Intesa Sanpaolo: utile netto a 306 milioni nel primo trimestre 2013

Questi i principali risultati ottenuti:
patrimonializzazione assai solida e in ulteriore miglioramento: ulteriormente rafforzati i coefficienti patrimoniali (già su livelli largamente superiori ai requisiti normativi) al 31 marzo 2013, tenendo conto dei dividendi maturati nel trimestre. Il common equity ratio pro-forma secondo Basilea 3 a regime è salito al 10,7%, dal 10,6% di fine 2012, livello top tra le maggiori banche europee. Il Core Tier 1 ratio è salito all’ 11,3% dall’ 11,2% di fine 2012, considerando il regime di deduzione degli investimenti assicurativi in vigore fino al 31 dicembre 2012, ed è risultato pari al 10,7%  considerando il nuovo regime. Il coefficiente EBA pro-forma è risultato pari al 10,5% considerando il regime di deduzione degli investimenti assicurativi in vigore fino al 31 dicembre 2012 e al 9,9% considerando il nuovo regime, rispetto al requisito minimo del 9%;

 

elevata liquidità e forte capacità di funding: attività liquide per 120 miliardi di euro ed elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali, corrispondenti a una liquidità di 84 miliardi di euro, a fine marzo 2013 (pari rispettivamente a 120 e 88 miliardi a fine aprile 2013); rispettati già oggi i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulle date previste per l’entrata in vigore a regime (2019 e 2018, rispettivamente);

conti correnti e depositi da clientela in crescita del 4,4% rispetto a fine 2012;

robusto utile netto: 306 milioni di euro nel primo trimestre 2013, con un utile netto normalizzato pari a 392 milioni, che è il più elevato degli ultimi quattro trimestri;

utile ante imposte raddoppiato nel primo trimestre 2013 a 768 milioni di euro da 386 milioni del quarto trimestre 2012, nonostante la politica di accantonamenti rigorosa e prudenziale;

risultati positivi da tutte le business unit;

contributo importante e crescente del Wealth Management : 392 milioni di euro di utile ante imposte nel primo trimestre 2013 (+19,2% rispetto al quarto trimestre 2012, +54,4% escludendo da quest’ultimo le commissioni di performance), di cui 69 milioni da Private Banking Italia (+0,6% rispetto al quarto trimestre 2012), 180 milioni da Assicurazioni (+62,5%), 48 milioni da Asset Management (-30,5%, +51,5% escludendo le commissioni di performance del  quarto trimestre 2012) e 95 milioni da Financial Advisors (+17,4%);

forte crescita dell’ammontare di risparmio gestito: aumento di circa 8 miliardi di euro nel trimestre, proveniente prevalentemente dalla raccolta amministrata;

sostenuta dinamica delle commissioni nette: 1.466 milioni di euro nel primo trimestre 2013, in crescita del 4,4% rispetto al quarto trimestre 2012, escludendo da quest’ultimo le commissioni di performance, e dell’ 11,3% rispetto al primo trimestre 2012;

elevata efficienza, con un cost/income al 50,9%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

accelerazione nella riduzione dei costi operativi: -5% nel primo trimestre 2013 rispetto al primo trimestre 2012, con un risparmio nominale di 110 milioni di euro;

politica di accantonamenti rigorosa e prudenziale, in un contesto di mercato di peggioramento del ciclo del credito:
– stanziamenti a fronte dei rischi creditizi per 1.166 milioni di euro nel primo trimestre 2013, in crescita del 19,8% rispetto al primo trimestre 2012,
– un livello di copertura specifica dei crediti deteriorati in crescita al 43,3%  rispetto al 42,7% del quarto trimestre 2012 (media dei concorrenti italiani: 34,7% a fine 2012),
– un robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari a 2,5 miliardi di euro, mantenutosi su un livello prudenziale dello 0,8% (media dei concorrenti italiani: 0,5% a fine 2012).
La politica di accantonamenti rigorosa e prudenziale è dimostrata dall’ elevato tasso di recupero delle posizioni in sofferenza chiuse, pari mediamente al 146% del loro valore netto di carico nel periodo 2009 – primo trimestre 2013;

significativo “costo opportunità” per il conto economico, pari a circa 250 milioni di euro ante imposte – 170 milioni dopo le imposte – su base trimestrale, per:
– circa 100 milioni di euro derivanti dalla riserva  di liquidità straordinaria di 20 miliardi di euro a rendimento zero, detenuta a fronte delle grandi e inattese incertezze del contesto esterno che ora non sussistono più (preoccupazioni sulla tenuta dell’Euro originati dalla vicenda di Cipro e stallo della situazione politica italiana che si è risolto a fine aprile);     
– circa 150 milioni di euro derivanti dall’aumento del grado di copertura dei crediti deteriorati (già ai massimi livelli) per 60 punti base rispetto al quarto trimestre 2012, nonostante i segnali di miglioramento nel trend del credito (flussi netti di crediti deteriorati in calo del 32,5% rispetto al quarto trimestre 2012).

I risultati di conto economico del primo trimestre 2013

Il conto economico consolidato del primo trimestre 2013 registra proventi operativi netti pari a 4.119 milioni di euro, in diminuzione dell’ 8,3% rispetto ai 4.494 milioni del quarto trimestre 2012 e del 14,4% rispetto ai 4.813 milioni del primo trimestre 2012.

In quest’ambito, nel primo trimestre 2013 gli interessi netti ammontano a 2.022 milioni, in calo del 7,3% rispetto ai 2.181 milioni del quarto trimestre 2012 e del 19,2% rispetto ai 2.501 milioni del primo trimestre 2012.

Le commissioni nette sono pari a 1.466 milioni di euro, in flessione dello 0,9% rispetto ai 1.479 milioni del quarto trimestre 2012 (in crescita del 4,4% escludendo da quest’ultimo circa 75 milioni di euro di commissioni di performance relative al risparmio gestito). In dettaglio, si registra un aumento dello 0,4% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 3,7% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,…), nel cui ambito la componente relativa al risparmio gestito scende del 17,1% (per effetto dei circa 75 milioni di euro di commissioni di performance registrati nel quarto trimestre 2012), quella relativa a intermediazione e collocamento di titoli sale del 7% e quella relativa ai prodotti assicurativi cresce del 15%. Le commissioni nette del primo trimestre 2013 sono in crescita dell’ 11,3% rispetto ai 1.317 milioni del primo trimestre 2012. In dettaglio, si registra un aumento del 10,9% per le commissioni da attività bancaria commerciale e dell’ 11,1% per quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da prodotti assicurativi cresce del 30,5%, quello da risparmio gestito sale del 9,1%  e quello da intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 2,1%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 455 milioni di euro  rispetto ai 682 milioni del quarto trimestre 2012 (che includevano 110 milioni di plusvalenza derivante dallo scambio di propri titoli subordinati con un nuovo titolo senior e 342 milioni di valutazione di alcuni contratti derivati riclassificati obbligatoriamente a trading, a seguito della cessazione dell’hedge accounting cui erano assoggettati nel loro utilizzo a copertura della raccolta a vista, perché risultati inefficaci a causa della contrazione delle masse coperte), con la componente relativa alla clientela che si attesta a 84 milioni rispetto a 88 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che cresce a 142 milioni da 95 milioni, quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che diminuisce a 199 milioni da 478 milioni (comprensivi dei predetti 110 milioni di plusvalenza da scambio di titoli subordinati e 342 milioni di valutazione di contratti derivati) e quella dei prodotti strutturati di credito che sale a 30 milioni da 21 milioni. Il risultato dell’attività di negoziazione di 455 milioni del primo trimestre 2013 si confronta con 716 milioni del primo trimestre 2012, trimestre che includeva 274 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli subordinati Tier 1 e in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 113 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 102 milioni, quello dell’attività di proprietary trading e tesoreria di 481 milioni (comprendenti i predetti 274 milioni di plusvalenza) e quello dei prodotti strutturati di credito di 20 milioni. Senza la riclassificazione IAS – effettuata in anni passati – di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del primo trimestre 2013 pari a 27 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 231 milioni di euro, rispetto ai 159 milioni del quarto trimestre 2012 e ai 258 milioni del primo trimestre 2012.

Gli oneri operativi ammontano a 2.096 milioni di euro, con un calo dell’ 8,8% rispetto ai 2.297 milioni del quarto trimestre 2012, che risentivano della stagionalità di fine anno, a seguito di una diminuzione del 5,1% per  le spese del personale, del 15,1% per le spese amministrative e dell’ 8,2% per gli ammortamenti. Rispetto ai 2.207 milioni del primo trimestre 2012, si registra un calo del 5%, conseguente a una riduzione del 6,6% per le spese del personale e del 4,5% per le spese amministrative e a un aumento del 6,4% per gli ammortamenti.


Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.023 milioni di euro, in diminuzione del 7,9% rispetto ai 2.197 milioni del quarto trimestre 2012 e del 22,4% rispetto ai 2.606 milioni del primo trimestre 2012, con un cost/income ratio nel primo trimestre 2013 al 50,9%, in confronto al 51,1% del quarto trimestre 2012 e al 45,9% del primo trimestre 2012.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.260 milioni di euro, rispetto ai 1.707 milioni del quarto trimestre 2012 e ai 1.069 milioni del primo trimestre 2012. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 26 milioni, rispetto ai 105 milioni del quarto trimestre 2012 e ai 37 milioni del primo trimestre 2012; le rettifiche nette su crediti sono pari a 1.166 milioni, rispetto ai 1.461 milioni del quarto trimestre 2012 e ai 973 milioni del primo trimestre 2012; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 68 milioni, rispetto ai 141 milioni del quarto trimestre 2012 e ai 59 milioni del primo trimestre 2012.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 5 milioni di euro, rispetto a quello negativo di 104 milioni del quarto trimestre 2012 (comprendenti 107 milioni di impairment sull’interessenza in Telco) e a quello negativo di 6 milioni del primo trimestre 2012.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 768 milioni di euro, rispetto ai 386 milioni del quarto trimestre 2012 (+99%) e ai 1.531 milioni del primo trimestre 2012 (-49,8%).

Il risultato netto consolidato è positivo per 306 milioni di euro, rispetto a quello negativo per 83 milioni del quarto trimestre 2012 e a quello positivo per 804 milioni del primo trimestre 2012, dopo la contabilizzazione di:
– imposte per 364 milioni di euro;
– oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 12 milioni;
– oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 74 milioni;
– una quota di pertinenza di terzi per 12 milioni.

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto normalizzato nel primo trimestre 2013 è pari a 392 milioni di euro, rispetto ai 102 milioni del quarto trimestre 2012 e ai 708 milioni del primo trimestre 2012.


Lo stato patrimoniale al 31 marzo 2013

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 marzo 2013 i crediti verso la clientela sono pari a 372 miliardi di euro, in flessione dell’ 1,3% rispetto al 31 dicembre 2012 e dell’ 1,8% rispetto al 31 marzo 2012 (in flessione del 4,1% se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo, principalmente a seguito della contrazione dei crediti alle grandissime imprese). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta – al netto delle rettifiche di valore – a 28.972 milioni di euro, in aumento dell’ 1,8% rispetto ai 28.472 milioni del 31 dicembre 2012. In quest’ambito, i crediti in sofferenza crescono a 11.558 milioni di euro rispetto ai 11.202 milioni del 31 dicembre 2012, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 3,1% (3% al 31 dicembre 2012) e un grado di copertura del 61% (analoga a quella di fine 2012). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie reali e personali relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 123%. Gli incagli salgono a 12.143 milioni di euro da 11.495 milioni di dicembre 2012, i ristrutturati aumentano a 2.889 milioni da 2.863 milioni di fine 2012 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 2.382 milioni di euro da 2.912 milioni di fine 2012.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 793 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in flessione dello 0,2% rispetto al 31 dicembre 2012 e in aumento dello 0,7% rispetto al 31 marzo 2012. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 379 miliardi, in flessione dello 0,3% rispetto al 31 dicembre 2012 e in crescita del 2,1% rispetto al 31 marzo 2012 (con la componente costituita da conti correnti e depositi in aumento rispettivamente del 4,4% e dell’ 8,4%), e il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 84 miliardi, in aumento del 2,5% rispetto al 31 dicembre 2012 e dell’ 8,8% rispetto al 31 marzo 2012; la raccolta indiretta ammonta a 413 miliardi, in flessione  dello 0,2% rispetto a fine 2012 e dello 0,6% rispetto al 31 marzo 2012. L’ammontare di risparmio gestito raggiunge i 239 miliardi, in aumento del 3,5% rispetto al 31 dicembre 2012 e del 5,5% rispetto al 31 marzo 2012; la nuova produzione vita nel primo trimestre 2013 ammonta a 4,6 miliardi di euro (+86% rispetto al primo trimestre 2012). La raccolta amministrata è pari a 174 miliardi, in diminuzione del 4,7% rispetto al 31 dicembre 2012 e dell’ 8% rispetto al 31 marzo 2012.

I coefficienti patrimoniali al 31 marzo 2013 risultano (applicando le regole di Basilea 2 foundation e i modelli interni ai mutui residenziali e al portafoglio corporate e SME retail – con floor all’85% – e deducendo il valore nominale delle azioni di risparmio), considerando il regime di deduzione degli investimenti assicurativi in vigore fino al 31 dicembre 2012, pari all’ 11,3% per il Core Tier 1 ratio (11,2% al 31 dicembre 2012), al 12,1% per il Tier 1 ratio  (12,1% a fine 2012) e al 13,6% per il coefficiente patrimoniale totale (13,6% a fine 2012) e, considerando il nuovo regime, rispettivamente pari al 10,7%, 11,6% e 13,6%. Tali coefficienti sono calcolati tenendo conto dei dividendi maturati nel trimestre per l’esercizio 2013, assumendo come tali un quarto degli 832 milioni di euro in distribuzione nel 2013 per l’esercizio 2012.

Le informazioni attualmente disponibili portano a una stima del common equity ratio pro-forma del Gruppo secondo Basilea 3 a regime pari al 10,7%, applicando ai dati di bilancio del 31 marzo 2013 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e l’atteso assorbimento prima del 2019 delle DTA relative alle perdite pregresse, con effetti sui coefficienti patrimoniali nell’ordine di:
– 1,1 miliardi di euro di deduzioni totali dal common equity, nell’ipotesi di deduzione della partecipazione detenuta in Banca d’Italia,
– 11,6 miliardi di euro aggiuntivi di RWA relativi a DTA e investimenti bancari, finanziari e assicurativi non portati in deduzione perché rientranti nella franchigia,
– 1,9 miliardi di euro aggiuntivi di RWA riguardanti DTA incluse nei rischi con ponderazione al 100% (relative a rettifiche su crediti),
– 2,7 miliardi di euro aggiuntivi di RWA derivanti dall’impatto regolamentare sui rischi;
con un conseguente impatto complessivo stimato sul Core Tier 1 ratio  nell’ordine di 90 centesimi di punto (l’impatto effettivo è soggetto all’implementazione della regolamentazione in materia). L’impatto si riduce circa a zero considerando i previsti benefici derivanti dalle azioni di ottimizzazione di fonti e fabbisogni di capitale e dall’assorbimento dello shock sul rischio sovrano.

Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza – oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali – sono costituiti da: 

robusta liquidità:
– elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali (inclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a un livello corrispondente a una liquidità di 84 miliardi di euro a fine marzo e di 88 miliardi a fine aprile; le operazioni di finanziamento poste in essere con BCE per ottimizzare il costo del funding erano pari a 36 miliardi a fine marzo e a fine aprile, interamente costituite da LTRO con scadenza a 3 anni,
– elevato ammontare di attività liquide (costituite da attivi stanziabili disponibili – esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale – e attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 120 miliardi di euro a fine marzo e a fine aprile,
– fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta – bancaria – da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per quasi l’ 80% dalla componente retail,
– ad oggi effettuata raccolta a medio-lungo termine per circa 12 miliardi di euro, di cui circa 7 miliardi relativi alla componente retail; includendo 5 miliardi di pre-funding effettuato nel 2012, è già stato interamente rifinanziato l’ammontare della raccolta a medio-lungo termine wholesale in scadenza nel 2013,
– nei primi quattro mesi dell’anno sono stati collocati sui mercati internazionali eurobond per un miliardo di euro, covered bond per un miliardo di euro e US bond per 3,5 miliardi di dollari, con una domanda complessiva, per oltre il 95% estera, che ha superato il target di emissione di circa il 200%;

leverage contenuto e adeguata patrimonializzazione:
– leverage molto più basso e un rapporto tra patrimonio netto tangibile e attivo tangibile tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei,
– coefficiente EBA pro-forma al 31 marzo 2013 pari al 10,5% considerando il regime di deduzione degli investimenti assicurativi in vigore fino al 31 dicembre 2012 e al 9,9% considerando il nuovo regime, rispetto al requisito minimo richiesto del 9%;

basso profilo di rischio:
– a fine marzo 2013, il portafoglio titoli di proprietà del Gruppo includeva titoli governativi (emessi da amministrazioni centrali e locali) greci per 2 milioni di euro, irlandesi per 72 milioni e portoghesi per 29 milioni.

Il Gruppo ha un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 11 milioni di euro al 31 marzo 2013. Un’informativa completa e dettagliata in merito ai prodotti strutturati di credito detenuti dal Gruppo viene riportata – come di consueto – nel resoconto approvato dal Consiglio di Gestione.

Al 31 marzo 2013, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 6.709 sportelli bancari – di cui 5.181 in Italia 1.528 all’estero – con 95.013 dipendenti.

I risultati per area di Business

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
– Global Industries, cui compete la relazione con 200 gruppi industriali (50 italiani e 150 esteri) con un elevato livello di internazionalizzazione e che operano in sei settori chiave con elevato potenziale di crescita (oil & gas, power & utilities, automotive, infrastructures, telecom & media, luxury & consumer goods);
– Corporate Italia, cui compete la relazione con circa 2.000 aziende italiane di grandi e medie dimensioni non appartenenti ai segmenti Global Industries e Public Finance;
– Public Finance e Infrastrutture, operante al servizio della clientela Stato, enti pubblici, enti locali, università, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata;
– Direzione Internazionale, cui compete la relazione con i gruppi corporate aventi casa madre estera non appartenenti al segmento Global Industries e con i clienti Public Finance esteri ed è inoltre affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque e Intesa Sanpaolo Bank Ireland), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
– Global Banking & Transaction, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie, la gestione dei servizi transazionali nell’ambito dei sistemi di pagamento, nonché la custodia e il regolamento di titoli italiani (local custody);
– Banca IMI, deputata all’attività di investment banking, ossia di realizzazione di prodotti di finanza strutturata e di consulenza nel campo del M&A per la clientela del Gruppo, e a quella di capital markets per i clienti del Gruppo e gli operatori istituzionali nelle attività di market making;
– Merchant Banking, che opera nel comparto del private equity anche tramite le società Private Equity International (PEI) e IMI Investimenti.
Nel perimetro della Divisione rientrano inoltre l’attività di Leasint, Mediofactoring e quella di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel primo trimestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 1.092 milioni di euro, pari a circa il 27% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (24% nel primo trimestre 2012), in aumento del 4% rispetto ai 1.051 milioni del quarto trimestre 2012 e in diminuzione del 6,1% rispetto ai 1.163 milioni del primo trimestre 2012;
– oneri operativi per 239 milioni, in calo del 5,6% rispetto ai 253 milioni del quarto trimestre 2012 e del 3,6% rispetto ai 248 milioni del primo trimestre 2012;
– un risultato della gestione operativa di 853 milioni, in aumento del 7% rispetto ai 797 milioni del quarto trimestre 2012 e in diminuzione del 6,8% rispetto ai 915 milioni del primo trimestre 2012;
– un cost/income ratio al 21,9%, rispetto al 24,1% del quarto trimestre 2012 e al 21,3% del primo trimestre 2012;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 282 milioni rispetto ai 361 milioni del quarto trimestre 2012 e ai 228 milioni del primo trimestre 2012;
– un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti nullo, rispetto al saldo negativo per 113 milioni del quarto trimestre 2012 (comprendenti 107 milioni di impairment sull’interessenza in Telco) e a quello negativo per 17 milioni del primo trimestre 2012;
– un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 571 milioni, in crescita del 76,9% rispetto ai 323 milioni del quarto trimestre 2012 (in aumento del 32,8% se si escludesse l’impairment su Telco del quarto trimestre 2012)  e in diminuzione del 14,8% rispetto ai 670 milioni del primo trimestre 2012;
– un risultato netto pari a 384 milioni, più che doppio rispetto ai 178 milioni del quarto trimestre 2012 (in aumento del 34,7% se si escludesse l’impairment su Telco del quarto trimestre 2012) e in diminuzione del 14,1% rispetto ai 447 milioni del primo trimestre 2012.

Le prospettive per l’esercizio in corso

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, nell’anno 2013 rimarrà prioritario preservare il carattere di sostenibilità dei risultati da conseguire. Oltre agli obiettivi reddituali, grande attenzione sarà prestata, infatti, alle varie azioni volte al rafforzamento della solidità patrimoniale e all’ulteriore miglioramento del profilo di rischio e liquidità. Verrà inoltre costantemente presidiata l’efficienza e la produttività del Gruppo.

Le azioni di repricing – iniziate nel 2011 e proseguite nel 2012 – consentiranno di contenere in parte le ripercussioni dello sfavorevole contesto atteso sui tassi di mercato. Lo stretto controllo dei costi permetterà di contrastare gli effetti indotti dall’inflazione e dagli automatismi.  Il costo del credito rimarrà elevato.

Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di stato patrimoniale dei primi tre trimestri del 2012 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti un compendio di attività e passività proveniente da SediciBanca (istituto di credito facente parte del Gruppo Delta), il cui acquisto è stato perfezionato nel dicembre 2012.

L’utile netto normalizzato è stato calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti costituite da:

nel primo trimestre 2013: 1) 17 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 12 milioni e 2) 74 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel primo trimestre 2012: 1) 274 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli subordinati Tier 1 inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 183 milioni,  2) 20 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 14 milioni e 3) 73 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel secondo trimestre 2012: 1) 94 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione dell’interessenza in London Stock Exchange, inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione, e relativi effetti fiscali, che portano a una plusvalenza netta di 105 milioni, 2) 9 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Telco inclusi nell’utile su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti,  3) 173 milioni di beneficio fiscale, connesso al rimborso – per i periodi d’imposta dal 2007 al 2011 – della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 4) 14 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 10 milioni e 5) 76 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2012: 1) 327 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli subordinati e senior inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 219 milioni, 2) 17 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 11 milioni e 3) 71 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel quarto trimestre 2012: 1) 110 milioni di plusvalenza derivante dallo scambio di propri titoli subordinati con un nuovo titolo senior inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 74 milioni, 2) 107 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Telco inclusi nell’utile su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti, 3) 26 milioni di beneficio fiscale, connesso al rimborso – per i periodi d’imposta dal 2007 al 2011 – della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente,  4) 136 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 99 milioni e 5) 79 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione.

Bilancio Neos Finance, società prodotto di Intesa Sanpaolo

Neos Finance ha chiuso il primo trimestre del 2013 con un importo finanziato complessivo di Euro 333 milioni, superiore del 6% rispetto al corrispondente periodo del 2012. I vari comparti hanno mostrato un trend diversificato (+10,8% i prestiti auto, +17,4% i prestiti finalizzati, +61,7% i finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio, -88,6% il leasing e -31,4% i prestiti personali).

In particolare, il decremento dei prestiti personali è riconducibile alla razionalizzazione della rete agenziale che ha visto il dimezzamento del numero dei mandati rispetto allo scorso esercizio.
Nel trimestre sono state realizzate alcune campagne commerciali sui prodotti prestito auto, prestito fotovoltaico, prestito personale e cessione del quinto a sostegno della produzione. L’iniziativa R.Est.A. è stata applicata anche alla cessione del quinto da poco tempo ma ha già dato ottimi risultati.

Il risultato della gestione operativa di Neos Finance si è attestato a 20 milioni, in aumento del 2,8% rispetto al medesimo periodo del 2012 grazie ai risparmi sui costi (-7,7%).

Nel corso del trimestre le nuove erogazioni effettuate da Intesa Sanpaolo Personal Finance (già Moneta) tramite la rete distributiva di Banca dei Territori sono ammontate complessivamente a Euro 474 milioni, in incremento del 37,4% rispetto al medesimo periodo dell’esercizio precedente (+44,4% i prestiti personali; -3,5% i finanziamenti con cessione del quinto).
Nel corso del periodo è stata realizzata, in collaborazione con Banca dei Territori, una tenace iniziativa commerciale destinata a sostenere le erogazioni di prestiti e si è supportata l’iniziativa R.Est.A. per contrastare il fenomeno delle estinzioni anticipate.

Con l’obiettivo di favorire un contatto proattivo tra gestore e cliente e di migliorare la probabilità di accettazione delle richieste di finanziamento, è stato ulteriormente affinato il modello di proposizione commerciale basato su nuove logiche di profilazione, targeting e servizio alla clientela.

L’utile netto è più che raddoppiato rispetto ai primi tre mesi del 2012, attestandosi a Euro 8,9 milioni.

In data 1° aprile 2013 è avvenuta l’integrazione delle due società mediante la scissione parziale del ramo di attività di credito al consumo e cessione del quinto dello stipendio, pensione, delegazione di pagamento di Neos Finance in favore di Intesa Sanpaolo Personal Finance, con il mantenimento del solo ramo leasing in Neos Finance, sino all’integrazione di quest’ultima nel polo di competenza del leasing.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Consulta il reconto di gestione

Intesa Sanpaolo: utile netto a 306 milioni nel primo trimestre 2013 ultima modifica: 2013-05-29T09:03:54+00:00 da Flavio Meloni

Print Friendly
© RIPRODUZIONE RISERVATA