle abitazioni, al netto delle surroghe e delle sostituzioni, sono cresciute del 24,0 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2014, raggiungendo un valore pari a 1,9 miliardi di euro. Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, l’aumento dei mutui è stato favorito sia dal rafforzamento della domanda, in ripresa dal 2014 dopo un triennio di forte riduzione, sia dal miglioramento delle condizioni di finanziamento, in particolare di costo. Sull’andamento delle nuove erogazioni ha influito anche l’aumento della quota degli acquisti immobiliari finanziati con prestiti che ha interessato l’area metropolitana di Roma. Per la seconda metà dell’anno l’indagine presso gli intermediari prefigura la prosecuzione dell’espansione della domanda per mutui e la sostanziale stabilità delle condizioni di offerta alle famiglie. Dalla fine del 2014 i tassi medi applicati sui nuovi contratti di mutuo sono ulteriormente calati, portandosi al 2,9 per cento nel secondo trimestre del 2015 (dal 3,2). La riduzione dei tassi ha interessato sia i contratti a tasso fisso (dal 3,7 al 3,3 per cento di fine 2014) sia quelli a tasso variabile (dal 2,9 al 2,6 per cento). Pur rimanendo prevalenti le erogazioni a tasso variabile, nella prima metà del 2015 è aumentata l’incidenza di quelle a tasso fisso che hanno superato il 40 per cento (era poco più di un quinto nel secondo semestre 2014).

La qualità del credito
Il miglioramento del quadro congiunturale non si è ancora riflesso sulla qualità del credito che è rimasta sostanzialmente stabile. Nella media dei quattro trimestri terminanti a giugno 2015, il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti di inizio periodo si è portato al 2,8 per cento (dal 2,7 di fine 2014). Il tasso di ingresso in sofferenza delle imprese è lievemente aumentato al 4,3 per cento; per le famiglie consumatrici l’indicatore, pur restando su valori contenuti, è cresciuto di due decimi di punto, all’1,3 per cento. Il permanere di difficoltà da parte delle imprese si evidenzia anche dall’analisi delle posizioni caratterizzate da anomalie meno gravi nel rimborso del debito che possono anticipare l’evoluzione futura del flusso di sofferenze: a giugno del 2015, l’incidenza dei crediti deteriorati diversi dalle sofferenze sul totale dei prestiti è salito al 14,3 per cento, dal 14,1 di fine 2014. Tra i diversi comparti di attività la dinamica di tali posizioni è risultata differenziata: l’aumento dell’indice per le costruzioni e i servizi è stato solo in parte bilanciato dalla diminuzione nel manifatturiero. L’avvio ancora lento della ripresa economica e i tempi lunghi delle procedure di recupero dei crediti ostacolano il rapido riassorbimento dell’elevato volume di prestiti in sofferenza accumulato negli anni di crisi. A giugno del 2015, secondo le segnalazioni fatte alla Centrale dei rischi dagli intermediari (banche, società finanziarie e società veicolo) l’incidenza delle sofferenze sui prestiti si è portata al 26,1 per cento per le imprese e al 10,5 per cento per le famiglie (rispettivamente, dal 25,4 e 10,2 per cento della fine del 2014).

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Economia Lazio, Banca d’Italia: credito in espansione dello 0,6% nel primo semestre ultima modifica: 2015-11-27T18:39:23+00:00 da Redazione

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