Lettera al direttore del presidente Olivati della Fiaip di Bergamo

Riceviamo e con piacere pubblichiamo:

Caro Direttore,

in questi giorni a Bergamo si fa un gran parlare di operazioni urbanistiche e delle preoccupazioni dei vari comitati di quartiere spuntati come funghi per difendere il territorio: sono un bene o sono la solita difesa del “particulare” all’italiana, che conduce all’immobilismo? Io penso che la ragione di fondo dell’immobilismo bergamasco vada ricercata proprio nell’incapacità della sua classe politica di fare una programmazione urbanistica efficace.

Fiaip Bergamo, con il suo Osservatorio immobiliare e il Comitato scientifico, ha dato un giudizio sostanzialmente positivo sul Pgt, ma con alcuni rilievi fortemente critici sull’eccesso di edilizia convenzionata in vendita. In un incontro con l’assessore all’urbanistica della precedente amministrazione, avvenuto a cose fatte, prevedevamo che questo sbilanciamento sulla convenzionata avrebbe lesionato il mercato dell’usato, quindi il volano della permuta e quindi anche il bacino di utenza delle nuove realizzazioni residenziali in edilizia privata.

Il rischio insomma è che in città per qualche anno si costruisca e si venda quasi solo in edilizia convenzionata, con buona pace delle previsioni del Pgt e alterazione dell’equilibrio delle perequazioni urbanistiche, minor gettito di oneri ecc., e il Pgt con il suo ambizioso sistema di equilibri urbanistico – demografici resti sulla carta.

Altro nodo critico dell’urbanistica bergamasca è Porta Sud, dove il motore anche simbolico della “nuova Bergamo”, cioè la sede della Provincia, stenta a partire per carenza di fondi, dato che la crisi immobiliare ha deprezzato gli immobili che la Provincia dovrebbe vendere per finanziare la nuova sede.

Infine abbiamo il problema spinoso del nodo nuovo Stadio/Parco agricolo, dove si stenta a creare uno spazio di programmazione urbanistica sovracomunale. Insomma parecchia carne al fuoco, ma finora più fumo che arrosto, indipendentemente dal colore politico dell’amministrazione di turno. Forse il coinvolgimento di un’associazione come Fiaip, la Federazione italiana agenti immobiliari professionali, in fase di redazione dello strumento urbanistico avrebbe agevolato l’analisi delle dinamiche e del funzionamento della complessa macchina del mercato immobiliare, che a sua volta è il motore dell’urbanistica. Per guidare la macchina bisogna prendere la patente, e per prendere la patente bisogna prima di tutto studiare e sapere come funziona il motore.

Questo l’ha capito un Comune come Dalmine, cha ha invitato Fiaip a prender parte alla riflessione sul Pgt a partire dalla Vas (Valutazione ambientale strategica). Le case si vendono meglio quando sono costruite bene, dove ce n’è bisogno e in quartieri vivibili, e questo nessuno lo sa meglio degli agenti immobiliari professionali.

Giuliano Olivati
Presidente provinciale
Fiaip Bergamo

Lettera al direttore del presidente Olivati della Fiaip di Bergamo ultima modifica: 2010-05-26T06:28:00+00:00 da Flavio Meloni

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