Lombardia, Banca d’Italia: prestiti in contrazione del 3,3% nel primo semestre

Banca Italia LogoIn Lombardia la perdurante debolezza dell’attività produttiva si è riflessa in un ulteriore calo del credito all’economia nella prima parte del 2014, seppure meno intenso che nel 2013. Sulla dinamica complessiva ha inciso la riduzione dei prestiti al settore produttivo, mentre quelli alle famiglie hanno ristagnato. Lo rileva la Banca d’Italia nel suo bollettino sull’economia della regione.

Secondo le informazioni tratte dall’indagine presso le banche, la domanda di finanziamenti delle aziende si è mantenuta debole, specie nella componente da destinare agli investimenti produttivi, mentre si è pressoché arrestato il processo di inasprimento delle condizioni di offerta. Le indicazioni riferite al secondo semestre prefigurano un miglioramento dei criteri di accesso ai finanziamenti. La debolezza del quadro congiunturale ha continuato a riflettersi sulla qualità del credito, il cui deterioramento è proseguito a ritmi sostanzialmente invariati rispetto al 2013. Il risparmio finanziario ha continuato a espandersi. Sono cresciuti i depositi, soprattutto nella componente a breve termine; tra i titoli a custodia le scelte dei risparmiatori hanno privilegiato i fondi comuni di investimento e i titoli azionari.

I prestiti bancari
L’andamento del credito erogato alla clientela residente in Lombardia ha risentito ancora della perdurante debolezza dell’attività produttiva e dell’incertezza del quadro congiunturale. I prestiti bancari, in calo dagli ultimi mesi del 2012, sono scesi anche nella prima parte del 2014, seppure in misura meno pronunciata rispetto a quanto registrato nel dicembre scorso: a giugno sono diminuiti del 3,3 per cento sui dodici mesi, a fronte di una riduzione del 4,8 per cento alla fine del 2013. La contrazione del credito bancario è proseguita con intensità simile anche nei mesi estivi (-3,3 per cento ad agosto). Sulla dinamica complessiva ha continuato a pesare il significativo calo dei finanziamenti al tessuto produttivo (-4,2 per cento a giugno; -6,6 per cento nel dicembre scorso). La flessione è stata più accentuata per le imprese di maggiori dimensioni (-4,6 per cento) che per le piccole (-2,1 per cento), in parte anche per il ricorso dei maggiori gruppi industriali al finanziamento obbligazionario. Durante il periodo estivo, la diminuzione del credito alle imprese si è intensificata (-5,5 per cento. Nei dodici mesi terminanti a giugno i prestiti bancari indirizzati alle famiglie consumatrici hanno ristagnato (-0,1 per cento; erano diminuiti dello 0,5 per cento nel 2013). La tendenza si è confermata anche nei mesi estivi (-0,1 per cento ad agosto). Dall’indagine presso le banche emerge che i criteri di offerta del credito adottati nei confronti delle imprese si sono stabilizzati; le condizioni di accesso ai finanziamenti sono invece lievemente migliorate per le famiglie consumatrici, la cui domanda si è rafforzata nel primo semestre dell’anno in corso.

Il credito alle imprese
Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, nei dodici mesi terminanti a giugno il credito erogato alle imprese lombarde è diminuito del 4,8 per cento, una contrazione meno accentuata di quella registrata nel corso del 2013 (-6,8 per cento). La flessione è proseguita in misura più intensa nei mesi estivi (-5,4 per cento ad agosto), risentendo del deterioramento delle prospettive congiunturali e della revisione al ribasso della spesa per investimenti. Il calo dei finanziamenti ha interessato tutti i settori, confermandosi particolarmente significativo nel terziario (-6,9 per cento a giugno; -8,5 per cento nel 2013). I prestiti al comparto manifatturiero sono diminuiti del 2,4 per cento (-5,1 per cento nel 2013); la flessione del credito erogato alle aziende del settore delle costruzioni, in atto ormai da quasi un triennio, si è lievemente attenuata nel corso del primo semestre del 2014 (-1,6 per cento su base annua a giugno; -3,3 per cento nel dicembre del 2013). La contrazione dei prestiti alle imprese è proseguita anche nei mesi estivi in tutti i comparti di attività: -6,9 per cento ad agosto nei servizi, -2,6 per le aziende manifatturiere e -2,1 per quelle dell’edilizia. La debolezza degli investimenti produttivi si è riflessa nell’andamento dei prestiti a medio e a lungo termine, in calo a giugno dell’8,7 per cento (-10,0 per cento nel 2013). Tra le altre forme tecniche, i finanziamenti in conto corrente hanno continuato a diminuire in misura significativa (-10,6 per cento a giugno; -12,2 per cento nel 2013), mentre si è attenuata la flessione dei prestiti collegati alla gestione del portafoglio commerciale, quali gli anticipi e gli altri crediti autoliquidanti (-3,0 per cento a giugno; -9,0 per cento l’anno passato). Il calo dei prestiti è in parte associato al ricorso da parte delle imprese a modalità di finanziamento di tipo obbligazionario. Nei dodici mesi terminanti a giugno del 2014, le emissioni obbligazionarie delle aziende lombarde sono state pari a 10,7 miliardi di euro, generando una raccolta al netto dei rimborsi di 4,1 miliardi di euro. Le emissioni nette sono state realizzate soprattutto nella seconda parte del 2013, mentre nel primo semestre di quest’anno il ricorso a tali strumenti di debito si è attenuato (le emissioni obbligazionarie nette sono state pari a 930 milioni di euro). Secondo l’indagine della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Lombardia (Regional Bank Lending Survey, RBLS), l’andamento dei prestiti alle imprese nel primo semestre del 2014 ha risentito di una domanda ancora debole, soprattutto nella componente degli investimenti. Dal lato dell’offerta, si è pressoché arrestato il processo di irrigidimento delle condizioni di accesso al credito, seppure con residue tensioni nei confronti delle imprese delle costruzioni. Con riferimento alle quantità erogate vi sono segnali di un’offerta più distesa e anche le condizioni di costo praticate sulla media dei finanziamenti sono lievemente migliorate. Permane un atteggiamento di maggiore cautela nei confronti delle imprese giudicate più rischiose, che si è tradotto principalmente nell’applicazione di spread più elevati e in maggiori richieste di garanzie a sostegno delle erogazioni. Le indicazioni delle banche riferite al secondo semestre del 2014 segnalano un allentamento delle condizioni di offerta, favorito dai minori vincoli connessi con il costo della provvista. Le indicazioni delle banche trovano riscontro nelle informazioni tratte dall’indagine della Banca d’Italia presso le imprese industriali e dei servizi non finanziari con almeno 20 addetti. Le difficolta di accesso al credito si sarebbero attenuate: nella prima parte del 2014 la quota di aziende che hanno riscontrato un peggioramento nelle condizioni di indebitamento è risultata sostanzialmente pari a quella delle imprese che ne hanno rilevato un miglioramento. Le residue tensioni nell’offerta di finanziamenti si sono tradotte principalmente nell’aumento dei costi accessori. Per il secondo semestre del 2014, la quota di imprese che ha prefigurato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito si ridurrebbe ulteriormente. Il costo delle nuove erogazioni a medio e a lungo termine si è attestato al 3,5 per cento nel secondo trimestre dell’anno, in diminuzione di tre decimi di punto rispetto alla fine del 2013. Il tasso di interesse medio praticato sui prestiti a breve termine era pari al 5,8 per cento a giugno (5,9 per cento a dicembre dell’anno passato). L’onerosità dei finanziamenti ha continuato a essere più elevata per le piccole imprese e per quelle del settore delle costruzioni (8,7 e 6,3 per cento, rispettivamente).

Il credito alle famiglie
Il credito alle famiglie consumatrici erogato dalle banche e dalle società finanziarie si è lievemente ridotto nei dodici mesi terminati a giugno (-0,4 per cento), in misura inferiore rispetto a quanto rilevato nel 2013 (-0,9 per cento;). È proseguita la contrazione del credito al consumo (-2,1 per cento a giugno su base annua; -2,6 per cento nel 2013): la flessione è attribuibile alle erogazioni degli intermediari finanziari (-4,3 per cento a giugno; -4,4 per cento nell’anno passato); si è arrestata la contrazione della componente di origine bancaria (0,1 per cento a giugno; -0,8 per cento alla fine del 2013). I prestiti a medio e a lungo termine per l’acquisto di abitazioni, che ammontano a oltre il 68 per cento dei finanziamenti alle famiglie consumatrici, sono diminuiti dello 0,7 per cento, variazione simile a quella registrata lo scorso dicembre (-0,8 per cento). In linea con la stasi del mercato immobiliare, nel primo semestre del 2014 le erogazioni di nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni si sono mantenute stabili (2,7 miliardi di euro), sugli stessi livelli registrati a partire dalla seconda metà del 2012, ma sensibilmente inferiori a quanto mediamente registrato nel triennio 2009-2011. Sulla base delle informazioni tratte dalla RBLS, nel primo semestre dell’anno la domanda di finanziamenti da parte delle famiglie avrebbe mostrato un lieve recupero, soprattutto nella componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni. Sono emersi segnali di allentamento nei criteri di accesso al credito, in particolare nelle condizioni di costo applicate alla media dei mutui e nelle quantità offerte. Nei confronti della clientela giudicata più rischiosa, gli intermediari hanno mantenuto politiche di prezzo sostanzialmente invariate rispetto al secondo semestre del 2013. Il rapporto tra ammontare del finanziamento e valore dell’immobile (loan to value) è risultato pressoché stabile nella prima parte dell’anno, dopo che si era progressivamente ridotto nel corso dei precedenti semestri. Secondo le indicazioni degli intermediari, dovrebbe essere in atto una stabilizzazione dell’offerta nella seconda parte del 2014. Nel secondo trimestre del 2014, l’onere dei prestiti a medio e lungo termine alle famiglie per l’acquisto di immobili si è attestato al 3,5 per cento, quasi due decimi di punto percentuale in meno rispetto al valore registrato alla fine dell’anno passato.

Consulta il bollettino della Banca d’Italia

 

 

 

 

 

Lombardia, Banca d’Italia: prestiti in contrazione del 3,3% nel primo semestre ultima modifica: 2014-11-13T10:16:37+00:00 da Redazione

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