La Canada Mortgage and Housing Corporation, e la storia dell’immobiliare canadese

La Canada Mortgage and Housing Corporation (CMHC, l’associazione del Governo canadese che assicura i finanziamenti per i mutui residenziali) ha celebrato quest’anno il proprio 65esimo compleanno, in un 2011 che verrà anche ricordato come l’anno dei tassi di interesse sui mutui più bassi di sempre.

Quando la seconda guerra mondiale è terminata, il Governo federale canadese ha creato il CMHC con l’obiettivo di vigilare e amministrare il National Housing Act (approvato nel 1944 con l’obiettivo di promuovere la costruzione di nuove abitazioni e ristrutturare/ammodernare quelle già esistenti). In particolare la Canadian Mortgage and Housing Corporation aveva, nelle priorità dell’origine, il compito di sostenere i reduci della guerra nell’acquisto di mutui, e incentivare lo sviluppo residenziale nel Paese. Nel 1954, con l’aumento dei tassi di interesse, numerosi canadesi non furono più in grado di acquistare casa: il CMHC decise quindi di introdurre un’assicurazione sul mutuo per aiutare queste persone a basso reddito a diventare proprietari di case.

Il 1960 fu l’anno dell’esplosione del mercato immobiliare. Le città furono trasformate dal nuovo “urban design” del periodo, pensato per accogliere anche la crescita della popolazione: nuovi materiali e nuove architetture hanno profondamente cambiato e migliorato il real estate del mercato canadese nel corso degli anni, tanto che oggi il Canada è considerato uno dei Paesi migliori per investire nell’immobiliare.

Tuttavia, i tassi di interesse sui mutui sono gradualmente aumentati: nei primi anni ’70, i tassi hanno raggiunto l’8%, crescendo di anno in anno, e sono iniziati i primi problemi per i consumatori. Le possibilità di acquisto si sono infatti ridotte, e con esse anche il giro d’affari dei costruttori; ne è conseguito un nuovo modo di concepire la “casa”: più piccola come metratura e numero di stanza, in modo da “riportare” i canadesi sul mercato.

Sempre gli anni ’70 hanno conosciuto un nuovo interesse della comunità per la tutela e conservazioni del patrimonio storico-immobiliare, rivitalizzando anche i centri cittadini: è stato in questo periodo che Vancouver è diventato un centro turistico e di business. Nonostante questo, l’ottimismo stava per essere compromesso da un nuovo aumento dei tassi che ha raggiunto l’apice all’inizio degli anni ’80: fu l’inizio della recessione che portò i tassi a crescere fino addirittura al 22%, condizionando la costruzione di case nuove e mettendo in difficoltà i mutuatari, spesso incapaci di effettuare i pagamenti alle banche.

Nel 1984 il Governo ha affronto il problema varando un programma pensato per aiutare i tanti canadesi in difficoltà, tutelandoli dall’aumento dei tassi attraverso forme assicurative che hanno permesso ai mutuatari di affrontare con maggiore tranquillità i pagamenti.

La recessione, però, proseguì anche negli anni ’90, ma una luce cominciò a intravedersi alla fine del tunnel: i tassi di interesse cominciarono ad abbassarsi nuovamente: il Governo, insieme al CMHC, ha predisposto una manovra che ancora una volta veniva incontro ai neo proprietari di case, spianando la strada anche a nuovi first time buyers e dando un notevole impulso al mercato del real estate.

L’inizio degli anni 2000 è stato particolare, perché a una crescita rapida è seguita la più grande crisi economica della storia, scoppiata nel 2008. Tuttavia, in questi ultimi anni, con i tassi di interesse scesi al minimo storico qualcosa sembra cambiare, dando una speranza all’intero settore.

La Canada Mortgage and Housing Corporation, e la storia dell’immobiliare canadese ultima modifica: 2011-11-18T10:14:29+00:00 da Flavio Meloni

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