Fabio Picciolini, Centro studi istituti di pagamento e moneta elettronica: “Il decreto mutui apre nuovi spazi di mercato per mediatori e agenti”

PiccioliniIl decreto legislativo 21 aprile 2016 n. 72, recante attuazione della direttiva 2014/17/UE in merito ai contratti  di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali  nonché modifiche e integrazioni del titolo VI-bis del decreto legislativo primo settembre 1993, n. 385, sulla disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, e del decreto legislativo 13 agosto 2010 n.141, è ormai in vigore. Ne parliamo con Fabio Picciolini, del Centro studi istituti di pagamento e moneta elettronica.

Quale sarà il reale impatto della normativa per gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi?
Per fare delle valutazioni corrette bisogna attendere l’emanazione dei decreti attuativi perché, al di là del ruolo affidato all’Organismo agenti e mediatori, sono state introdotte due figure sostanzialmente nuove: il consulente indipendente ed il segnalatore. Prima di esprimere dei giudizi su questo, come per formulare un giudizio complessivo su tutta la direttiva, dovremo capire cosa diranno i tanti punti di rinvio che il decreto prevede. Una cosa che si può dire da subito è che sicuramente il mediatore dovrà avere ancor maggiore professionalità e specializzazione rispetto al passato. Faccio un esempio, all’interno del decreto e del T.u.b. sono state inserite delle norme relative alla valutazione dell’immobile, riguardo la perizia e, soprattutto, riguardo le nuove regole dello spossessamento. Il cliente che si rivolge al mediatore d’ora innanzi ha diritto di avere notizie in merito a tutti questi aspetti.

L’Organismo ha appena ribadito mediante la comunicazione 10/16 che la segnalazione non è prevista. Forse qualcuno sperava nella sua reintroduzione…
Ad oggi la segnalazione non è ancora stata reintrodotta perché mancano le norme di secondo livello. L’Oam lo ha confermato fornendo dei chiarimenti sulla questione e ribadendo che per ora rimane in vigore l’attuale disciplina che stabilisce che l’attività di segnalazione rimane preclusa ai soggetti non iscritti negli elenchi. Spetta ora al Mef emanare il regolamento con il quale questa attività dovrà essere disciplinata. In ogni caso, è bene ribadire che la segnalazione riguarderà solo il mutuo: non è previsto dalla normativa, che tale istituto possa riguardare altri prodotti creditizi. Inoltre, deve essere legata ad un’attività connessa o strumentale, quindi non mi meraviglierebbe se la facesse un mediatore immobiliare, mentre mi meraviglierebbe se la facesse un soggetto che non ha alcun rapporto con il mondo del credito.

Cosa pensa della figura del consulente indipendente?
Anche su questo tema, in realtà, attendiamo di capire quali debbano essere i requisiti, le condizioni e le incompatibilità per poter essere un consulente indipendente così come definito dal nuovo decreto. Quel che sappiamo al momento è che il consulente dovrà essere pagato solo dal cliente e mai dalla banca. Ciò proprio perché deve operare esclusivamente nell’interesse del consumatore e non deve avere nessun rapporto con l’intermediario finanziatore.

Qual è il suo giudizio sul nuovo decreto?
Con questo quadro normativo, secondo me, hanno tutti dei vantaggi quindi direi che ho un giudizio tutto sommato positivo. Il cliente ha maggiori tutele rispetto al passato. Il professionista privato, sia esso un consulente indipendente o un mediatore creditizio, potrà avere degli spazi di mercato maggiori, le banche avranno il vantaggio di poter superare i tempi del recupero crediti che in Italia andavano dai 7 agli 8 anni attraverso la clausola di spossessamento. E questo, a mio avviso, è un vantaggio anche per il cliente. È vero che il consumatore che perde la casa ha un problema importante e serio, ma certamente tra il vendere la casa in quarta battuta d’asta e al 50% del suo valore oppure venderla ad un prezzo di mercato stabilito da un perito indipendente, è a mio avviso migliore la seconda ipotesi. Bisogna ancora capire se le previste 18 rate di mancato pagamento possono essere precedute dalla moratoria dei pagamenti fino a 18 mesi come previsto per le persone in particolare difficoltà economica (licenziamento, gravi handicap ecc.). Va riconosciuto che il cliente è comunque tutelato perché è assistito da un perito indipendente che stabilisce qual è il prezzo di mercato: se la banca vuole procedere con lo spossessamento deve attenersi a quel prezzo di vendita e deve restituire al cliente inadempiente ciò che ottiene in più dalla vendita, ovvero cancellare il debito se l’importo del debito è superiore. Un altro soggetto che potrà avere un vantaggio dalla nuova normativa è la magistratura perché attraverso le nuove clausole dovrebbe esserci un minor ricorso alla giustizia civile.

Cosa non la convince?
In attesa della normativa secondaria, un aspetto non mi convince: la clausola dello spossessamento è applicata in caso di mancati pagamenti per 18 rate; il T.u.b. prevede che in caso di ritardato pagamento, certamente meno grave del mancato pagamento, può scattare il pignoramento dopo sette rate. Spero che questa seconda previsione venga rivista, allungando il periodo precedente al pignoramento.

Fabio Picciolini, Centro studi istituti di pagamento e moneta elettronica: “Il decreto mutui apre nuovi spazi di mercato per mediatori e agenti” ultima modifica: 2016-06-17T20:39:17+00:00 da Valentina Petracca

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