Economia Sicilia, Banca d’Italia: nel primo semestre prestiti bancari in calo dello 0,9%

Banca Italia LogoNel primo semestre del 2015 i prestiti bancari concessi alla clientela siciliana hanno continuato a ridursi, ma a un ritmo meno intenso rispetto all’anno precedente: a giugno, secondo la periodica analisi sull’economia della regione effettuata dalla Banca d’Italia, la contrazione è stata pari allo 0,9 per cento su base annua (-1,8 a dicembre del 2014). Analogamente all’anno scorso, il calo in Sicilia è stato più accentuato rispetto a quello del Mezzogiorno e dell’intero Paese (rispettivamente -0,6 e -0,3 per cento). Nel settore produttivo la diminuzione dei prestiti si è attenuata sia per le imprese grandi sia per quelle di minore dimensione; per le famiglie la riduzione del credito si è quasi completamente arrestata. L’andamento è stato differenziato tra le diverse classi dimensionali di intermediari: i prestiti delle banche appartenenti ai primi cinque gruppi nazionali hanno continuato a ridursi mentre, dalla fine del primo trimestre del 2015 e dopo un biennio di contrazione, i finanziamenti delle altre banche sono tornati a crescere.

Il credito alle imprese
Il lieve recupero dell’attività produttiva non si è ancora pienamente riflesso nel mercato del credito. A giugno i prestiti delle banche e delle società finanziarie alle imprese sono risultati in diminuzione dell’1,1 per cento su base annua (-2,0 nel 2014). Nei servizi il calo è stato molto modesto (-0,1 per cento) e in forte attenuazione rispetto all’anno precedente; i finanziamenti si sono ridotti in misura più marcata negli altri principali comparti, soprattutto nelle costruzioni (-3,4 per cento). Secondo le indicazioni tratte dalla rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Sicilia (Regional Bank Lending Survey, RBLS), l’andamento dei prestiti alle imprese nel primo semestre del 2015 ha continuato a risentire di una domanda ancora contenuta. Le condizioni di accesso al credito sono complessivamente divenute più favorevoli nel primo semestre del 2015. Il miglioramento dei criteri di offerta si è manifestato prevalentemente attraverso una riduzione degli spread applicati ai finanziamenti, soprattutto a quelli concessi alle imprese considerate meno rischiose, un aumento delle quantità offerte e un calo dei costi accessori; sono rimaste sostanzialmente immutate le condizioni in termini di rating minimo per l’accesso ai finanziamenti e di garanzie richieste a sostegno delle erogazioni. L’allentamento è confermato anche dalle imprese partecipanti al sondaggio congiunturale, tra le quali quelle che hanno segnalato un miglioramento delle condizioni di indebitamento sono state più numerose di quelle che hanno percepito un inasprimento. Il costo dei finanziamenti si è ridotto, anche sotto l’impulso della politica monetaria espansiva della Bce: nel primo semestre del 2015 il tasso applicato ai prestiti a breve termine alle imprese è sceso dal 7,7 al 7,4 per cento. Il calo ha interessato tutti i principali comparti produttivi; nelle costruzioni il tasso rimane più elevato della media.

Il credito alle famiglie
I prestiti erogati dalle banche e dalle società finanziarie alle famiglie consumatrici sono diminuiti a giugno dell’1,9 per cento su base annua (-1,6 a dicembre del 2014). Il calo del credito al consumo è stato del 3,9 per cento e si è concentrato soprattutto nella componente erogata dalle società finanziarie. La riduzione dell’ammontare dei prestiti finalizzati all’acquisto di abitazioni si è attenuata (-1,0 per cento da -1,2 di dicembre 2014) beneficiando della ripresa delle nuove erogazioni, che tuttavia risultano ancora inferiori ai rimborsi. Nel primo semestre del 2015 sono stati erogati finanziamenti per l’acquisto di abitazioni per un valore di circa 726 milioni di euro, il 37,8 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo le informazioni tratte dalla RBLS le richieste di mutui da parte delle famiglie si sono rafforzate, sospinte anche dalla ripresa degli scambi nel mercato immobiliare. Il miglioramento delle condizioni di offerta ha favorito sia la stipula di nuovi contratti sia l’incremento delle surroghe e delle sostituzioni di finanziamenti concessi in passato e mediamente più onerosi: nei primi sei mesi del 2015 l’incidenza di queste ultime operazioni è salita al 16,4 per cento del totale, dal 2,8 dello stesso periodo del 2014. Rispetto alla fine dell’anno precedente i tassi di interesse sul complesso dei nuovi mutui si sono ridotti di 0,3 punti percentuali, attestandosi poco al di sotto del 3,0 per cento (tav. a11). Il calo è stato più accentuato per i finanziamenti a tasso fisso e il differenziale rispetto a quelli a tasso variabile si è pertanto ridotto a 0,74 punti percentuali (0,94 punti nel 2014); ne è conseguita una maggiore crescita delle erogazioni a tasso fisso, la cui incidenza sul totale è salita nel primo semestre del 2015 al 38,2 per cento (14,9 nel 2014).

La qualità del credito
Si sono manifestati alcuni segnali di attenuazione della rischiosità del credito. Nei dodici mesi terminanti a giugno il flusso delle nuove sofferenze rettificate è stato pari al 4,0 per cento del totale dei prestiti vivi (4,1 nel 2014). Nel settore produttivo il tasso di ingresso in sofferenza si è ridotto rispetto allo scorso dicembre, passando dal 6,3 al 6,0 per cento. Il calo ha riguardato le imprese dei servizi e il comparto delle costruzioni, dove tuttavia la rischiosità è rimasta particolarmente elevata (9,4 per cento); per l’industria manifatturiera l’indicatore si è mantenuto stazionario. È proseguito il recupero dell’indice di deterioramento netto, basato sulle transizioni dei prestiti tra le diverse classi di rischio: nel primo semestre del 2015 il saldo tra i miglioramenti e i peggioramenti di rischiosità è stato pari a -7,5 per cento (-7,9 nel 2014). Per le famiglie consumatrici l’incidenza delle nuove sofferenze è stata del 2,1 per cento, in aumento di un decimo di punto rispetto al 2014.

Consulta l’analisi della Banca d’Italia

Economia Sicilia, Banca d’Italia: nel primo semestre prestiti bancari in calo dello 0,9% ultima modifica: 2015-11-11T19:55:57+00:00 da Redazione

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