Economia Lombardia, Banca d’Italia: prestiti in diminuzione dell’1,2% nei primi sei mesi dell’anno

Banca Italia LogoI segnali di ripresa dell’attività produttiva si sono in parte riflessi sulla dinamica del credito erogato alla clientela residente nella regione Lombardia. Secondo l’analisi periodica della Banca d’Italia dedicata all’economia regionale, l’andamento flettente dei prestiti si è attenuato nel primo semestre del 2015, risalendo progressivamente dal punto di minimo raggiunto negli ultimi mesi del 2013. A giugno il calo è stato dell’1,2 per cento su base annua, a fronte di una diminuzione del 2,9 per cento nello scorso dicembre. La tendenza è proseguita anche nei mesi estivi (-0,6 per cento ad agosto). La variazione ancora negativa è stata determinata dai prestiti al settore produttivo, scesi a giugno del 3,2 per cento, una contrazione meno intensa di quella registrata alla fine dello scorso anno (-4,2 per cento a dicembre). Al calo si è associato un ricorso ancora importante al finanziamento di tipo obbligazionario, sebbene più contenuto che in passato. Dopo la stagnazione del 2014 (0,2 per cento la variazione nel dicembre scorso), nel primo semestre dell’anno i prestiti alle famiglie hanno ripreso a espandersi (0,9 per cento a giugno). Le tendenze in atto nel primo semestre dell’anno sono proseguite anche nei mesi estivi: ad agosto il credito alle imprese è calato dell’1,6 per cento, mentre l’espansione dei prestiti alle famiglie si è ulteriormente rafforzata, portandosi all’1,1 per cento. Secondo le informazioni tratte dalla rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Lombardia (Regional Bank Lending Survey, RBLS), l’andamento dei finanziamenti bancari a imprese e famiglie ha beneficiato sia di un miglioramento delle condizioni di accesso al credito, sia di una ripresa della domanda di prestiti.

Il credito alle imprese
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, il credito al settore produttivo lombardo è diminuito su base annua del 3,1 per cento a giugno, in attenuazione rispetto all’anno passato (-3,8 per cento a dicembre). Gli andamenti sono risultati tuttavia differenziati tra settori di attività economica. Nel comparto manifatturiero si è arrestata la contrazione dei finanziamenti: a giugno il credito è lievemente cresciuto, dello 0,2 per cento su base annua a fronte di una diminuzione dell’1,5 per cento dello scorso dicembre. I prestiti al terziario hanno invece continuato a ridursi, sebbene a ritmi progressivamente meno intensi (-3,3 per cento a giugno, -4,4 per cento a dicembre). Al contrario, le perduranti difficoltà che hanno interessato il settore delle costruzioni si sono accompagnate a un’accentuazione della flessione dei finanziamenti (-3,8 per cento a giugno; -2,0 per cento a dicembre). Nei mesi estivi si sono confermate le dinamiche della prima parte dell’anno: i prestiti alle imprese sono scesi dell’1,7 per cento ad agosto, con un incremento per le imprese della manifattura (1,2 per cento), a fronte di ulteriori cali nei servizi e nelle costruzioni (-2,3 e -2,7 per cento ad agosto, rispettivamente). La riduzione dei prestiti si è in parte associata al ricorso delle imprese a forme di finanziamento di tipo obbligazionario. Nei dodici mesi terminanti a giugno, le emissioni nette da parte di imprese non finanziarie lombarde sono state pari a circa 1,8 miliardi di euro, a fronte dei 4,1 miliardi del 2014. In base a un campione di quasi 100 mila società di capitale con sede in Lombardia, nella prima parte dell’anno si sono accentuate le differenze nella dinamica dei crediti tra le imprese giudicate più solide in base agli indicatori di bilancio e le altre aziende. In particolare la flessione dei crediti è stata circoscritta in media alle imprese più fragili, mentre hanno ripreso a espandersi i finanziamenti alle aziende meno rischiose. Secondo le indicazioni tratte dalla Regional Bank Lending Survey, la ripresa della domanda di credito delle imprese, in atto dal secondo semestre dello scorso anno, si è consolidata nella prima metà del 2015. Il recupero ha interessato in prevalenza le imprese manifatturiere; la domanda è rimasta debole nei servizi, mentre è ancora diminuita nel comparto edile. Le richieste di credito sono state determinate principalmente da esigenze di gestione del capitale circolante; nel semestre si sono anche intensificate le necessità di finanziamento volte a sostenere gli investimenti produttivi. Nelle previsioni degli intermediari il rafforzamento della domanda di prestiti dovrebbe proseguire nella seconda metà del 2015. Le politiche di offerta del credito hanno continuato a manifestare segnali di distensione, anche sotto l’impulso dell’orientamento espansivo della politica monetaria. Nel primo semestre dell’anno, il miglioramento delle condizioni di indebitamento si è tradotto in una riduzione dei margini applicati ai finanziamenti e in un aumento delle quantità offerte. Per il secondo semestre del 2015 le banche prefigurano politiche di offerta sostanzialmente stabili. Le indicazioni delle banche trovano riscontro nelle informazioni tratte dall’indagine della Banca d’Italia presso le imprese industriali e dei servizi non finanziari con almeno 20 addetti. La quota di aziende che hanno segnalato un inasprimento dei criteri di finanziamento è ulteriormente scesa nel corso dell’anno, confermandosi ampiamente inferiore alla percentuale di imprese che hanno riscontrato un miglioramento. Nelle previsioni per il secondo semestre le condizioni del mercato del credito dovrebbero mantenersi pressoché immutate. Il tasso di interesse medio praticato alle imprese sui prestiti a breve termine, pari al 4,9 per cento nel secondo trimestre dell’anno, è sceso di quattro decimi di punto rispetto alla fine del 2014. L’onerosità dei finanziamenti ha continuato a essere più elevata per le piccole imprese e per quelle del settore delle costruzioni. Il costo delle nuove erogazioni a medio e lungo termine si è attestato al 2,8 per cento nel secondo trimestre, valore simile a quello della fine del 2014.

Il credito alle famiglie
Nel primo semestre del 2015 l’andamento del credito alle famiglie consumatrici ha mostrato lievi segnali di ripresa: nei dodici mesi terminanti a giugno i finanziamenti erogati dalle banche e dalle società finanziarie sono cresciuti dello 0,3 per cento. Il credito al consumo ha continuato a contrarsi, seppure a ritmi più contenuti rispetto al passato (-0,7 per cento). Le consistenze dei finanziamenti a medio e a lungo termine per l’acquisto delle abitazioni sono risultate sostanzialmente stabili (0,1 per cento la variazione annua a giugno 2015), per effetto di un aumento delle erogazioni che ha controbilanciato i rimborsi; la dinamica ancora modesta fa comunque registrare un miglioramento rispetto alle flessioni del biennio precedente. Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, le richieste di credito delle famiglie, che erano tornate ad aumentare nel 2014 dopo due anni e mezzo di forte riduzione, sono cresciute anche nel primo semestre dell’anno in corso. La maggiore domanda ha interessato sia i mutui per l’acquisto di abitazioni, sia la componente del credito al consumo. Secondo le previsioni degli intermediari, l’espansione dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi. Dal lato dell’offerta, nel primo semestre del 2015 sono state confermate le indicazioni di maggiore distensione delle politiche di erogazione adottate dalle banche. In particolare, il miglioramento ha riguardato gli spread applicati, soprattutto sui mutui meno rischiosi, e le quantità offerte; le condizioni in termini di quota finanziata rispetto al valore dell’immobile (loan to value) sono invece rimaste invariate. Per la seconda parte del 2015, gli intermediari prefigurano una sostanziale stabilità delle condizioni praticate alle famiglie. In linea con il recupero registrato nel mercato immobiliare, le erogazioni di nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni sono tornate a crescere in misura sensibile nella prima metà del 2015, a fronte dei modesti incrementi registrati nei due semestri precedenti. I nuovi finanziamenti sono stati pari a 3,9 miliardi di euro, oltre un miliardo in più rispetto allo stesso semestre del 2014. Tuttavia, una parte rilevante dell’incremento è attribuibile a surroghe di finanziamenti già in essere, la cui quota sulle nuove erogazioni è passata dall’1,5 per cento del primo semestre del 2014 al 17,3 della prima metà dell’anno in corso. La crescita delle surroghe è stata stimolata anche dalla diminuzione dei tassi applicati, che a giugno si sono attestati al 2,7 per cento (2,9 alla fine del 2014). La riduzione dei tassi si è estesa anche ai contratti non indicizzati, che sono arrivati a rappresentare circa il 34 per cento del totale dei nuovi mutui, quasi 20 punti percentuali in più rispetto al secondo semestre del 2014.

La qualità del credito
Nei dodici mesi terminanti a giugno il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti di inizio periodo si è attestato all’1,8 per cento, valore analogo a quello della fine del 2014 e che si conferma significativamente più contenuto del dato medio nazionale. L’indicatore riferito alle famiglie è risultato pari all’1,3 per cento, sostanzialmente stabile da circa un triennio. Anche per le imprese il tasso di ingresso in sofferenza si è mantenuto sui livelli registrati nell’anno passato (3,4 per cento). La qualità del credito è rimasta sostanzialmente invariata nei diversi comparti produttivi, tra i quali permangono marcate differenze. Nella media dei dodici mesi terminanti a giugno il tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti alle attività manifatturiere si è attestato al 2,1 per cento – un valore non dissimile dal 2,2 per cento dello scorso dicembre – dopo essere sensibilmente calato nel corso dell’anno passato. L’indicatore permane più elevato nel comparto dei servizi (stabile al 3,1 per cento), ma soprattutto in quello delle costruzioni (7,4 per cento a giugno; 7,5 per cento a dicembre). Nello stesso periodo la qualità del credito delle imprese piccole è risultata allineata a quella delle aziende medie e grandi. Nel primo semestre del 2015 l’indice di deterioramento netto dei crediti – che fornisce un’indicazione sull’evoluzione prospettica del rischio creditizio – è migliorato, risalendo dal punto di minimo registrato nel 2013, pur mantenendosi ampiamente al di sotto dei livelli pre-crisi. La quota degli altri finanziamenti che presentano difficoltà di rimborso si è attestata al 7,7 per cento alla fine del primo semestre del 2015. L’indicatore, che può anticipare la dinamica di entrata in sofferenza nei mesi successivi, si è stabilizzato rispetto al dicembre del 2014, pur restando su livelli storicamente elevati. Nel complesso, il credito deteriorato ammontava a giugno a circa il 18 per cento del totale dei finanziamenti.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

 

Economia Lombardia, Banca d’Italia: prestiti in diminuzione dell’1,2% nei primi sei mesi dell’anno ultima modifica: 2015-11-19T16:47:14+00:00 da Redazione

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