Luigi Ricciardi, avvocato Kpmg: “Il decreto mutui avrà un riflesso positivo sui bilanci delle banche, ma tutelerà anche i clienti in difficoltà”

Ricciardi, KmpgÈ destinato a far parlare a lungo di sé il decreto legislativo 21 aprile 2016, n. 72, che ha recepito la direttiva 2014/17/UE, la cosiddetta Mortgage credit directive, relativa ai contratti di credito ai consumatori per i beni immobili residenziali, ha introdotto alcune modifiche del T.u.b. e del decreto legislativo 141/2010 riguardante l’attività dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria. Dopo il lungo discorrere dei mesi passati, la formulazione di ipotesi sul recepimento, le preoccupazioni del mercato, non solo creditizio, e in attesa dei decreti attuativi che in concreto andranno a disciplinare il delicato settore, iniziamo a capire quali sono gli impatti reali della normativa. Ne parliamo con Luigi Ricciardi, avvocato Kpmg ed esperto di prodotti finanziari e servizi di investimento.

Qual è secondo lei la novità più importante introdotta dal nuovo decreto mutui?
Una delle grandi novità introdotte dalla disciplina sul credito ipotecario riguarda l’inadempimento del debitore, che è un tema che sta particolarmente a cuore ai clienti per le profonde ripercussioni che introduce e che dovranno essere lentamente metabolizzate. Il decreto stabilisce infatti nuove regole a tutela del cliente in difficoltà con i pagamenti e vuole incoraggiare i creditori ad esercitare un più ampio grado di tolleranza prima di dare avvio a procedure di escussione della garanzia. In sostanza, stabilisce che nella stipula del contratto le parti possono convenire, attraverso una clausola espressa, la restituzione o il trasferimento del bene dato in garanzia o dei proventi della vendita del bene stesso che porta all’estinzione dell’intero debito anche se il valore del bene restituito è inferiore al debito residuo. Se invece il valore dell’immobile o i proventi della vendita sono superiori al debito residuo, il consumatore ha diritto all’eccedenza. Inoltre, si allunga il margine prima dell’esproprio che passa da 7 a 18 rate non pagate.

I più maliziosi hanno intravisto in questa norma l’ennesimo favore alle banche…
La banca ha certamente d’ora innanzi la possibilità di evitare i tempi biblici per la soddisfazione del suo credito in caso di inadempienza del debitore. Chiaramente può farlo solo al ricorrere di determinate condizioni e senza più passare per le lungaggini giudiziarie esistite finora con il pignoramento immobiliare. Da tenere comunque presente che la clausola di inadempimento deve essere oggetto di un accordo esplicito tra le parti, e che al momento della sottoscrizione, il cliente deve essere assistito da un consulente che dovrà fornirgli un’informazione chiara e semplificata per permettergli di valutare la convenienza della clausola.

Lei vede questa norma in maniera positiva o negativa?
Su questo tema in particolare ci sono state ampie polemiche, ma a mio avviso le norme sull’inadempimento sono uno strumento di grande impulso e di grande accelerazione che avrà riflessi positivi sui bilanci delle banche che non saranno più costrette ad abbattere i crediti come accadeva in passato.  D’altro canto, i clienti sono preoccupati perché scompare il filtro giudiziale e perché la banca ha la possibilità di rivalersi direttamente sull’immobile senza più passare dal giudice. La soglia per l’inadempimento tuttavia scatta solo dopo 18 rate non pagate e non dopo le 7 originariamente previste. Ricordiamo che l’intento normativo è quello di snellire e velocizzare l’iter senza la necessità di fare ricorso a procedure esecutive. Ritengo comunque che questa norma farà discutere ancora a lungo anche perché c’è chi sospetta dei profili di costituzionalità.

Cosa possiamo dire sul tema della consulenza?
Il D. Lgs. 21 aprile 2016, n. 72 ha sviluppato un concetto di consulenza e inserito un nuovo capitolo che riguarda il mediatore creditizio. Sostanzialmente si è introdotto un principio che era già previsto nell’ambito dei prodotti di investimento: il prodotto adeguato per il cliente. Già contemplato dal T.u.b., questo principio è ora divenuto più esplicito e meglio definito in quanto fa riferimento sia alle esigenze effettive del cliente, sia alla sua situazione personale e patrimoniale, alla sua capacità di sopportare il credito che deve essere adeguato, necessario e sostenibile. A mio avviso, è un tema dirompente che può trovare buona applicazione e aprire spazi sempre più importanti per i mediatori creditizi, i quali dovrebbero assumere man mano la stessa importanza e dignità operativa dei consulenti finanziari nell’ambito dei servizi di investimento. Non essendo legati alle parti, sono gli unici in grado di offrire un servizio anche sul piano della tutela al cliente che va a scegliere un prodotto di credito.

Quali sono gli altri aspetti importanti del decreto?
Vengono riconfermati alcuni dettami già previsti nel tempo ma che le banche volevano riportare sotto altre vesti: un esempio riguarda l’estinzione anticipata del mutuo. Già nel 2007 la Legge Bersani aveva abolito la penale in caso di rimborso prima del termine; le banche avevano poi cercato di reintrodurla sotto mentite spoglie, ma oggi questo aspetto di gratuità viene riconfermato. Analogo discorso vale per la surroga del mutuo, ossia lo switch tra un mutuo e l’altro, che deve essere assolutamente gratuito. Altro tema rilevante riguarda i dipendenti chiamati a valutare gli immobili: viene introdotto il profilo dell’indipendenza del perito al processo di commercializzazione del credito che non deve essere in nessun modo legato all’immobile che si va a commercializzare. Banca d’Italia è il soggetto chiamato a introdurre degli standard di indipendenza dei periti e degli standard di valutazione degli immobili.

Luigi Ricciardi, avvocato Kpmg: “Il decreto mutui avrà un riflesso positivo sui bilanci delle banche, ma tutelerà anche i clienti in difficoltà” ultima modifica: 2016-06-14T10:55:05+00:00 da Valentina Petracca

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