Luigi Iannaccone, Assoprofessional: “Migliorare la comunicazione per evitare l’illegalità nel rilascio delle fideiussioni”. Oam: “Intensificati i controlli e già avviate procedure sanzionatorie”

Assoprofessional LogoNonostante i controlli sugli operatori del credito effettuati per le rispettive competenze, da Oam e Banca d’Italia in primis, e dalla Guardia di Finanza sul territorio, il nostro Paese deve fare i conti con la piaga delle fideiussioni false. Ma come può accadere questo, con tutti gli adempimenti che vengono richiesti agli operatori del settore? Qualcosa deve essere assolutamente modificato nella pubblicità, nella comunicazione degli operatori abilitati al rilascio delle fideiussioni”. Luigi Iannaccone, presidente emerito onorario di Assoprofessional, associazione di categoria di agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi, esprime la sua preoccupazione, e per certi versi incredulità, per quanto avvenuto negli ultimi mesi riguardo il rilascio di fideiussioni da parte di operatori del credito non abilitati.

Iannaccone, AssoprofessionalQuando un’azienda ottiene un appalto per una fornitura di beni o di servizi da un ente pubblico, deve anche depositare una garanzia fideiussoria che, in caso di inadempienza, permette all’ente appaltatore di coprire i danni subiti. Questo tipo di assicurazioni sono fornite dietro pagamento di un premio da banche (oramai poco propense a emetterle senza garanzie reali prestate dal richiedente), e da finanziare: ovviamente le stesse devono essere in possesso di requisiti molto specifici di solvibilità e di serietà previsti dalla legge. Negli ultimi mesi le Fiamme Gialle hanno smantellato alcune reti finanziarie, vere e proprie organizzazioni a delinquere, che hanno “stampato” nel corso degli anni fideiussioni fasulle per un valore di quasi un miliardo di euro. Tra i truffati oltre al singolo privato o azienda, anche Comuni, ospedali, ambasciate e consolati di diversi Stati esteri, ministeri, enti locali, prefetture e università. Un impianto di illegalità diffusa (in alcuni casi con preoccupanti collusioni con la malavita organizzata) che, prima di essere smantellato dalla Guardia di Finanza con decine di arresti, ha inquinato il mercato nazionale inondandolo di fideiussioni false. Un sistema in grado di destabilizzare enti locali e molte aziende private.

L’organo di vigilanza, se da una parte è stato chiaro e ferreo nell’emanare le disposizioni imposte agli intermediari finanziari per l’emissione delle fideiussioni, dall’altra deve assolutamente migliorare la fruibilità del proprio sito web – sostiene Luigi Iannaccone -. È inutile che si riempiano pagine e pagine di informazioni se poi un utente non riesce a capire chi è il soggetto abilitato e chi non lo è per lo svolgimento di tale attività. Il decreto legislativo 141/10 ha imposto l’aggiornamento professionale annuale per gli operatori del settore, e invece ci ritroviamo con operatori che forse hanno scarse conoscenze o forse sono molto furbi, ma che sono arrivati a incassare provvigioni sul premio che raggiungono anche il 50%”.

Da quanto è emerso dalle indagini, le fideiussioni sarebbero state commercializzate in alcuni casi da una rete di agenti privi dei requisiti previsti dalla legge (tra cui anche quello dell’onorabilità), a prezzi concorrenziali e venivano rilasciate senza svolgere nessun tipo di istruttoria e in tempi strettissimi (un paio di giorni). “Da un lato può esserci una errata comprensione della normativa – spiega il presidente emerito di Assoprofessional – ma dall’altra c’è sicuramente molta scaltrezza da parte degli intermediari finanziari che talvolta erano iscritti negli elenchi tenuti dall’Organismo agenti e mediatori, altre volte non erano nemmeno iscritti e operavano nella più assoluta illegalità. Nonostante ci sia stato prima un intervento diretto di Banca d’Italia mediante una specifica circolare e poi una verifica da parte dell’Oam, diversi soggetti hanno continuato a rilasciare garanzie fasulle perché percepivano delle commissioni che potevano arrivare fino al 50% sul premio. Banca d’Italia e Organismo devono trovare dei meccanismi di comunicazione più efficaci perché altrimenti si rischia di mettere a repentaglio tutto il sistema. Non è ipotizzabile – conclude Luigi Iannaccone – che un Comune chieda una fideiussione per milioni di euro che poi si riveli falsa perché emessa da un soggetto non abilitato. Anche perché spesso e volentieri queste garanzie sono alla base di affari grossi, appalti pubblici, ampliamenti di porti, costruzione di ospedali eccetera. Questo è un sistema criminale che non solo danneggia l’ente pubblico o privato o la singola azienda coinvolta, ma che è dannoso per tutto il Paese”.

LuchettiIl tema è dunque molto delicato e anche l’Oam ha recentemente intensificato i suoi controlli in materia, dandone evidenza anche nella sua Relazione annuale presentata a Banca d’Italia. “L’Organismo ha posto particolare attenzione nei confronti delle polizze fideiussorie prive di efficacia – spiega il direttore generale dell’Oam, Federico Luchetti -. L’ufficio di vigilanza ha svolto una decisa attività di controllo e di ispezioni in loco in merito al collocamento di fidejussioni da parte degli iscritti negli elenchi e ha verificato una serie di irregolarità. Nel solo 2015 sono stati effettuati 126 controlli, per oltre la metà dei quali sono state avviate procedure sanzionatorie. Ricordiamo che chi rilascia queste garanzie deve essere sottoposto a particolari abilitazioni, collegate al possesso di strutture patrimoniali e organizzative idonee a far fronte agli impegni assunti. Quando si richiede una garanzia occorre sempre verificare che il garante sia un soggetto non solo iscritto in pubblici registri ma anche abilitato al rilascio dello specifico prodotto. In caso contrario, senza questi controlli preventivi – conclude il direttore generale Federico Luchetti – si corre il rischio di avere pagato i premi invano oppure si possono incontrare serie difficoltà nell’escussione. In casi specifici, per esempio a motivo della natura pubblica del beneficiario o del tipo di contratto che si vuole garantire, la legge restringe ulteriormente il numero dei soggetti abilitati. Quindi occorre fare molta attenzione”.

Luigi Iannaccone, Assoprofessional: “Migliorare la comunicazione per evitare l’illegalità nel rilascio delle fideiussioni”. Oam: “Intensificati i controlli e già avviate procedure sanzionatorie” ultima modifica: 2016-03-23T18:31:14+00:00 da Valentina Petracca

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