Good banks, approvati i risultati al 31 marzo. Progressi verso il risanamento ma perdite per 49 milioni

Banca EtruriaLa scorsa settimana i consigli di amministrazione delle good banks, Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell’Etruria, Nuova CariChieti e Nuova Carife, hanno approvato i resoconti della gestione al 31 marzo 2016.

I risultati delle 4 banche, si legge in una nota, sono stati soddisfacenti e in chiaro progresso, pur ovviamente risentendo delle complesse vicende che hanno portato alla creazione delle nuove realtà. Infatti le nuove “banche ponte” sono nate per effetto dell’applicazione, la prima in Italia, della risoluzione del 23 di novembre 2015 e sono state tra le prime banche in Europa la cui clientela ha dovuto subire parte degli effetti previsti dal c.d. bail-in, ovvero l’azzeramento del valore di determinati investimenti in prodotti finanziari emessi dalle “vecchie istituzioni poste in risoluzione”.

Le conseguenze sul piano reputazionale e della fiducia si sono riverberate sulle “nuove” banche, nonostante la risoluzione avesse salvaguardato depositanti, piccole imprese e dipendenti.

Le nuove banche, interpretando al meglio delle loro potenzialità il ruolo assegnato quali banche ponte, sin dal primo giorno di operatività, hanno immediatamente riavviato le relazioni con la clientela – famiglie ed imprese, associazioni ed istituzioni – spiegando quanto avvenuto ed offrendo consulenza ed assistenza.

I risultati sono stati concreti e positivi: dopo una iniziale e giustificata difficoltà a comprendere quanto accaduto i rapporti si sono normalizzati ed i risultati conseguiti già nel corso del primo trimestre dell’anno ne sono testimonianza.

Tutte le banche concludono il trimestre con una buona dotazione patrimoniale e con un CET 1 aggregato complessivamente superiore al 10%.

Dopo una perdita di 153 milioni nei 38 giorni tra la risoluzione e il 31 dicembre 2015, le banche chiudono il primo trimestre 2016 con una perdita di 49 milioni, circa la metà di quelle previste.

Il numero dei clienti rimane stabile rispetto a dicembre (oltre 1 milione).

Questa situazione consente alle nuove banche di procedere sia con il rinnovo di finanziamenti che con l’offerta di nuovo credito; infatti nel periodo che va dalla nascita e fino al 31 marzo i rinnovi/nuovi finanziamenti hanno interessato quasi 40.000 clienti per 4.670 milioni di euro.

Il Presidente delle Good Banks, Roberto Nicastro, ha così commentato i risultati: “Il primo trimestre delle Nuove banche si è chiuso in progresso: con risultati in normalizzazione, raccolta del tutto stabilizzata e perdite inferiori alle attese. Il risanamento delle Good Banks procede ed esse hanno mostrato di poter riprendere appieno il ruolo di motore dell’economia dei propri territori, grazie alla dedizione e professionalità dei circa 6.000 dipendenti, ed alla fiducia rinnovata da oltre 1.000.000 di clienti”.

RISULTATI DELLE GOOD BANKS
Principali grandezze Patrimoniali

Raccolta diretta da clienti

Al termine del mese di marzo la raccolta da cientela, rappresentata dalla somma di conti correnti, depositi, obbligazioni ed altri titoli, assommava a 21,8 miliardi di euro che, se depurata dalla riduzione di 1 miliardo correlata all’azzeramento (da parte di Banca Etruria) del funding di PCT sui mercati collateralizzati, è del tutto in linea con le risultanze di fine dicembre.

Tale andamento tra l’altro mostra una buona capacità di attrarre fondi su conti correnti e altri conti di deposito, che hanno totalmente compensato la lieve flessione sulla componente titoli (ridottasi di circa 300 milioni).

Crediti a clienti

Il complesso dei finanziamenti verso i clienti ammonta a 18,2 miliardi di euro, con una marginale flessione del 2,26% rispetto al 31 dicembre, pur in presenza delle consistenti nuove erogazioni di cui sopra.

Il trend è sostanzialmente analogo per tutte le 4 banche.

Questo nonostante il clima ancora incerto della ripresa economica, che non ha favorito nuovi investimenti da parte delle imprese, che rimangono molto caute nel finanziare l’espansione delle capacità produttiva.

Nel corso del trimestre le banche hanno ceduto, a seguito di atto dispositivo della Banca d’Italia, 1.412 milioni di euro di sofferenze a REV, la BadCo appositamente creata per gestire tali partite. Una seconda tranche di sofferenze verrà ceduta nelle prossime settimane, così da completare il processo previsto all’atto della risoluzione, che prevedeva appunto banche che partissero senza il peso di questi prestiti.

Il portafoglio Incagli ha un livello di copertura vicino al 30%, dato tra i più alti del sistema.

Patrimonio e requisiti patrimoniali

Il complesso dei patrimoni delle banche, peraltro formato unicamente da fondi di elevata qualità, ovvero capitale versato, è in lieve flessione rispetto a dicembre per effetto delle perdite osservate nel periodo ed è pari a circa 1.700 milioni di euro.

Il CET1 ratio pari a circa al 10,10% risulta migliore di circa 25 bps rispetto a quello di fine anno (9,85%).

Risultati Economici

I risultati di conto economico del trimestre non possono purtroppo essere raffrontati con periodi precedenti (stesso trimestre 2015 o trimestre immediatamente precedente) in quanto, le banche sono state sottoposte ad amministrazione straordinaria fino a novembre 2015 e non presentavano tali riscontri. Pertanto nel commento delle voci di conto economico si fa riferimento alle proiezioni formulate a inizio esercizio.

Il conto economico complessivo delle good banks nei 38 giorni di funzionamento dell’esercizio 2015 aveva chiuso con una perdita per 107 milioni, già considerata al netto degli oneri relativi ai contributi straordinari al fondo interbancario di tutela dei depositi (al lordo la perdita è stata di 153 milioni di euro).

Risultato Ante Imposte

Il risultato ante imposte complessivo delle quattro nuove banche chiude con una perdita, prima delle imposte ma dopo le rettifiche su crediti, di 48,9 milioni di euro, circa la metà di quanto previsto. Da segnalare che Nuova Banca Etruria torna in positivo con un risultato ante imposte di oltre 1,5 milioni di euro.

Margine d’interesse

Il margine d’interesse risulta essere pari a circa 77,8 milioni di euro, in linea con il livello atteso. In prospettiva dovrebbe migliorare progressivamente nel corso dell’esercizio per effetto di un contenimento del costo della raccolta derivante dalla stabilizzazione delle quattro Banche.

Commissioni nette

Le commissioni nette ammontano a 50,7 milioni di euro, lievemente al di sotto di quanto previsto, in relazione anche all’andamento dei mercati finanziari.

Margine d’intermediazione

Il margine d’intermediazione presenta ricavi per circa 137,1 milioni di euro, sostanzialmente in linea con quanto previsto, in virtù di un recupero degli “altri ricavi”, voce influenzata da valutazioni al fair value delle obbligazioni emesse dalle Banche e delle relative coperture gestionali.

Costi amministrativi

I costi sono pari a circa 141,7 milioni di euro, di cui € 93,3 milioni per spese del personale, ovvero in linea con le previsioni e in sostanziale equilibrio con il totale dei ricavi.

Rettifiche di valore nette

Le rettifiche di valore nette si posizionano a 49,3 milioni di euro, nettamente inferiori alle attese, dopo l’esercizio di drastica svalutazione dei crediti problematici nell’ambito della Risoluzione.

Le good banks, conclude la nota, devono essere cedute sul mercato, come previsto dalle norme della risoluzione con procedimenti aperti, trasparenti, non discriminatori e competitivi. Il relativo processo è stato avviato ed è in avanzata fase di implementazione.

Leggi il comunicato

Good banks, approvati i risultati al 31 marzo. Progressi verso il risanamento ma perdite per 49 milioni ultima modifica: 2016-07-06T15:02:20+00:00 da Redazione

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