Pietro Mulatero, presidente Federconfidi: “Anche quest’anno i finanziamenti garantiti sono in contrazione”

Pietro MulateroDai 10,3 del 2012 ai 9,9 miliardi del 2013. Con un’ulteriore contrazione a 9,8 prevista per l’anno in corso. Avrebbe dovuto portare con sé la ripresa, il 2014, mentre i dati macroeconomici indicano una sostanziale stagnazione dell’attività economica, che per il settore dei confidi si accompagna a una nuova, anche se più contenuta rispetto alla precedente, diminuzione dei finanziamenti garantiti. “La carenza di credito è una conseguenza diretta della mancata crescita e della crisi. Fondamentale è non confondere la causa con l’effetto, e tributare la stessa attenzione alla soluzione della questione credito di quella che si ha per la questione crescita”. Per Pietro Mulatero, presidente di Federconfidi, in questa fase estremamente delicata per il Paese i consorzi di garanzia fidi rappresentano “uno strumento di politica economica che può e deve essere utilizzato, inquadrandolo nell’ambito di una visione complessiva della problematica del credito”.

La patrimonializzazione prevista dalle Legge di Stabilità può dare effettivamente un contributo al sistema dei confidi?

Come è noto, sulla carta sono stati previsti un contributo di 225 milioni da parte del Fondo centrale di garanzia e un altro di 70 milioni da parte della Camere di commercio. Il problema è che ormai siamo arrivati a fine anno e nessuno dei due provvedimenti ha trovato esecuzione. La speranza è che si riesca a sbloccare questi fondi per il primo semestre 2015. Se così sarà allora avremo fatto un piccolo passo in avanti. Considerato l’ammontare complessivo, però, non si può certo parlare di una svolta decisiva. Anche perché il grande sforzo sostenuto per svolgere al meglio la propria funzione e le sempre maggiori difficoltà delle imprese pesano sui confidi in modo notevole.

Quanto è importante il riordino della filiera del credito?

Si tratta di un passaggio fondamentale. È una strada che stiamo cercando di percorrere da tempo, perché i costi della compliance sono estremamente onerosi e solo facendo “massa critica” e innescando sinergie si può pensare di ridurli. In questo senso come federazione abbiamo avviato un programma che ha come principale obiettivo quello di favorire la creazione di reti di confidi e avviare processi di aggregazione, mantenendo però al contempo quella che è la caratteristica peculiare dei consorzi di garanzia dei fidi: la prossimità con il territorio e con il tessuto produttivo. Più fusioni, accesso a maggiori risorse, anche comunitarie e pubbliche e riduzione delle intermediazioni al fine di premiare le imprese più competitive. Sono questi in sintesi gli elementi necessari a garantire ai consorzi di garanzia la possibilità di giocare un ruolo di primo piano nell’ambito del sistema economico.

Cosa pensa delle banche? Se il credito si è ridotto è anche per causa loro?

Esattamente come i confidi anche le banche hanno registrato un calo delle richieste di finanziamento. È indubbio però che tra coloro che non chiedono prestiti c’è una quantità considerevole di soggetti che non effettua neppure il tentativo sapendo di non avere il rating necessario per ottenerlo.

Quali sono le prospettive per l’anno prossimo?

La Banca centrale europea ha stanziato dei fondi per il finanziamento delle piccole e medie imprese. Partecipando al relativo bando le banche italiane hanno ottenuto una parte di questi crediti, a un tasso estremamente vantaggioso. Ci aspettiamo che questa liquidità venga ora immessa nel sistema, per sostenere imprese e aziende. Come confidi stiamo appunto lavorando insieme alle banche in questa direzione.

Pietro Mulatero, presidente Federconfidi: “Anche quest’anno i finanziamenti garantiti sono in contrazione” ultima modifica: 2014-12-05T18:07:22+00:00 da Paolo Tosatti

Print Friendly
© RIPRODUZIONE RISERVATA