Economia Liguria, Banca d’Italia: nei primi sei mesi dell’anno finanziamenti in contrazione dell’1,7%

Banca Italia LogoNel primo semestre del 2015 i prestiti bancari alla clientela residente in Liguria si sono ridotti a un ritmo meno intenso rispetto a quello registrato alla fine dell’anno precedente: secondo la periodica indagine che la Banca d’Italia dedica all’economia regionale, nei dodici mesi terminanti a giugno il calo è stato dell’1,7 per cento (-2,2 a dicembre 2014). Mentre i finanziamenti alle famiglie consumatrici si sono sostanzialmente stabilizzati, quelli alle imprese hanno continuato a contrarsi. Gli intermediari bancari partecipanti alla Regional Bank Lending Survey (RBLS) hanno segnalato una lieve ripresa della domanda di credito e un leggero allentamento delle condizioni di offerta. Nei mesi estivi il calo dei finanziamenti si è ulteriormente attenuato (-1,3 per cento ad agosto).

Il credito alle imprese
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, a giugno 2015 il credito al settore produttivo è diminuito del 4,1 per cento (-2,8 a dicembre 2014). La contrazione è stata particolarmente accentuata nel comparto manifatturiero (-16,1 per cento), soprattutto per effetto della riduzione dell’indebitamento bancario di alcune imprese appartenenti a grandi gruppi industriali; al netto di tali posizioni, la flessione dei crediti sarebbe stata molto più contenuta (-1,8 e -5,4 per cento, rispettivamente, per il totale e per il solo comparto manifatturiero). Nelle costruzioni il calo dei finanziamenti si è lievemente accentuato (al -2,0 per cento), mentre si è attenuato nei servizi (al -0,8 per cento). I tassi di interesse a breve termine praticati dal sistema bancario alle imprese liguri si sono ridotti (5,9 per cento nel secondo trimestre del 2015; 6,4 nel quarto trimestre del 2014). Il calo ha interessato tutti i comparti di attività economica e anche le piccole imprese; tuttavia, il differenziale tra le condizioni a esse applicate e quelle, più favorevoli, praticate alle imprese di maggiori dimensioni si è marginalmente ampliato (portandosi a 3,7 punti). Anche il Taeg sulle nuove erogazioni a medio e a lungo termine si è ridotto (al 2,7 per cento nel secondo trimestre del 2015; 3,6 nell’ultimo trimestre del 2014).

Il credito alle famiglie
I finanziamenti complessivi alle famiglie consumatrici, comprendenti i prestiti bancari e quelli delle società finanziarie, si sono stabilizzati, dopo un calo che si protraeva dal 2012. Il credito al consumo e i prestiti sotto forma di aperture di credito in conto corrente e di mutui non destinati all’acquisto di abitazioni hanno ripreso a espandersi (rispettivamente dello 0,5 e dell’1,2 per cento). I mutui abitativi hanno continuato a diminuire, sebbene in misura più contenuta rispetto all’anno precedente (-0,5 per cento; -0,8 a dicembre 2014). Nel primo semestre del 2015 le erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni sono aumentate di quasi il 60 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014, in linea con le evidenze della RBLS, secondo le quali alla ripresa della domanda si è associato un allentamento delle condizioni di offerta, in termini sia di quantità, sia di prezzo. Tuttavia, l’incremento dei nuovi mutui riflette anche la forte espansione delle surroghe, che hanno rappresentato circa un quarto del valore delle operazioni. Per la prima volta dal 2008 le erogazioni a tasso fisso hanno superato quelle a tasso variabile, dato il livello particolarmente contenuto delle condizioni economiche a tasso fisso praticate sui contratti a scadenza protratta. Il Taeg medio complessivo sulle nuove operazioni è ulteriormente diminuito (2,9 per cento nel secondo trimestre del 2015, un decimo di punto in meno rispetto all’ultimo trimestre del 2014).

La qualità del credito
Nei dodici mesi terminanti a giugno 2015 il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti di inizio periodo è salito al 2,8 per cento (2,5 per cento a fine 2014). Per le imprese l’indicatore è risalito al 4,1 per cento (3,5 per cento a dicembre); per le famiglie è rimasto stabile all’1,2 per cento. Anche le posizioni caratterizzate da anomalie meno gravi (inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti) hanno continuato ad aumentare leggermente, portandosi al 10,4 per cento dei prestiti totali: il dato riferito alle imprese è salito al 14,7, mentre quello delle famiglie è rimasto stabile (4,0 per cento). A giugno 2015 le partite deteriorate totali, comprensive anche delle sofferenze, hanno raggiunto il 24,9 per cento dei finanziamenti complessivi (23,7 per cento a fine 2014; 24,8 il dato di giugno per l’Italia). Circa un terzo dei crediti alle imprese presentava anomalie nel rimborso; il comparto caratterizzato da maggiore rischiosità ha continuato a essere quello delle costruzioni.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

Economia Liguria, Banca d’Italia: nei primi sei mesi dell’anno finanziamenti in contrazione dell’1,7% ultima modifica: 2015-11-12T12:35:43+00:00 da Redazione

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