I fondi socialmente responsabili: un mercato in crescita. Il focus di Bnl

Un mercato in espansione

È un mercato in crescita quello dei fondi socialmente responsabili. E ha mostrato di rimanere solido soprattutto nei momenti di crisi, garantendo una stabilità maggiore rispetto ai fondi tradizionali. Complessivamente i fondi di investimento socialmente responsabili costituiscono a livello europeo l’1,1% dei fondi di investimento totali. La tipologia diffusa è quella azionaria (58%) seguita da quella obbligazionaria e dai fondi bilanciati. In termini di attività gestite, nel 2007 circa il 67% dei fondi era di tipo azionario, valore che si è poi ridotto fino a raggiungere il 58% a giugno del 2009 a causa delle perdite registrate durante la crisi finanziaria e a un successivo orientamento alla prudenza da parte degli investitori. La componente obbligazionaria nell’ultimo biennio è invece aumentata dal 20% al 33% del totale, mentre quella bilanciata è rimasta pressoché stabile al 12%.

La situazione in Europa

La distribuzione delle attività gestite per categoria di fondi è fortemente diversificata per paese. Il Regno Unito e la Svizzera registrano una forte prevalenza di investimenti azionari con valori pari rispettivamente al 76% e al 70%, mentre la componente obbligazionaria assume maggior rilievo in Austria (76%), Francia (52%) e Olanda. In Italia operano attualmente 27 fondi comuni Sri di cui 19 di diritto italiano e 8 di diritto estero. Con riferimento a quelli di diritto italiano il patrimonio complessivo è pari a circa 2 miliardi di euro, una percentuale inferiore all’1% del totale dei fondi comuni di diritto italiano. Complessivamente il grado di diffusione dei fondi etici appare ancora limitato. In particolare, il mercato italiano è caratterizzato da una forte prevalenza della componente retail rispetto a quella istituzionale. A differenza degli altri mercati europei, il mercato degli investitori istituzionali è ancora molto contenuto anche per effetto del coinvolgimento relativamente recente da parte del sistema dei fondi pensione che in altri paesi alimenta notevolmente il sistema dei fondi Sri.

Sri: cosa sono e come funzionano

Si tratta di strumenti destinati a soddisfare i risparmiatori che intendono prestare attenzione anche al risvolto sociale delle proprie scelte di investimento. Da un punto di vista tecnico non differiscono dai fondi comuni di investimento tradizionali e seguono i medesimi criteri di classificazione (ad esempio chiusi, aperti; azionari, obbligazionari, bilanciati etc.). La distinzione di fondo riguarda il processo di selezione degli investimenti di portafoglio, che non riguarda solo la profittabilità della scelta, ma segue anche criteri di eticità e responsabilità sociale. I criteri possono essere suddivisi tra criteri negativi (o di esclusione) e criteri positivi (o di inclusione). Nel portafoglio finiscono quindi solo gli investimenti in società o paesi che pongono in essere comportamenti virtuosi in ordine a una serie di possibili variabili (ad esempio, il rispetto dell’ambiente o la trasparenza della gestione). Mentre non compaiono quelli relativi a imprese o paesi con comportamenti considerati non etici.

L’analisi sull’eticità dei titoli da selezionare per gli investimenti di portafoglio viene in genere affidata ad alcune società che fungono da advisor.

I criteri di selezione

Una delle tematiche particolarmente rilevanti tra i criteri di inclusione riguarda le politiche ambientali. I fondi Sri che pongono particolare attenzione a questi aspetti vengono denominati anche fondi verdi. Questa tipologia di fondi valuta con particolare favore gli investimenti in società che utilizzano fonti di energia rinnovabili, adottano misure volte a prevenire le emissioni inquinanti e pongono in essere comportamenti che mirano a garantire il rispetto del territorio, o, più in generale, seguono modelli di sviluppo sostenibile. La progressiva diffusione dei fondi socialmente responsabili ha portato alla creazione di prodotti rispondenti anche a più criteri di selezione. I fondi di prima generazione tenevano in considerazione solo i criteri negativi, mentre quelli di seconda generazione nel selezionare i propri investimenti hanno cominciato a tenere conto sia dei criteri negativi che di quelli positivi, specie relativi a tematiche di interesse sociale e ambientale. Molti prodotti, introdotti più recentemente, prendono in esame anche la gestione dell’impresa nel suo complesso, le politiche interne, le relazioni con l’ambiente sociale, gli impatti dell’attività di produzione sul territorio e gli aspetti etici delle politiche economiche della società.

Un confronto con i fondi tradizionali

Un confronto tra fondi Sri e fondi tradizionali dovrebbe far riferimento soprattutto a due fattori: il costo e la redditività. Un recente studio ha messo a confronto il pricing dei fondi etici con quello di un campione costituito da 255 fondi italiani aperti tradizionali. Ne è emerso che in media i fondi etici sono meno costosi dei fondi tradizionali in misura pari a 19 punti base (pb) in media in un anno (gli oneri di gestione dei primi risultano pari all’1,8%, mentre quelli dei secondi all’1,99). Tale risultato trova riscontro per tutte le categorie, con l’eccezione dei fondi flessibili, e risulta più evidente per i fondi azionari. Se anziché gli oneri di gestione si considera un indicatore globale di costo (Ger, Global expense ratio), il differenziale di costo si amplia a 28 pb. In altre parole, secondo questo studio, l’analisi del pricing, combinata con l’analisi del grado di eticità, sembra mostrare l’assenza di legami significativi tra etica e pricing.

Sulle aspettative di rendimento, la letteratura finanziaria non è pervenuta a risultati univoci: alcune recenti analisi hanno anche mostrato evidenze di una sovraperformance dei fondi etici rispetto a quelli tradizionali nella fase più difficile della crisi finanziaria attuale. I sostenitori degli investimenti socialmente responsabili ritengono i fondi etici meno rischiosi di quelli tradizionali, poiché le società più responsabili sarebbero quelle in grado di mantenere migliori rapporti con l’intero universo degli stakeholder (ad es. i fornitori, la clientela, i sindacati, i dipendenti). Ciò creerebbe una sorta di “garanzia di stabilità” nel lungo periodo di queste aziende, ragione per cui i titoli socialmente responsabili potrebbero, se pur nel lungo periodo, evidenziare rendimenti migliori.

I fondi socialmente responsabili: un mercato in crescita. Il focus di Bnl ultima modifica: 2010-05-17T08:37:49+00:00 da Flavio Meloni

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