I broker inglesi potrebbero perdere una fetta di mercato a vantaggio delle banche. Ma gli addetti ai lavori sono fiduciosi

Alan Cleary, managing director della società di mediazione creditizia Precise Mortgages ha osservato che i broker potrebbero perdere sempre più peso all’interno del mercato dei mutui inglese a vantaggio delle banche, che viceversa stanno sempre più consolidando la propria posizione dominante.

Cleary ha infatti sottolineato come da tempo gli istituti di credito abbiano avviato un’aggressiva compagna pubblicitaria – spendendo anche milioni di sterline – per acquisire direttamente nuovi clienti.

L’ultimo rapporto della Financial Services Authority, pubblicato alla metà di settembre, mostra come la percentuale di vendite di prodotti mutuo attraverso gli intermediari sia precipitosamente scesa del 47% rispetto al primo trimestre dell’anno, e registra addirittura un -49% rispetto allo stesso trimestre del 2010.

YouGov, società leader nelle ricerche e analisi dei trend di mercato a livello mondiale, ha svolto uno studio commissionatole proprio da Precise Mortgages: lo scorso mese di maggio la società ha chiesto a 2.113 consumatori le modalità di scelta di un mutuo se avessero avuto la necessità di accenderne uno nei prossimi 12 mesi. Il risultato è stato che solo il 44% del campione ha indicato negli intermediari gli interlocutori privilegiati per la scelta.

Alan Cleary ha però osservato che “i broker sono indubbiamente il canale migliore per consigliare i consumatori a proposito del proprio mutuo perché sono in grado di offrire un gran numero di prodotti e soluzioni”.

Stuart Gregory, director di un’altra società di consulenza, la Lentune Mortgage Consultancy, ha sottolineato: “Anche se i dati non sono molto confortanti, non sono per niente preoccupato della perdita di market share da parte dei broker, perché rispetto alle banche e alle building societies siamo in grado di offrire un servizio nettamente migliore”.

I broker inglesi potrebbero perdere una fetta di mercato a vantaggio delle banche. Ma gli addetti ai lavori sono fiduciosi ultima modifica: 2011-09-20T16:10:55+00:00 da Flavio Meloni

Print Friendly
© RIPRODUZIONE RISERVATA