Mutui, Banca d’Italia: a gennaio tassi al 3,36%

A gennaio i tassi di interesse sui finanziamenti per l’acquisto di abitazioni sono saliti al 3,36% dal 3,18% di dicembre, mentre quelli sulle nuove operazioni di credito al consumo sono aumentati all’8,78% dall’8,33%. Lo ha reso noto la Banca d’Italia nel supplemento Moneta e banche.

La pubblicazione precisa che rimangono stabili i tassi passivi sui depositi in essere, allo 0,69% contro lo 0,70% del mese precedente.

Finanziamenti alle imprese
Sono invece diminuiti di 10 punti base i tassi sui nuovi finanziamenti alle imprese, pari al 2,69% nel primo mese del 2011. La flessione ha riguardato soprattutto i tassi sui prestiti di importo superiore a 1 milione di euro (2,36% rispetto al 2,56% di dicembre), mentre rimangono pressoché invariati quelli sui prestiti di importo inferiore (3,26% dal 3,24%).

La crescita dei prestiti
Il tasso di crescita sui 12 mesi dei prestiti al settore privato, corretto per le cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è salito al 4,8% rispetto al 3,6% di dicembre; quello alle società non finanziarie al 4,2% dal 2%; invariato il tasso di crescita per il credito alle famiglie, fermo al 5%. La Banca d’Italia ha spiegato che a partire da giugno dello scorso anno gli istituti di credito hanno riconosciuto nei bilanci larga parte dei prestiti che erano stati precedentemente cancellati a causa di operazioni di cartolarizzazione. Ne è derivata una distorsione verso l’alto nella dinamica dei prestiti e di altri aggregati se calcolata come differenza tra le consistenze.

Le sofferenze
Le sofferenze bancarie sono rimaste pressoché stabili a gennaio, facendo registrare un tasso di crescita sui 12 mesi pari a 30% rispetto al 29,9% di dicembre. Il parametro non è corretto per le cartolarizzazioni.

La raccolta
Per la raccolta, i depositi del settore privato, al netto di quelli di controparti centrali e di quelli connessi con operazioni di cartolarizzazione, registrano una flessione pari all’1,7% rispetto al -1,2% di dicembre). Il tasso di crescita sui 12 mesi della raccolta obbligazionaria rimane stabile a -1,6%.

Il commento delle associazioni
Ancora una volta il sistema bancario fa pagare alle famiglie i costi delle operazioni spregiudicate alle imprese e di allegri finanziamenti erogati,come dimostra l’aumento delle sofferenze bancarie arrivate al 30% – tuona l’Adusbef -. Mutui e prestiti sono infatti più cari per le famiglie a gennaio, mentre gli interessi riconosciuti sui conti correnti si abbassano, con le banche che introducono una commissione di 3 euro, una vera e propria tassa sugli anziani, per poter prelevare i propri soldi alla sportello”.
Se i prestiti oltre un milione di euro per le società non finanziare riescono a ridursi dal 2,56% al 2,36%, mentre i tassi sul credito al consumo sono aumentati di quasi mezzo punto dall’8,33% all’8,78% ed i mutui aumentano ancor prima dei rialzi dei tassi di riferimento Bce, in previsione per il 7 aprile prossimo, “vuol dire che la manovra del sistema bancario per far quadrare i conti, e’ addossata totalmente sulle spalle delle famiglie – sostiene l’associazione -. La crisi sistemica che non è ancora finita trasferisce i suoi effetti sul fronte della raccolta, come dimostra la variazione negativa dei depositi bancari (-1,7%) e il tasso di crescita della raccolta obbligazionaria, che nonostante i tentativi di dissuasione agli sportelli, messi in atto contro il rinnovo delle scadenze dei Titoli di Stato per convincere i risparmiatori alla sostituzione con i bond bancari, rimane negativo di un -1,6%”.

Mutui, Banca d’Italia: a gennaio tassi al 3,36% ultima modifica: 2011-03-09T09:13:03+00:00 da Flavio Meloni

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