Internet banking, il focus di Bnl

Sono stati ampiamente premiati gli investimenti che le banche hanno fatto negli ultimi anni nel web. Gli italiani usano sempre di più internet per le operazioni informative,

sebbene continuino a preferire lo sportello per ricevere consulenza e per il collocamento di nuovi prodotti. Ad analizzare l’uso della rete per le operazioni bancarie è il Focus settimanale del servizio studi di Bnl del 5 marzo.

Nel periodico dell’istituto di credito si esaminano le principali evoluzioni del mercato bancario degli ultimi anni: il processo di aggregazione tra gli operatori del settore e l’uso dell’internet banking. Tra il 1997 e il 2008 nella Ue15 sono scomparsi 1.975 istituti di credito (-21,8%). L’innovazione tecnologica ha consentito agli istituti di credito di diversificare i canali distributivi: in Italia tra il 1997 e il 2008 il numero degli ATM è raddoppiato, il servizio di home banking risulta attivo per 13 milioni di utenti e quello di corporate banking per 1,8 milioni di aziende. Il collegamento via web con la propria banca è utilizzato dall’86% delle imprese con oltre dieci addetti mentre l’analogo utilizzo da parte degli individui è limitato al 30,4%.

Meno banche ma più punti di contatto con la clientela

Alla riduzione del numero di banche non sempre è corrisposto una razionalizzazione della rete distributiva. Nei principali paesi europei si è assistito infatti a un significativo incremento dei punti di presenza. Tra il 1997 e il 2008 nella Ue15, mentre il numero degli istituti di credito si riduceva del 21,8%, gli sportelli bancari hanno superato le 203.000 unità (+0,6%) con aumenti percentuali a due cifre per Francia, Italia e Spagna. Nel nostro paese la lieve flessione dell’apertura di nuove agenzie, in atto dallo scorso mese di giugno, ha riportato il numero degli sportelli poco al di sotto delle 34.000 unità.

In aumento l’uso dell’internet banking

Una recente rilevazione Istat sull’uso dell’ICT nelle imprese evidenzia come in Italia il servizio di internet banking sia stati utilizzato dall’86,3% delle aziende nel gennaio 2009. Era al 40,3% nel 2002). Diverso è il quadro delle famiglie. Malgrado la connessione a internet sia disponibile per circa la metà dei nuclei familiari, l’utilizzo dell’home banking nel 2009 ha riguardato solo il 30,4% degli individui, in crescita del 2,2% rispetto all’anno precedente. L’uso di questa opportunità risulta fortemente condizionato dall’età e dal titolo di studio. In effetti, l’articolazione dei dati dell’indagine Istat consente di evidenziare come l’uso del remote banking sia più diffuso tra gli uomini (34,4%) che tra le donne (25,8%) con livelli che nella fascia di età 35-44 raggiungono rispettivamente poco meno del 50% e del 40% e da persone con grado di istruzione medio-alto. Altri caratteri che ricorrono più frequentemente nell’utente medio sono la residenza nell’Italia centro settentrionale (34,1%) rispetto a quella meridionale (21,3%) e il risiedere in comuni di grandi dimensioni. Anche la condizione professionale influisce sulla propensione all’uso dell’home banking: la percentuale decresce gradualmente in relazione alla posizione lavorativa, andando da un utilizzo massimo riscontrato per la categoria dei “dirigenti, imprenditori, liberi professionisti” (55,7%) fino al minimo rilevato per gli “operai e apprendisti” (23,8%); è da segnalare anche come l’uso risulti piuttosto diffuso tra i ritirati dal lavoro (35,8%).

Un confronto europeo sull’utilizzo dell’internet banking, pur mostrando il progressivo incremento degli utenti italiani, evidenzia come nel nostro paese l’attitudine a effettuare operazioni bancarie via web rimanga comunque modesta rispetto a un livello medio pari al 52% rilevato per l’area euro. Le percentuali più elevate (intorno all’80%) si riscontrano nei paesi scandinavi, grazie all’adozione delle nuove tecnologie già dalla metà degli anni Novanta e all’elevata diffusione di connessioni internet favorite queste ultime anche da fattori ambientali quali ad esempio le scarse ore di luce durante l’inverno. In effetti in Finlandia e Svezia risultano disponibili rispettivamente 31 e 22 sportelli bancari ogni 100mila abitanti rispetto a un dato medio dell’Italia e dell’area euro di poco inferiore a 60.

Nel nostro paese l’offerta di servizi bancari online da parte del sistema creditizio è un fenomeno relativamente recente: uno dei primi studi sui driver dell’internet banking in Italia evidenziava come fino ai primi anni dello scorso decennio l’adozione del nuovo canale distributivo fosse più il risultato della competizione tra istituzioni di credito che la risposta a una domanda da parte della clientela ancora scarsamente “informatizzata”. Nel corso degli anni 2000 le banche, cogliendo appieno le potenzialità dell’home banking nella fidelizzazione della clientela, hanno sviluppato e sempre più ampliato l’operatività tramite web, funzione che si è proposta parallelamente a una evoluzione tecnologica degli utenti. In generale, la possibilità di effettuare operazioni nell’arco dell’intera giornata, indipendentemente dalla distanza dello sportello bancario e la convenienza in termini di costi, sia per il cliente sia per l’istituto di credito, hanno determinato l’apprezzamento dell’operatività e quindi la robusta velocità di crescita dell’home banking. Per alcuni tipi di operazioni, quali ad esempio le disposizioni di incasso e le deleghe di pagamento, la quota di transazioni effettuata tramite il remote banking supera ormai la metà del totale delle operazioni effettuate dalla clientela.

Oggi in Italia l’utilizzo dei canali alternativi allo sportello per i servizi informativi prevale su quelli dispositivi, mentre rimane ancora limitato quale via di vendita di nuovi prodotti. L’offerta di conti online con costi di gestione molto contenuti sembra tuttavia costituire un efficace incentivo all’ampliamento del pubblico interessato alla banca via web.

In generale, sono poche le istituzioni di credito nate per operare esclusivamente via web, anzi, l’esperienza statunitense suggerisce che solo alcune sono state in grado di produrre profitti, mentre la maggior parte sono uscite dal mercato o per acquisizione o adottando un modello di banca mista, ovvero dotata di sportelli aperti al pubblico. In Italia diverse società operanti solo via internet risultano emanazione di gruppi bancari già presenti nel paese con una rete commerciale, mentre la maggior parte degli istituti di credito consente l’operatività del proprio conto corrente attraverso applicazioni accessibili dal portale aziendale.

Nel complesso, l’avvio di nuovi canali di contatto con la clientela sembra non aver fatto venir meno nel nostro paese la preferenza per il tradizionale sportello bancario che rimane fondamentale per il legame con il territorio e per le operazioni a maggiore valore aggiunto quali le attività di finanziamento e di consulenza. In effetti diversi studi concordano nell’indicare come il “click and mortar model” ovvero l’operatività congiunta attraverso la rete commerciale e l’home banking sia la soluzione migliore per il sistema creditizio e per il pubblico.

Internet banking, il focus di Bnl ultima modifica: 2010-03-10T10:00:17+00:00 da Flavio Meloni

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