Intesa Sanpaolo, 901 milioni di euro nel secondo trimestre

Intesa SanpaoloIl consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato la relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2016.

Il gruppo, si legge in una nota, nel secondo trimestre del 2016 ha registrato un miglioramento della redditività rispetto al primo trimestre 2016, confermando la solidità dello stato patrimoniale:

● solido utile netto: 901 milioni di euro nel secondo trimestre 2016, rispetto agli 806 milioni del primo trimestre 2016; se si escludono i contributi al fondo di risoluzione, con l’intero contributo ordinario per il 2016 spesato nel primo semestre, l’utile netto del secondo trimestre è risultato pari a 908 milioni di euro rispetto a 902 milioni del primo trimestre. Nel primo semestre 2016, l’utile netto è stato pari a 1.707 milioni, rispetto ai 2.004 milioni del primo semestre 2015, che aveva beneficiato di un andamento particolarmente favorevole dei mercati finanziari; se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, l’utile netto del primo semestre 2016 è risultato pari a 1.810 milioni di euro rispetto a 2.106 milioni del primo semestre 2015. L’utile netto del primo semestre 2016 è già pari a quasi il 90% di 3 miliardi di euro di dividendi indicati per l’esercizio 2016, se si considera anche la plusvalenza netta di circa 895 milioni derivante dalla cessione di Setefi e Intesa Sanpaolo Card firmata nel secondo trimestre 2016,  la cui contabilizzazione è prevista nel secondo semestre;

● risultato della gestione operativa in aumento: a 2.451 milioni di euro nel secondo trimestre 2016, +24% rispetto al primo trimestre 2016,+9% se si escludono i contributi al fondo di risoluzione e i proventi dalla cessione di VISA Europe;

● proventi operativi netti in crescita: a 4.605 milioni di euro nel secondo trimestre 2016, +14% rispetto al primo trimestre 2016, +7% se si escludono i contributi al fondo di risoluzione e i proventi dalla cessione di VISA Europe;

● forte ripresa delle commissioni: a 1.848 milioni di euro nel secondo trimestre 2016, +10% rispetto al primo trimestre 2016, in corrispondenza del recupero registrato dal risparmio gestito, con una raccolta netta di circa 3 miliardi di euro nel secondo trimestre rispetto al miliardo del primo trimestre, pur permanendo un’elevata propensione per la liquidità da parte di risparmiatori in un contesto di elevata volatilità dei mercati finanziari;

● elevata efficienza, con un cost/income al 48,7% nel primo semestre 2016, al 48,8% se si escludono i contributi al fondo di risoluzione e i proventi dalla cessione di VISA Europe, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

● controllo degli oneri operativi: nel primo semestre 2016 a 4.201 milioni di euro, in linea con il primo semestre 2015 a seguito di una diminuzione del 5% delle spese amministrative e di un aumento del 2% delle spese del personale, dovuto agli incentivi per supportare la crescita;

● utile ante imposte del 2° trimestre 2016 in linea con il 1° trimestre – a 1.372 milioni di euro rispetto a 1.377 milioni – se si escludono i contributi al fondo di risoluzione e che riflette rettifiche su crediti particolarmente conservative, aumentate a 923 milioni nel secondo trimestre, da 694 milioni nel primo trimestre, anche alla luce dei proventi derivanti dalla cessione di attività non strategiche; risultato contabile a 1.360 milioni nel secondo trimestre 2016 rispetto a 1.241 milioni nel primo trimestre;

● accelerazione del miglioramento nel trend del credito, a seguito dell’efficacia della gestione proattiva del credito in un contesto economico in miglioramento:
– flusso lordo di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis in forte riduzione nel secondo trimestre 2016 e che registra il valore trimestrale più basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo: a 1,4 miliardi di euro nel secondo trimestre 2016, in diminuzione del 7% rispetto a 1,6 miliardi del primo trimestre 2016, che porta il dato del primo semestre 2016 a 3 miliardi di euro, il valore semestrale più basso dal 2007 e in contrazione del 35% rispetto ai 4,6 miliardi del primo semestre 2015,
– in forte calo nel secondo trimestre anche il flusso netto di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis, che registra il valore trimestrale più basso dal 2007: a 0,9 miliardi di euro nel secondo trimestre 2016, in diminuzione del 26% rispetto a 1,2 miliardi  del primo trimestre 2016, che porta il dato del primo semestre 2016 a 2 miliardi di euro, il valore semestrale più basso dal 2007 e in contrazione del 31% rispetto ai 3 miliardi del primo semestre 2015,
– scende lo stock di crediti deteriorati: del 2% rispetto a marzo 2016 e del 3% rispetto a dicembre 2015 al lordo delle rettifiche di valore, del 2% rispetto sia a marzo 2016 sia a dicembre 2015 al netto delle rettifiche di valore,
– in particolare, riduzione dello stock di inadempienze probabili: del 3% rispetto sia a marzo 2016 sia a dicembre 2015, sia al lordo sia al netto delle rettifiche di valore,
– riduzione dello stock di sofferenze al lordo delle rettifiche di valore: dell’1%  rispetto sia a marzo 2016 sia a dicembre 2015;

● elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
– livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 47,3% a fine giugno 2016, rispetto al 47,6% di fine 2015 (media dei concorrenti italiani: 41% nel primo trimestre 2016), con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 60,7% a fine giugno 2016 (61,8% a fine 2015),
– livello di copertura complessiva dei crediti deteriorati, considerando le garanzie reali, pari al 146% a fine giugno 2016 (139% a fine 2015) e al 153% considerando anche le garanzie personali (146% a fine 2015), con una copertura complessiva della componente costituita dalle sofferenze pari al 147% (140% a fine 2015) e al 154% considerando anche le garanzie personali (147% a fine 2015),
– robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,6% a fine giugno 2016 (0,7% a fine 2015);

● supporto all’economia reale: oltre 27 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel primo semestre 2016, con circa 24 miliardi in Italia, in crescita del 24% rispetto al primo semestre 2015, di cui oltre 20 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese, in aumento del 32% rispetto al primo semestre 2015; oltre 10.000 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel primo semestre 2016 e circa 40.000 dal 2014;

● patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi, anche nello scenario avverso dello stress test. Al 30 giugno 2016, tenendo conto di circa 1.650 milioni di euro di dividendi maturati nel semestre (posti pari all’utile netto del semestre diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1), il Common Equity ratio pro-forma a regime è risultato pari al 12,9%, livello top tra le maggiori banche europee, e il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2016 al 12,7% (7). Nello scenario avverso dello stress test al 2018, il Common Equity ratio è risultato pari al 10,2%;

● elevata liquidità e forte capacità di funding: attività liquide per 130 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 69 miliardi, a fine giugno 2016; rispettati già oggi i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulla data prevista per l’entrata in vigore a regime (2018); operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo delfunding e supportare gli investimenti delle aziende clienti pari mediamente nel secondo trimestre del 2016 a 27,7 miliardi di euro (27,6 miliardi mediamente nel primo trimestre 2016 e 23,2 miliardi mediamente nel 2015), costituite interamente dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale (a fine giugno 2016, il Gruppo ha partecipato all’operazione TLTRO II per un ammontare pari a circa 36 miliardi di euro, a fronte del rimborso integrale di 27,6 miliardi di euro di finanziamenti TLTRO I, che erano stati posti in essere per 12,6 miliardi nell’ultimo quadrimestre del 2014, per 10 miliardi a fine marzo 2015 e per 5 miliardi a fine giugno 2015);

● molteplici iniziative del Piano di Impresa in corso, con un forte coinvolgimento delle persone:
• New Growth Bank:
– Banca 5®:
▫ operativo il modello di business “specializzato” di Banca 5® in circa il 70% delle filiali, con 3.600 gestori dedicati e ricavi per cliente aumentati da 70 a 111 euro;
▫ in corso di implementazione “Intesa Sanpaolo Casa”, dedicata alla mediazione e intermediazione immobiliare, con l’apertura di 23 agenzie immobiliari già effettuata e altre 4 in settembre nelle città più importanti;
– Banca multicanale:
nuovi processi multicanale lanciati con successo:
– clienti multicanale aumentati di circa 1,2 milioni da inizio 2014 a circa 5,6 milioni;
– 3,4 milioni di App scaricate su dispositivi mobile;
– la prima banca multicanale in Italia, con circa l’ 80% dei prodotti disponibili tramite la piattaforma multicanale;
– digitalizzazione attiva in tutte le filiali: dematerializzato circa il 100% delle operazioni riguardanti tutti i prodotti prioritari (completate circa 3,8 milioni di operazioni);

Il conto economico consolidato del secondo trimestre 2016 registra interessi netti pari a 1.831 milioni di euro, in flessione dell’ 1,3% rispetto ai 1.855 milioni del primo trimestre 2016 e del 6,3% rispetto ai 1.954 milioni del secondo trimestre 2015.

Le commissioni nette sono pari a 1.848 milioni di euro, in aumento del 10,3% rispetto  ai 1.676 milioni del primo trimestre 2016. In dettaglio, si registra una crescita del 3,6% delle commissioni da attività bancaria commerciale e dell’ 11,7% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,…), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli sale del 68,1%, quella relativa ai prodotti assicurativi del 10,7% e quella relativa al risparmio gestito del 3,9% (con commissioni di performance nulle sia nel primo sia nel secondo trimestre 2016). Le commissioni nette del secondo trimestre 2016 sono in diminuzione del 4,8% rispetto ai 1.941 milioni del secondo trimestre 2015. In dettaglio, si registra una stazionarietà delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 9% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 22,3% e quello da risparmio gestito del 13,2% (con 60 milioni di euro di commissioni di performance registrate nel secondo trimestre 2015), mentre quello da prodotti assicurativi aumenta dell’ 8,1%.

l risultato dell’attività di negoziazione è pari a 467 milioni di euro (comprendenti 121 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) rispetto a 228 milioni del primo trimestre 2016, con la componente relativa alla clientela che aumenta a 136 milioni da 106 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che cresce a 85 milioni da 74 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che sale a 239 milioni (comprensivi dei predetti 121 milioni di dividendi) da 48 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo positivo di 6 milioni rispetto a un saldo negativo di un milione. Il risultato dell’attività di negoziazione di 467 milioni del secondo trimestre 2016 si confronta con i 380 milioni del secondo trimestre 2015, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 69 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 57 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria di 251 milioni (comprendenti 144 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) e quello dei prodotti strutturati di credito di 3 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 239 milioni di euro, rispetto ai 332 milioni del primo trimestre 2016 e ai 282 milioni del secondo trimestre 2015.

Gli altri proventi/oneri di gestione registrano un saldo positivo pari a 136 milioni di euro (comprendenti 170 milioni di proventi derivanti dalla cessione della partecipazione in VISA Europe e 12 milioni di ulteriori oneri relativi al fondo di risoluzione per l’intero 2016 in aggiunta a quelli stimati nel primo trimestre 2016), rispetto a un saldo negativo pari a 142 milioni nel primo trimestre 2016 (comprendente 136 milioni di oneri derivanti dal contributo al fondo di risoluzione) e a un saldo negativo pari a 59 milioni nel secondo trimestre 2015 (comprendente oneri per 21 milioni derivanti dal contributo al fondo di risoluzione e per 43 milioni derivanti dal contributo al fondo di garanzia dei depositi).

Complessivamente, i proventi operativi netti sono pertanto pari a 4.605 milioni di euro, in aumento del 14,5% rispetto ai 4.023 milioni del primo trimestre 2016 e del 2% rispetto ai 4.513 milioni del secondo trimestre 2015; se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe, i proventi operativi netti registrano una crescita del 6,9% rispetto al primo trimestre 2016 e una flessione del 2,8% rispetto al secondo trimestre 2015.

Gli oneri operativi ammontano a 2.154 milioni di euro e crescono del 5,2% rispetto ai 2.047 milioni del primo trimestre 2016, a seguito di un aumento del 4,9% per le spese del personale, del 7,2% per le spese amministrative e dello 0,6% per gli ammortamenti; gli oneri operativi del secondo trimestre 2016 crescono del 2,2% rispetto ai 2.107 milioni del corrispondente trimestre 2015, con un aumento del 5,9% per le spese del personale e dell’1,1% per gli ammortamenti, a fronte di una diminuzione del 4,5% per le spese amministrative.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.451 milioni di euro, in crescita del 24% rispetto ai 1.976 milioni del primo trimestre 2016 e dell’ 1,9% rispetto ai 2.406 milioni del secondo trimestre 2015, con un cost/income ratio nel secondo trimestre 2016 pari al 46,8%, rispetto al 50,9% del primo trimestre 2016 e al 46,7% del secondo trimestre 2015. Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe, il cost/income ratio è pari al 48,4%, rispetto al 49,2% del primo trimestre 2016 e al 46% del secondo trimestre 2015, e il risultato della gestione operativa registra una crescita dell’ 8,6% rispetto al primo trimestre 2016 e una diminuzione del 7,2% rispetto al secondo trimestre 2015.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.056 milioni di euro, rispetto ai 730 milioni del primo trimestre 2016 e ai 946 milioni del secondo trimestre 2015. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 97 milioni, rispetto ai 16 milioni del primo trimestre 2016 e ai 68 milioni del secondo trimestre 2015. Le rettifiche nette su crediti sono pari a 923 milioni, rispetto ai 694 milioni del primo trimestre 2016 e agli 847 milioni del secondo trimestre 2015. Le rettifiche nette su altre attività sono pari a 36 milioni, rispetto ai 20 milioni del primo trimestre 2016 e ai 31 milioni del secondo trimestre 2015.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo negativo per 35 milioni di euro, rispetto a un saldo negativo per 5 milioni del primo trimestre 2016 e a un saldo positivo per 38 milioni del secondo trimestre 2015.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 1.360 milioni di euro, rispetto ai 1.241 milioni del primo trimestre 2016 e ai 1.498 milioni del secondo trimestre 2015. Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 1.372 milioni nel secondo trimestre 2016, a 1.377 milioni nel primo trimestre 2016 e a 1.562 milioni nel secondo trimestre 2015.

Il risultato netto consolidato è pari a 901 milioni di euro, rispetto a 806 milioni del primo trimestre 2016 e ai 940 milioni del secondo trimestre 2015, dopo la contabilizzazione di:
– imposte per 340 milioni di euro;
– oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 38 milioni;
– oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 27 milioni;
– utili delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 15 milioni;
– una quota di utili di pertinenza di terzi pari a 69 milioni.
Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 908 milioni di euro nel secondo trimestre 2016, rispetto ai 902 milioni nel primo trimestre 2016 e ai 988 milioni nel secondo trimestre 2015.

I risultati di conto economico del primo semestre 2016

Il conto economico consolidato del primo semestre 2016 registra interessi netti pari a 3.686 milioni di euro, in diminuzione del 5,6% rispetto ai 3.904 milioni del primo semestre 2015.

Le commissioni nette sono pari a 3.524 milioni di euro, in diminuzione del 5,2% rispetto ai 3.716 milioni del primo semestre 2015. In dettaglio, si registra una diminuzione dell’ 1,3% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 9,4% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,…), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli scende del 43,3% e quella relativa al risparmio gestito del 9% (con commissioni di performance nulle nel primo semestre 2016 e pari a 90 milioni nel primo semestre 2015), mentre quella relativa ai prodotti assicurativi aumenta del 14,8%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 695 milioni di euro (comprendenti 121 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia) rispetto a 976 milioni del primo semestre 2015 (comprendenti 144 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d’Italia), con la componente relativa alla clientela che aumenta a 243 milioni da 227 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che cresce a 160 milioni da 145 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria (comprendente i predetti dividendi) che scende a 288 milioni da 603 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che cresce a 5 milioni da un milione.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 571 milioni di euro, rispetto ai 625 milioni del primo semestre 2015.

Gli altri proventi/oneri di gestione registrano un saldo negativo pari a 6 milioni di euro (comprendente 170 milioni di proventi derivanti dalla cessione della partecipazione in VISA Europe e 148 milioni di oneri derivanti dal contributo al fondo di risoluzione), rispetto a un saldo negativo pari a 136 milioni nel primo semestre 2015 (comprendente oneri per 95 milioni derivanti dal contributo al fondo di risoluzione e per 43 milioni derivanti dal contributo al fondo di garanzia dei depositi).

Complessivamente, i proventi operativi netti sono pertanto pari a 8.628 milioni di euro, in diminuzione del 5,6% rispetto ai 9.139 milioni del primo semestre 2015; se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe, i proventi operativi netti registrano una diminuzione del 7,2% rispetto al primo semestre 2015.

Gli oneri operativi ammontano a 4.201 milioni di euro e flettono dello 0,1% rispetto ai 4.205 milioni del primo semestre 2015, a seguito di una diminuzione del 4,9% per le spese amministrative e di un aumento del 2,2% per le spese del personale e dell’ 1,4% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.427 milioni di euro, in diminuzione del 10,3% rispetto ai 4.934 milioni del primo semestre 2015, con un cost/income ratio nel primo semestre 2016 pari al 48,7%, rispetto al 46% del primo semestre 2015. Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi e i proventi derivanti dalla cessione di VISA Europe, il cost/income ratioè pari al 48,8%, rispetto al 45,3% del primo semestre 2015, e il risultato della gestione operativa registra una diminuzione del 13,2% rispetto al primo semestre 2015.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.786 milioni di euro, rispetto ai 1.776 milioni del primo semestre 2015. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 113 milioni, rispetto ai 122 milioni del primo semestre 2015. Le rettifiche nette su crediti sono pari a 1.617 milioni, rispetto ai 1.614 milioni del primo semestre 2015. Le rettifiche nette su altre attività sono pari a 56 milioni, rispetto ai 40 milioni del primo semestre 2015.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo negativo per 40 milioni di euro, rispetto a un saldo positivo per 66 milioni del primo semestre 2015.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 2.601 milioni di euro, rispetto ai 3.224 milioni del primo semestre 2015. Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 2.749 milioni nel primo semestre 2016 e a 3.362 milioni nel primo semestre 2015.

Il risultato netto consolidato è pari a 1.707 milioni di euro, rispetto ai 2.004 milioni del primo semestre 2015, dopo la contabilizzazione di:
– imposte per 723 milioni di euro;
– oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 51 milioni;
– oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 56 milioni;
– utili delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 28 milioni;
– una quota di utili di pertinenza di terzi pari a 92 milioni.
Se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi, il risultato è pari a 1.810 milioni di euro nel primo semestre 2016 e a 2.106 milioni nel primo semestre 2015.

Lo stato patrimoniale al 30 giugno 2016

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 giugno 2016 i crediti verso la clientela sono pari a 360 miliardi di euro, in crescita del 3,7% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 5,4% rispetto al 30 giugno 2015 (in aumento dell’ 1,2% nel secondo trimestre 2016 rispetto al primo trimestre 2016 e dell’ 1,8% nel primo semestre 2016 rispetto al primo semestre 2015 se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta – al netto delle rettifiche di valore – a 32.352 milioni di euro, in diminuzione del 2,2% rispetto ai 33.086 milioni del 31 dicembre 2015. In quest’ambito, i crediti in sofferenza aumentano a 15.159 milioni di euro dai 14.973 milioni del 31 dicembre 2015, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 4,2% (4,3% al 31 dicembre 2015) e un grado di copertura al 60,7% (61,8% a fine 2015). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 147% includendo le garanzie reali e al 154% includendo anche le garanzie personali. Le inadempienze probabili diminuiscono a 16.560 milioni di euro dai 17.091 milioni del dicembre 2015 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 633 milioni di euro da 1.022 milioni di fine 2015.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 841 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in flessione dello 0,2% rispetto al 31 dicembre 2015 e in aumento dell’1,5% rispetto al 30 giugno 2015. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 387 miliardi, in aumento del 3,9% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 6% rispetto al 30 giugno 2015, e il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 140 miliardi, in crescita del 5% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 12,2% rispetto al 30 giugno 2015; la raccolta indiretta ammonta a 452 miliardi, in diminuzione del 3,4% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 2,1% rispetto al 30 giugno 2015. L’ammontare di risparmio gestito raggiunge i 301 miliardi, in flessione dello 0,4% rispetto al 31 dicembre 2015 e dello 0,1% rispetto al 30 giugno 2015; la nuova produzione vita nel primo semestre 2016 ammonta a 12,7 miliardi di euro (-7,3% rispetto al primo semestre 2015). La raccolta amministrata è pari a 151 miliardi, in diminuzione dell’ 8,9% rispetto al 31 dicembre 2015 e del 5,8% rispetto al 30 giugno 2015.

I coefficienti patrimoniali al 30 giugno 2016 – calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2016, tenendo conto di circa 1.650 milioni di euro di dividendi maturati nel semestre – risultano pari a:
– 12,7% per il Common Equity ratio (9) (13% a fine 2015),
– 13,9% per il Tier 1 ratio (9) (13,8% a fine 2015),
– 16,9% per il coefficiente patrimoniale totale (9) (16,6% a fine 2015).

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Intesa Sanpaolo, 901 milioni di euro nel secondo trimestre ultima modifica: 2016-08-07T18:17:38+00:00 da Redazione

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