Mutui, come nascono i tassi di interesse. L’analisi dell’Abi

Lo studio si è concentrato sul mercato dell’Area euro nel periodo compreso tra il 2003 ed il 2009 e ha analizzato i fattori macroeconomici, gli aspetti socio-culturali e le caratteristiche specifiche dei diversi mercati bancari e finanziari che sono in grado di influenzare la fissazione dei tassi.

Costi di raccolta

Uno di questi è il costo della raccolta. “Tale risultato sembra poter spiegare perché il processo di convergenza dei tassi sui mutui nei paesi dell’Area euro, che durava da diversi anni, si sia interrotto dopo il default Lehman – si legge nella nota dell’Associazione bancaria -. Da allora, infatti, la dispersione nei livelli dei tassi sui titoli di Stato è aumentata a seguito del fenomeno di corsa verso la qualità che ha visto premiare paesi aventi le migliori condizioni finanziarie (in primis la Germania)”.

Loan to value

L’altro fattore che risulta rilevante per spiegare il diverso profilo dei tassi è il rapporto tra l’ammontare del finanziamento e il valore della casa (loan-to-value): più alta è la percentuale di intervento, maggiore il rischio connesso al finanziamento e più pesanti le condizioni economiche.

Altri costi: giustizia civile

Altro risultato saliente dello studio, riguarda l’impatto della qualità delle infrastrutture immateriali. “L’inefficienza della giustizia civile risulta infatti rilevante nello spiegare il livello dei tassi: al crescere dei costi connessi con le procedure giudiziarie, necessarie per far valere il credito vantato, le condizioni economiche applicate sui mutui diventano più onerose” precisa lo studio. Nel determinare il costo dei mutui le banche sembrerebbero scontare i potenziali costi da sostenere nel caso in cui il soggetto finanziato diventi inadempiente. “In base all’evidenza empirica riscontrata si può stimare quale sarebbe il beneficio per i mutuatari di interventi dei policy maker europei che assicurassero un aumento dell’efficienza della giustizia – prosegue la nota -. In corrispondenza dei livelli del Lussemburgo, il paese europeo più efficiente sotto tale aspetto, le condizioni applicate sul tasso fisso potrebbero significativamente migliorare”. Secondo lo studio in Italia il vantaggio che ne deriverebbe sarebbe maggiore di circa 50 punti base rispetto a quello medio degli altri principali quattro paesi dell’Area euro.

La crisi

Dai risultati dell’analisi non sembra potersi affermare che la crisi finanziaria internazionale abbia avuto un impatto diretto sui criteri applicati dall’industria bancaria europea per la definizione delle condizioni economiche applicate sui mutui.

Conclusioni

Lo studio fornisce alcune indicazioni di policy che, se messe in pratica, avrebbero “significative probabilità di consegnare alle famiglie europee tassi di interesse ancora più contenuti di quelli registrati nel periodo esaminato”. In primo luogo, a seguito della crisi finanziaria, si mostra necessario conservare un quadro di finanza pubblica rigoroso e tendenzialmente equilibrato; “è da esso infatti che dipende l’andamento dei tassi di interesse a lungo termine”. Occorre poi rafforzare e accrescere il ruolo dei fondi di garanzia pubblici e privati per consentire a soggetti valutabili come meritevoli, ma con scarse dotazioni patrimoniali, un più agevole accesso al mercato dei mutui immobiliari.

Mutui, come nascono i tassi di interesse. L’analisi dell’Abi ultima modifica: 2010-07-06T08:55:16+00:00 da Flavio Meloni

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