Economia Piemonte, Banca d’Italia: nel primo semestre si attenua il calo del credito bancario

Banca Italia LogoNella prima parte dell’anno in corso si è attenuato in Piemonte il calo del credito bancario alla clientela residente in regione (-2,1 per cento nei dodici mesi terminanti a giugno del 2015; -3,0 nel dicembre precedente). Secondo l’indagine periodica ella Banca d’Italia dedicata all’economia della Regione vi hanno contribuito sia la ripresa dei prestiti alle famiglie sia la riduzione della flessione di quelli alle imprese.

Secondo la rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Piemonte (Regional Bank Lending Survey, RBLS), sulla dinamica dei finanziamenti a imprese e famiglie hanno influito sia l’ulteriore allentamento delle condizioni di offerta sia il recupero della domanda di finanziamenti. Nello scorso agosto, in base a dati ancora provvisori, la contrazione dei finanziamenti si è pressoché annullata (-0,2 per cento); il credito alle imprese si è sostanzialmente stabilizzato (-0,1), mentre la dinamica si è lievemente intensificata per le famiglie, allo 0,5 per cento.

Il credito alle imprese
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, a giugno dell’anno in corso la contrazione del credito al settore produttivo si è significativamente attenuata (-0,8 per cento; -2,5 nel dicembre del 2014). A tale andamento hanno contribuito la ripresa dei prestiti al comparto manifatturiero e la sostanziale stabilizzazione di quelli ai servizi. I finanziamenti al settore delle costruzioni invece hanno continuato a calare a ritmi elevati. Il miglioramento complessivo ha riguardato sia i mutui e gli altri rischi a scadenza sia gli anticipi e gli altri crediti autoliquidanti. Nello scorso giugno la media dei tassi applicati allo stock dei prestiti a breve termine alle imprese è diminuita al 5,3 per cento, dal 5,4 del dicembre del 2014; la contrazione ha riguardato sia le imprese medio-grandi sia quelle più piccole e ha interessato tutti i settori. I tassi sulle nuove erogazioni a medio e a lungo termine sono diminuiti di 0,2 punti percentuali, al 2,6 per cento (tav. a10). Secondo le indicazioni tratte dalla RBLS, la ripresa della domanda di credito delle imprese, in atto dal secondo semestre dello scorso anno, si è intensificata nella prima metà del 2015. Il recupero ha interessato soprattutto le aziende manifatturiere, a fronte di una domanda ancora debole nel comparto delle costruzioni. Le richieste sono state indirizzate principalmente al sostegno del capitale circolante; si è rafforzato inoltre il contributo degli investimenti, che era divenuto positivo nel secondo semestre del 2014 per la prima volta dall’insorgere della crisi economicofinanziaria. Nelle previsioni degli intermediari l’aumento della domanda di credito dovrebbe proseguire anche nella seconda metà del 2015. Le condizioni di accesso al credito si sono ulteriormente allentate nel primo semestre dell’anno in corso, anche sotto l’impulso della politica monetaria espansiva della Bce. Fa eccezione il settore delle costruzioni, per il quale i criteri sono rimasti selettivi. Nel complesso, la distensione si è tradotta in una riduzione dei margini applicati ai finanziamenti e in un aumento delle quantità offerte. Anche le posizioni più rischiose hanno iniziato a beneficiare dell’allentamento degli spread applicati. Per il secondo semestre del 2015 le banche prefigurano condizioni di accesso al credito sostanzialmente stabili. Il quadro di maggiore distensione nel mercato del credito è confermato dal sondaggio della Banca d’Italia sulle imprese industriali e dei servizi: il saldo tra coloro che segnalano un miglioramento delle condizioni di indebitamento nel primo semestre dell’anno e chi invece ne indica un peggioramento è risultato pari a circa 20 punti percentuali, come nella rilevazione precedente.

Il credito alle famiglie
Considerando sia le banche sia le società finanziarie, la dinamica del credito alle famiglie consumatrici nel primo semestre dell’anno è rimasta pressoché invariata (-0,2 per cento). Hanno continuato a crescere il credito al consumo e gli altri prestiti, mentre si è lievemente attenuato il calo dei mutui per l’acquisto di abitazioni. In particolare, le nuove erogazioni di questi ultimi sono cresciute nel primo semestre del 2015 del 51,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014 (del 24,5 al netto delle operazioni di surroga e sostituzione). La marcata espansione delle nuove operazioni di mutuo è stata favorita dall’ulteriore calo del tasso annuo effettivo globale (TAEG) medio sulle nuove erogazioni, sceso al 2,9 per cento, dal 3,2 alla fine del 2014. Tali dinamiche trovano conferma nelle indicazioni tratte dalla RBLS, in base alle quali le richieste di credito delle famiglie, in aumento dal 2014 dopo quasi un triennio di ininterrotta riduzione, hanno continuato a crescere anche nel primo semestre dell’anno in corso. L’incremento ha riguardato sia i mutui per l’acquisto di abitazioni sia, in misura meno marcata, la componente del credito al consumo. Al rafforzamento della domanda si è associato un allentamento dei criteri di accesso al credito. La distensione si è manifestata nel miglioramento degli spread applicati a tutta la clientela, in una maggiore durata dei prestiti e in un allentamento dei vincoli sulle quantità offerte. Secondo le previsioni degli intermediari, l’espansione della domanda dovrebbe proseguire anche nella seconda metà dell’anno, mentre le condizioni di offerta rimarrebbero stabili.

La qualità del credito
Nei dodici mesi terminanti a giugno il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti in essere a inizio periodo è ulteriormente sceso, dal 2,6 per cento della fine del 2014 al 2,1, valore che rimane comunque elevato nel confronto storico. Il miglioramento ha interessato le imprese, con l’eccezione di quelle nel settore delle costruzioni. Il dato riferito alle famiglie è rimasto stabile all’1,1 per cento. L’incidenza dei crediti verso la clientela in temporanea difficoltà, che comprende le inadempienze probabili e le esposizioni scadute e/o sconfinanti, è invece lievemente aumentata, al 6,0 per cento dei finanziamenti totali (5,8 a dicembre del 2014). Vi hanno contribuito sia le imprese, il cui indicatore è salito dal 7,5 al 7,7 per cento, sia le famiglie (dal 3,6 al 3,7 per cento).

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

 

Economia Piemonte, Banca d’Italia: nel primo semestre si attenua il calo del credito bancario ultima modifica: 2015-11-06T19:07:15+00:00 da Redazione

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