Mortgage credit directive, gli interventi in seno alla commissione Finanze della Camera

Credito 2Riportiamo la discussione svoltasi in seno alla commissione Finanze della Camera dei deputati in merito allo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/17/UE in merito ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali nonché modifiche e integrazioni del titolo VI-bis del decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385, sulla disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi e del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141. Atto n. 256. (Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame dello schema di decreto legislativo, rinviato nella seduta del 3 febbraio scorso.

Daniele PESCO (M5S) sottolinea come specifici principi e criteri direttivi di delega per il recepimento della direttiva 2014/17/UE, oggetto a sua volta dello schema di decreto in esame, siano contenuti nell’articolo 12 del disegno di legge C. 3540, recante la legge di delegazione europea 2015, anch’essa attualmente all’esame della Commissione. In tale contesto, nel rilevare la sovrapposizione tra lo schema di decreto e le previsioni del citato articolo 12, chiede che il Governo ritiri il medesimo schema di decreto, in modo da consentire al Parlamento di meglio specificare i criteri di delega di recepimento della richiamata direttiva 2014/17/UE, nonché al fine di approfondire maggiormente il contenuto della stessa direttiva. Occorre infatti scongiurare il rischio, particolarmente grave, insito in particolare nella previsione di cui al comma 3 del nuovo articolo 120-quinquiesdecies del TUB, introdotto dallo schema di decreto, che i consumatori i quali stipulino un mutuo immobiliare si vedano sottrarre l’immobile posto in garanzia in caso di inadempimento.

Maurizio BERNARDO, presidente, con riferimento ai rilievi espressi dal deputato Pesco, rileva come non si preveda di concludere l’esame dello schema di decreto nella seduta odierna, ma di procedere nell’esame dello stesso. In tale contesto condivide l’opportunità, segnalata dal medesimo deputato Pesco, di valutare con particolare attenzione le previsioni di cui al nuovo articolo 120-quinquiesdecies del TUB.

Giovanni PAGLIA (SI-SEL) ritiene che, nell’ambito dell’esame del provvedimento, occorra dedicare attenzione anche al tema dei mutui in valuta estera, che rischiano di far conflagrare il sistema finanziario di altri Paesi membri dell’Unione europea e che anche in Italia hanno determinato in passato gravi problemi. Considera pertanto necessario svolgere tutti i necessari Mercoledì 24 febbraio 2016 — 64 — Commissione VI approfondimenti, al fine di evitare rischi per i consumatori e di assicurare a questi ultimi la massima trasparenza possibile rispetto al contenuto e alle conseguenze dei contratti di credito da loro stipulati.

Daniele PESCO (M5S) rinnova la richiesta al Governo di ritirare lo schema di decreto legislativo in esame.

Giovanni SANGA (PD), relatore, senza entrare nel merito delle scelte del Governo, sottolinea l’importanza del provvedimento in esame, che introduce ulteriori garanzie a favore dei consumatori, attualmente non previste dall’ordinamento. Con particolare riferimento alle previsioni di cui al citato comma 3 del nuovo articolo 120-quinquiesdecies del TUB, ritiene che tale previsione non si configuri come patto commissorio, vietato ai sensi dell’articolo 2744 del codice civile, ma si configuri piuttosto come una forma di patto marciano, già conosciuto dall’ordinamento ed oggetto di specifica giurisprudenza.

Il Viceministro Enrico MORANDO sottolinea come, nell’attuale fase dell’iter dello schema di decreto legislativo, il Parlamento possa, se lo ritiene, proporre formulazioni alternative e integrazioni nello schema di decreto prima della sua definitiva adozione. Ritiene, quindi, che sia questa la fase per avanzare eventuali proposte in tal senso, dichiarando l’impegno del Governo a partecipare attivamente al dibattito in materia, al fine di rendere più agevole il recepimento delle condizioni o osservazioni che fossero contenute nel parere parlamentare. Esprime invece contrarietà rispetto alla richiesta, avanzata dal deputato Pesco, di ritirare lo schema di decreto, in quanto sussistono a suo giudizio le condizioni per attuare in questa sede la delega che il Parlamento ha già conferito al Governo per il recepimento della direttiva 2014/17/ UE. Tale contrarietà non è fondata solo su considerazioni di carattere temporale, ma soprattutto in quanto il provvedimento appresta in materia misure di tutela più efficaci per i consumatori di quelle previste dalla disciplina attualmente vigente. A titolo personale ritiene che eventuali limiti della disciplina sui mutui immobiliari non siano dovuti al tenore dello schema del decreto legislativo, ma casomai all’impostazione della direttiva 2014/17/ UE, la quale è strutturata in un’ottica secondo la quale i costi determinati da eventuali difficoltà nell’adempimento da parte del creditore sono addossati solo al soggetto prenditore del mutuo, laddove invece sarebbe opportuno innovare tale impostazione, seguendo una logica improntata ad una differente ripartizione dei costi relativi. Invita quindi a svolgere i necessari approfondimenti e ad avanzare proposte di modifica che il Governo si impegna a valutare con attenzione.

Daniele PESCO (M5S) ricorda che nell’ambito del disegno di legge di stabilità sono state introdotte misure per facilitare l’acquisto della casa attraverso forme di finanziamento bancario, evidenziando come proprio la maggiore facilità nell’accesso al credito immobiliare possa comportare il rischio, anche alla luce del dettato del richiamato comma 3 del nuovo articolo 120-quinquiesdecies del TUB, che le banche sostanzialmente esproprino i cittadini creditori dell’immobile di proprietà, in caso di inadempimento. In tale contesto considera pertanto particolarmente necessario stabilire principi di recepimento della direttiva 2014/17/UE maggiormente stringenti, senza limitarsi a esprimere solo un parere non vincolante per il Governo.

Maurizio BERNARDO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame del provvedimento ad altra seduta, da convocare nel corso della prossima settimana.

 

 

Mortgage credit directive, gli interventi in seno alla commissione Finanze della Camera ultima modifica: 2016-02-25T12:11:42+00:00 da Redazione

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