Economia Marche, Banca d’Italia: si è interrotta nel primo semestre la contrazione del credito erogato a clientela residente

Banca Italia LogoIn un quadro congiunturale più favorevole, nel primo semestre dell’anno la contrazione del credito erogato a clientela residente nelle Marche si è pressoché interrotta: i prestiti bancari al complesso dell’economia sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (-0,3 per cento a giugno 2015; -1,8 a dicembre 2014), riallineandosi al dato medio nazionale. Lo rileva la periodica indagine sull’economia della Regione condotta dalla Banca d’Italia.

I finanziamenti alle imprese, spiega l’analisi, dopo oltre un triennio di calo, hanno registrato un modesto incremento (0,2 per cento a giugno; -2,2 alla fine del 2014); tale dinamica è riconducibile alle aziende più grandi (1,6 per cento), mentre per quelle minori la contrazione del credito è proseguita con un’intensità analoga a quella osservata alla fine del 2014 (-3,7 per cento). Si è arrestato il calo dei prestiti alle famiglie consumatrici (-0,2 per cento a giugno; -0,6 a dicembre 2014). Tali dinamiche, secondo quanto emerge da nostre indagini presso le banche, avrebbero riflesso sia il rafforzamento della domanda delle famiglie e, soprattutto, delle imprese, sia l’ulteriore distensione delle condizioni di offerta, il cui miglioramento è confermato anche dalle nostre indagini condotte presso le imprese. Secondo le più recenti informazioni, ancora provvisorie, la ripresa dei finanziamenti alle imprese si è rafforzata durante il periodo estivo (0,6 per cento ad agosto), mentre quelli alle famiglie sono risultati stazionari.

Il credito alle imprese
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli erogati dalle società finanziarie, a giugno i finanziamenti alle imprese marchigiane sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,1 per cento sui dodici mesi, a fronte di una flessione del 2,0 per cento alla fine del 2014). La dinamica è stata differenziata tra i settori: i finanziamenti alle aziende manifatturiere, per la prima volta dopo oltre tre anni, sono tornati leggermente a crescere (0,6 per cento; -2,5 a dicembre 2014). La dinamica del credito è rimasta invece negativa nei servizi (-0,6 per cento a giugno), seppure con un’attenuazione del calo rispetto a dicembre (-1,2 per cento) e soprattutto nelle costruzioni, dove sono diminuiti con un’intensità pressoché analoga rispetto al 2014 (-2,6 per cento a giugno; -3,0 a dicembre), anche in connessione con l’elevata rischiosità del comparto (cfr. il paragrafo: La qualità del credito). Secondo le indicazioni fornite dalle principali banche operanti nelle Marche, intervistate nel settembre del 2015 nell’ambito della Regional Bank Lending Survey (RBLS), la domanda di credito da parte delle imprese, in crescita dal secondo semestre del 2014, ha continuato a espandersi anche nella prima parte del 2015. Tale andamento è dovuto alle imprese manifatturiere e a quelle dei servizi, mentre la domanda proveniente dal comparto edile è rimasta debole. Le richieste di credito continuano a essere indirizzate principalmente al finanziamento del capitale circolante e al consolidamento delle posizioni debitorie già in essere; per la prima volta dal 2008, tuttavia, nel semestre le imprese sono tornate a domandare prestiti per finanziare investimenti produttivi. Nelle previsioni degli intermediari la domanda di credito dovrebbe continuare ad aumentare nella seconda parte del 2015. Le condizioni di accesso al credito, che già alla fine del 2014 si erano stabilizzate, riflettendo l’orientamento più espansivo della politica monetaria della Bce, nel primo semestre dell’anno sono diventate leggermente più distese. Tale dinamica ha interessato tutti i comparti di attività economica a eccezione delle costruzioni. La distensione si è tradotta in una diminuzione degli spread applicati alla media dei prestiti, estesa anche alle posizioni più rischiose per la prima volta dall’inizio della crisi, e in un aumento delle quantità offerte dagli intermediari. Per il secondo semestre dell’anno in corso gli operatori si attendono condizioni di accesso al credito sostanzialmente stabili. Il costo medio del credito ha continuato a ridursi: nel secondo trimestre del 2015 il tasso medio applicato ai prestiti a breve termine è sceso al 6,0 per cento, oltre quattro decimi di punto percentuale in meno rispetto alla fine del 2014. La riduzione dei tassi, pur interessando tutti i comparti di attività economica e classi dimensionali di imprese, è risultata più contenuta per le imprese di minore dimensione e per quelle delle costruzioni. Il costo delle nuove operazioni di finanziamento a medio e a lungo termine si è pure ridotto, attestandosi al 3,1 per cento (3,5 nell’ultimo trimestre del 2014).

Il credito alle famiglie
Nel primo semestre dell’anno la contrazione del credito erogato da banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici si è sostanzialmente annullata (-0,1 per cento a giugno 2015 sui dodici mesi, a fronte della riduzione dell’1,1 per cento a fine 2014). Tale andamento è stato determinato dal credito al consumo (2,1 per cento), che era tornato a crescere già alla fine del 2014, riflettendo la ripresa dei finanziamenti erogati senza una finalità specifica, quali i prestiti personali o la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. I prestiti a medio e a lungo termine per l’acquisto di abitazioni, pari a circa il 60 per cento dell’indebitamento totale delle famiglie, sono invece ancora diminuiti (-0,9 per cento su base annua; tav. a10), ma in misura più contenuta rispetto a un anno prima (-1,8 per cento a giugno 2014). La dinamica dei mutui è stata influenzata dalla ripresa delle erogazioni, sebbene queste rimangano ancora inferiore ai rimborsi. Le nuove erogazioni, infatti, in aumento dalla seconda metà del 2014 dopo tre anni di forti decrementi, sono cresciute nel primo semestre del 2015 di oltre il 60 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014. Una parte dei nuovi mutui è però costituita da surroghe e sostituzioni, rese convenienti per la clientela dal calo dei tassi di interesse. Le surroghe, in particolare, hanno rappresentato il 20 per cento delle erogazioni complessive del semestre, quota che sale al 27 per cento con i mutui di sostituzione (che consentono di modificare anche l’importo del debito residuo); al netto di tali operazioni, i nuovi mutui sono comunque cresciuti di quasi il 30 per cento. Nel secondo trimestre del 2015, il costo medio applicato ai nuovi prestiti a medio e a lungo termine alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è portato al 2,9 per cento, oltre due decimi di punto percentuale in meno rispetto al valore registrato alla fine del 2014, il livello più basso dal 2010. Il differenziale tra il tasso fisso e quello variabile è tornato a diminuire, favorendo la ripresa dei nuovi contratti a tasso fisso, la cui incidenza sul totale delle erogazioni del semestre è salita al 40 per cento, quota in precedenza raggiunta solo negli anni pre-crisi. Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, la domanda di finanziamenti da parte delle famiglie, in crescita già dall’anno passato, ha continuato a espandersi anche nel primo semestre del 2015. Tale dinamica è risultata più accentuata per i mutui destinati all’acquisto di abitazioni, più contenuta per il credito al consumo. Secondo le previsioni delle banche, la richiesta di credito dovrebbe rafforzarsi nella seconda parte dell’anno. Il processo di allentamento dei criteri di offerta, in atto dal 2014, è proseguito nel primo semestre del 2015. Per i mutui, la distensione si è tradotta in un miglioramento degli spread applicati, in particolare sui prestiti meno rischiosi, e in un incremento delle quantità offerte dagli intermediari; la quantità finanziata rispetto al valore dell’immobile (loan to value), per la prima volta dal 2009, è tornata ad aumentare. Nella seconda parte dell’anno, secondo le previsioni degli intermediari, le condizioni di offerta alle famiglie dovrebbero rimanere stabili.

La qualità del credito
La qualità dei prestiti erogati a clientela residente nelle Marche da banche e società finanziarie è tornata a peggiorare, dopo i segnali di miglioramento emersi nella seconda metà del 2014. Nella media dei quattro trimestri terminanti a giugno, infatti, il tasso di ingresso in sofferenza è salito al 5,2 per cento (2,7 in Italia), circa mezzo punto percentuale in più rispetto a fine 2014, per effetto del peggioramento della qualità del credito nel comparto edile. L’indicatore è rimasto comunque inferiore di 1,1 punti rispetto al picco raggiunto nell’ultimo trimestre del 2013. Per le famiglie consumatrici il tasso di ingresso in sofferenza è risultato stabile, all’1,9 per cento. L’incidenza dei prestiti con difficoltà di rimborso (inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti da almeno 90 giorni, secondo la nuova definizione in vigore da gennaio 2015) sul totale dei finanziamenti concessi da banche e società finanziarie a clientela residente in regione si è portata al 12,5 per cento (15,7 per le imprese), in lieve contrazione rispetto a dicembre 2014. Le esposizioni deteriorate complessive, comprensive delle sofferenze, sono invece aumentate, arrivando a rappresentare quasi il 36 per cento dei prestiti, quota che sale al 44,2 per cento per le imprese.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

 

 

Economia Marche, Banca d’Italia: si è interrotta nel primo semestre la contrazione del credito erogato a clientela residente ultima modifica: 2015-11-10T14:08:39+00:00 da Redazione

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