Mediazione creditizia, i nuovi obblighi di formazione e aggiornamento professionale in vigore dal primo gennaio

Oam QuadratoCon la circolare n 19 riguardante gli obblighi di aggiornamento professionale l’Oam fissa le nuove disposizioni cui agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi dovranno attenersi a partire dal primo gennaio 2015. Monte ore, ampliamento delle materie di studio, modalità di erogazione, requisiti che devono possedere le società di formazione e i loro docenti. Decretando la perdita di efficacia della circolare 6 del 2012 che in precedenza regolava la materia, la circolare 19 entra nel dettaglio degli obblighi con i quali l’aggiornamento formativo dovrà essere erogato, stabilendo nuovi standard qualitativi, tecnologici e funzionali.

Tante le novità, sia per gli operatori che la formazione dovranno sostenerla, sia per le società di formazione che dovranno erogarla. Gli agenti e i mediatori troveranno sul loro percorso un maggiore rigore formativo e un ampliamento delle materie di studio. Vedremo in che percentuale tali nuove materie andranno a incidere sui risultati del test finale e in che modo l’Organismo rivisiterà il database di domande all’interno del portale il quale, comunque dovrebbe continuare ad avere uno zoccolo di circa 2mila domande. Sarà certamente più difficile per gli operatori perpetrare abusi e facilonerie, motivi per i quali è verosimile che l’Organismo abbia voluto riassettare il comparto. Rigide misure di rilevazione delle presenze, impossibilità di accessi simultanei, tracciabilità dei tempi di erogazione e di fruizione. Chi dovrà fare formazione sarà soggetto a maggiori controlli e avrà minore margine per abbandonarsi alle superficialità del passato.

Anche una buona parte delle società eroganti dovrà organizzarsi. È ragionevole ipotizzare che alcune società di formazione non siano pronte dal punto di vista tecnologico e che debbano rivedere la loro proposta formativa. Una parte di esse dovrà mettere le mani al portafoglio e procedere con gli investimenti per implementare le piattaforme qualora non siano in linea con i nuovi standard, ottenere le specifiche certificazioni richieste in caso non le avesse, reclutare docenti di alta professionalità, rivedere programmi e moduli didattici. Non ultimo, allontanare qualunque forma di conflitto di interesse e impedire le ambigue promiscuità che hanno legato il cammino di alcune società di formazione e incaricati a vario titolo dall’Organismo di agenti e mediatori. In primis, per ciò che riguarda le docenze dei corsi, per le quali la circolare 19 detta pure dei precisi divieti.

I corsi di formazione professionale devono contribuire all’aggiornamento, all’approfondimento ed all’accrescimento delle conoscenze e delle competenze professionali dei partecipanti – dice la circolare -. Ciascun soggetto deve partecipare ad almeno 60 ore di formazione per ogni biennio, di cui almeno 30 ore devono tenersi in aula o con modalità equivalenti”. L’Oam stabilisce comunque una certa flessibilità negli obblighi di aggiornamento, che saranno previsti su base biennale anziché annuale. Il monte ore complessivo rimane intatto ma si lascia una certa libertà di distribuzione nell’arco del biennio: almeno 15 ore in un anno su 60 totali. L’obbligo di aggiornamento scatta dal 1° gennaio dell’anno successivo all’iscrizione negli elenchi o all’inizio dell’attività.

Qualora gli operatori siano iscritti in altri albi compatibili, l’obbligo di aggiornamento professionale biennale si intenderà assolto, nella misura massima di 10 ore annue, con l’effettuazione di corsi di aggiornamento obbligatori previsti per gli iscritti anche in altri albi, elenchi o registri nel rispetto delle disposizioni previste dalle rispettive autorità di settore. La decorrenza del biennio non si intende interrotta qualora si cessi un rapporto di amministrazione, direzione, collaborazione o dipendenza per instaurarne uno successivo.

La comunicazione n. 5 emanata sempre dall’Oam nei giorni scorsi, chiarisce inoltre che “l’obbligo di formazione da parte di dipendenti e collaboratori si intende comunque assolto con il superamento della prova valutativa da parte dei soggetti medesimi, in considerazione della circostanza che la disciplina vigente (Circolare 5/12) prevede quale componente della Prova stessa, il percorso formativo della durata complessiva di almeno 20 ore”. Pertanto, chi abbia conseguito l’attestato di superamento della prova valutativa non sarà tenuto a effettuare altre attività formative prima di iniziare a lavorare.

Ciascun corso di aggiornamento professionale si conclude con un test di verifica delle conoscenze acquisite, all’esito positivo del quale è rilasciato un attestato comprovante il conseguimento dell’aggiornamento professionale. Qualora il soggetto interessato abbia sostenuto più test di verifica a seconda del numero dei corsi di aggiornamento sostenuti, sarà cura dell’iscritto verificare la regolarità dell’obbligo di aggiornamento professionale con particolare riguardo al numero di ore previste.

La circolare puntualizza anche le caratteristiche che deve possedere l’attestato, che deve indicare il soggetto che ha erogato il corso, la sua durata, le materie trattate, la sottoscrizione del docente con la sua qualifica professionale, i dati identificativi del soggetto partecipante nonché l’esito positivo del test finale. L’attestato deve essere conservato a cura dell’iscritto per almeno cinque anni.

In situazioni particolari, quali gravidanza, adempimento dei doveri di paternità o maternità in presenza di figli minori, o in caso di malattia o grave infortunio, i soggetti sono esonerati dagli obblighi di aggiornamento professionale purché ne diano tempestiva comunicazione all’Organismo degli agenti e dei mediatori. Sarà premura della persona interessata dare comunicazione della sussistenza dell’impedimento, così come della sua cessazione.

Per ciò che riguarda la formazione a distanza, la circolare stabilisce che deve essere realizzata secondo criteri di elevata qualità formativa e prevedere una progettazione per obiettivi didattici, moduli didattici di contenuto e momenti intermedi di autovalutazione dell’apprendimento. I corsi devono garantire l’effettiva interattività dell’attività e la tracciabilità dei tempi di erogazione e di fruizione della formazione. Anche ai fini del rilascio dell’attestato, le società di formazione mettono a disposizione dell’iscritto dei report contenenti i dati relativi allo svolgimento delle ore in modalità equivalente all’aula quali data e ora di iscrizione, inizio frequenza del corso, data e ora di fine frequenza, stato di progresso nel corso, rilevazione del materiale visionato.

La circolare 19 detta anche precisi standard qualitativi e tecnologici cui le società di formazione dovranno attenersi. Soprattutto per ciò che riguarda l’erogazione in videoconferenza, per la quale la struttura che eroga il corso deve prevedere dei controlli sull’effettiva presenza e continua partecipazione del discente alla videoconferenza. Le piattaforme che erogano corsi con modalità e-learning devono prevedere la tracciabilità dei tempi di erogazione e di fruizione della formazione; devono verificare l’effettiva fruizione dei materiali didattici, monitorare il livello di apprendimento, devono favorire l’interazione con i docenti, introdurre misure atte a impedire collegamenti simultanei dello stesso utente da postazioni diverse, o dalla medesima postazione.

Anche dal punto di vista tecnologico, le piattaforme di e-learning devono possedere determinati requisiti e garantire un adeguato tempo minimo necessario per la fruizione del corso, l’inibizione dell’accelerazione della fruizione del corso; la possibilità da parte dell’utente di sospendere e poter riprendere successivamente dal punto in cui si era interrotto; la previsione di interventi random per rilevare l’effettiva partecipazione del discente; la possibilità di chiedere e ricevere approfondimenti dal docente mediante tecniche a distanza; la somministrazione di test interattivi di apprendimento per ogni modulo formativo, dal cui esito dipende l’accesso al modulo formativo successivo.

Le società di formazione devono inoltre possedere un’esperienza almeno quinquennale nel settore della formazione nelle materie indicate dalla tabella B allegata alla circolare e devono essere in possesso di certificazioni di qualità rigorosamente elencate nella circolare. L’appartenenza dell’ente di formazione a un’Università riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è considerato titolo sostitutivo ed equivalente alle suddette certificazioni.

I docenti incaricati dagli enti per l’attività di aggiornamento in aula e gli esperti incaricati per l’elaborazione dei contenuti dei corsi a distanza devono essere titolari di cattedra universitaria in materie economiche, finanziarie e giuridiche di ogni grado del sistema universitario; oppure devono aver maturato un’esperienza almeno quinquennale nell’attività di formazione; oppure essere ricercatori senior o dirigenti o funzionari dell’amministrazione pubblica con competenza specifica nelle materie indicate nella Tabella “B”; essere in possesso di una specifica competenza nelle materie indicate nella Tabella “B” maturata attraverso esperienze di lavoro per un periodo non inferiore a un quinquennio.

Ricordiamo che tra i docenti non possono essere nominati i membri del comitato di gestione dell’Organismo, del collegio sindacale dell’Organismo di vigilanza svolgenti funzioni di controllo sul medesimo, tutti i soggetti che abbiano ricevuto un incarico professionale dall’Organismo in relazione alle materie afferenti la formazione e aggiornamento professionale, la prova valutativa nonché tutti coloro che intrattengono, in qualsiasi forma, un rapporto di lavoro con l’Organismo stesso.

Consulta la circolare n.19 dell’Oam

 

Consulta la comunicazione n.5 dell’Oam

Mediazione creditizia, i nuovi obblighi di formazione e aggiornamento professionale in vigore dal primo gennaio ultima modifica: 2014-12-12T14:02:48+00:00 da Valentina Petracca

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