Mauro Danielli, presidente MedioFimaa: “Molti dubbi sulla concreta utilità del consulente indipendente”

danielli“Le novità introdotte dal decreto legislativo 72 del 2016 sono degli ulteriori aggiustamenti che attecchiscono su un terreno reso fertile dal decreto legislativo 141 del 2010, che ha disciplinato e riformato profondamente il settore della mediazione creditizia pochi anni fa con interventi drastici su professionalità, formazione, trasparenza, assetto societario. Tra gli elementi correttivi apportati con la nuova disciplina, risultano apprezzabili soprattutto quelli che mirano a migliorare la disciplina del merito creditizio e la concessione responsabile del credito. Qualche perplessità e criticità invece, può derivare dall’eccesso normativo: troppo zelo può generare complessità operative che, senza dare indicazioni puntuali sugli strumenti adeguati, portano all’inapplicabilità delle norme stesse”. Con Mauro Danielli, presidente di MedioFimaa, parliamo delle novità introdotte nel comparto dell’intermediazione del credito dal provvedimento che ha recepito la direttiva europea 2014/17/UE.

Ci può fare un esempio concreto delle complessità operative di cui parla?
Possiamo prendere in considerazione gli obblighi informativi sull’ammontare delle commissioni percepite da ciascun finanziatore: nulla da obiettare sull’intento legislativo legato alla trasparenza, ma non si considerano le implicazioni pratiche. La richiesta potrebbe essere avanzata in una fase in cui il mediatore creditizio non ha individuato definitivamente né la tipologia di contratto di credito (tasso fisso, tasso variabile, mutuo con cap, con floor, eccetera), né i possibili finanziatori da mettere in contatto con il cliente; né si considera che non sempre le convenzioni prevedono livelli commissionali “comparabili”, dato che esistono diversi prodotti tra loro non fungibili, commissioni con diverse basi di calcolo, nonché, e più in generale, diversi sistemi di determinazione del compenso del mediatore. Ecco che la norma diventa inapplicabile per mancanza di pragmaticità.

Qual è la vostra opinione sulla reintroduzione della segnalazione per categorie professionali diverse da mediatori e agenti? Si tratta di un ritorno al passato, come molti sostengono? C’è un rischio per gli operatori del settore? 
In un’economia della conoscenza in cui le competenze e le professionalità sono un valore meritevole di tutela anche in ragione di una maggior garanzia per il consumatore, la reintroduzione della segnalazione, che è per sua natura de-professionalizzante perché sposta il merito dalla competenza alla mera conoscenza/informazione, sembra proprio un ritorno al passato. È auspicabile che la segnalazione venga declinata, nell’emanando regolamento, come la possibilità di un soggetto di segnalare a un mediatore creditizio, o a un agente in attività finanziaria, un cliente potenzialmente interessato alla conclusione di un contratto di finanziamento in modo che sia poi quest’ultimo a presentare il predetto interessamento all’istituto finanziatore, nell’ambito della specifica riserva di attività allo stesso soggetto attribuita per legge. Fondamentale sarà inoltre specificare il soggetto segnalatore, che ha senso nella filiera corta agente immobiliare-mediatore creditizio/agente in attività finanziaria, in quanto parte integrante del lavoro accessorio, evitando una distorsione per il mercato.

Cosa pensate della nuova figura del consulente indipendente prevista dalla direttiva?
La figura introdotta è “border line”: è mediatore creditizio, ma non opera come tale, o meglio, svolge solo una parte del lavoro,quella appunto consulenziale, e deve iscriversi a un elenco separato. Sorgono dubbi sull’utilità di tale figura, poiché non aggiunge nulla a quanto il mediatore creditizio già fa, dato che è formato per e competente nel fornire un servizio di consulenza personalizzata. Il cliente che si rivolge a un consulente indipendente, con relativo esborso di un corrispettivo, dovrà in seguito e inevitabilmente perseguire una delle due alternative già esistenti: cercare da solo una banca o rivolgersi a un mediatore creditizio per gli altri servizi, quali il confronto delle offerte di varie banche, scelta del prodotto adatto, info sulle condizioni e altro. Di fatto, avrà solo aggiunto un passaggio e un costo.

Cosa pensa della norma che prevede la possibilità per le banche di alienare direttamente e senza passare per il tribunale un immobile su cui è stato acceso un mutuo nel caso di una situazione di inadempienza che si protrae per 18 rate non pagate da parte del mutuatario? Avrà effetti positivi sul mercato?
Il mercato degli immobili con crediti in sofferenza al momento appare “ingessato”: l’insolvenza oggi genera un iter di rientro del credito tramite procedura all’asta, con lungaggini burocratiche che arrivano a 5, 6, 7 anni. L’immobile all’asta viene venduto a un prezzo decisamente più basso che molto spesso non copre il debito, aggravando sia la situazione del debitore, che oltre a perdere la casa si trova con un debito comunque da estinguere, sia della banca creditrice, che perde la garanzia dell’ipoteca e rimane esposta qualora non riesca a recuperare per intero l’importo. Di fatto, l’unico ad avvantaggiarsi dalla situazione è il compratore all’asta. Con il nuovo decreto, invece, debitore e creditore possono accordarsi per una procedura di immissione diretta dell’immobile sul mercato, con indubbi vantaggi: il prezzo di vendita sarà quello giusto (valutato, in mancanza di accordo tra le parti, imparzialmente da un soggetto terzo nominato dal tribunale), le possibilità di vendita aumentano notevolmente rispetto alla ristretta nicchia delle aste e l’estinzione del debito è totale, anche in caso di importo inferiore al debito. Non dobbiamo dimenticare che i crediti in sofferenza nell’immobiliare  hanno raggiunto la cifra record  di 250 miliardi di euro e la soluzione del problema richiede un  “minipiano Marshall” di sostegno al settore. Si avrà soprattutto una gestione più sana dell’insolvenza, con tutela del debitore e garanzia del creditore di recuperare l’importo.  Questo potrebbe tra l’altro essere un elemento di attenzione per il merito creditizio e per la concessione responsabile del credito, con effetti positivi sugli spread applicati.

Mauro Danielli, presidente MedioFimaa: “Molti dubbi sulla concreta utilità del consulente indipendente” ultima modifica: 2016-07-26T09:06:07+00:00 da Paolo Tosatti

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